17/04/13

Victoria o muerte!

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Come una doccia fredda fuori programma. Questo, più o meno, è quello che abbiamo provato sabato al PalaBaldinelli quando Fei ha chiuso la partita in favore della sua Copra Piacenza.
Avevo già scritto quanto quell’incontro fosse importante nell’economia della serie. Ora gli emiliani hanno due match point per conquistare la finale, ed il primo potrà giocarlo tra le mura amiche.
La Lube ha tutte le carte in regola per capovolgere la situazione: probabilmente, però, è necessario cambiare qualcosa. Si dice spesso che noi italiani siamo, tra le altre cose, un popolo di commissari tecnici. Cosa farebbe, allora, coach Verolo? Detto che i centrali si difendono discretamente bene, che Travica fa quello che può, che Zaytsev, ad eccezione di gara 3, si sta esprimendo su buoni livelli e che Parodi è fondamentale per gli equilibri della squadra (soprattutto in ricezione), c’è un giocatore che, suo malgrado, sta facendo fatica: Cristian Savani. Il capitano nazionale sta vivendo un’annata balorda, caratterizzata da un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto a lungo ai box e che, giocoforza, ora lo vede lontano dalla forma migliore, quella delle Olimpiadi di Londra. Sasa Starovic e Dick Kooy possono sostituirlo; io, personalmente, punterei sullo schiacciatore olandese perché, così facendo, Zaytsev continuerebbe a giocare da opposto. E perché, nel tie break di sabato, le sue battute hanno rimesso in carreggiata la Lube: ora vorrà dimostrare a Giuliani ed al suo pubblico che avrebbe meritato più spazio.
“Senza retorica dico che nei play off è finita soltanto dopo che è caduto a terra l'ultimo pallone della serie, quello che ti spedisce definitivamente a casa. Non è dunque il nostro caso, visto che abbiamo ancora un'altra partita da giocare. Come si affrontano certe situazioni? Sappiamo benissimo che per noi si tratta dell'ultima spiaggia, ma la delusione per le sconfitte in Gara 2 e Gara 3 è sicuramente niente di fronte alla voglia di riscatto e la rabbia che abbiamo. Ancor più alla luce degli episodi decisivi verificatisi nel tie break di sabato scorso al PalaBaldinelli di Osimo. Mercoledì al Pala Banca ci sarà una Cucine Lube Banca Marche doppiamente carica, e determinatissima nel voler riportare la squadra di Monti a Osimo. I traguardi più importanti li abbiamo sempre conquistati dopo esserci trovati con l'acqua alla gola: guardate lo scudetto del 2006, in cui abbiamo ribaltato la situazione nella finale giocata in cinque partite contro Treviso, oppure la semifinale dello scorso anno, in cui dopo aver perso per 3-0 la prima partita a Osimo, in molti ci davano già per spacciati, e invece siamo poi andati a vincere lo scudetto. Questo per dire che dobbiamo essere tutti fiduciosi e credere fermamente nelle possibilità di riaprire la serie. L'aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale in situazioni come questa. Vietato abbattersi, noi siamo indubbiamente una squadra forte, che di conseguenza deve credere fermamente nei propri mezzi, e adesso anche tirar fuori il gran carattere che l'ha già contraddistinta in tante occasioni nel corso di questa stagione travagliata. Dobbiamo crederci.”
Con queste parole – affidate al sito ufficiale della società – Natale Monopoli, capitano della Lube ed unico bicampione d’Italia in maglia biancorossa (a proposito: un abbraccio e tante congratulazioni a Jack Sintini: Campione d’Italia 2006 in maglia Lube che, nell’ultimo anno, ha sconfitto un cancro, è tornato a giocare ed ha conquistato il Mondiale per Club, la Coppa Italia e la quarta finale Scudetto, la prima della sua carriera 2.0) – presenta la sfida di domani. La strada è sicuramente in salita, ma ora non resta che ingranare la marcia giusta ed iniziare a pedalare. Noi vogliamo scollinare, e Trento ci sta aspettando.

16/04/13

Cambiare tutto affinché nulla cambi

Articolo pubblicato su Via Libera.


L’esito delle ultime elezioni politiche, e delle successive consultazioni, non può non far pensare alla celebre frase del Gattopardo: “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
Il responso delle urne è sembrato molto chiaro. Gli italiani hanno manifestato tutto il loro malcontento per una situazione che si fa ogni giorno sempre più complessa. E lo hanno fatto, sostanzialmente, premiando il Movimento 5 Stelle. Gli strali lanciati da Beppe Grillo contro la partitocrazia hanno colto nel segno. È curioso come le forze di sinistra, che dovrebbero far proprie le istanze del cambiamento, abbiano ottenuto un risultato assai insoddisfacente: Sinistra Ecologia Libertà e Rivoluzione Civile, complessivamente, hanno ottenuto un risultato che oscilla intorno al 5%. Una curiosità che, a ben vedere, è figlia della loro incapacità – agli occhi dei loro elettori – di poter portare le loro istanze nelle stanze dei bottoni.
E va aggiunto che, a mio giudizio, Pier Luigi Bersani aveva, sia pur con un più che colpevole ritardo, colto l’aria che stava tirando: il governo del cambiamento, da sostanziarsi nei famosi otto punti, era la scelta migliore, alla luce del “tripolarismo” emerso dalle urne.
Le consultazioni condotte da Giorgio Napolitano hanno, però, portato ad un altro risultato. Un risultato nuovo, inedito. Stante la forte precarietà del progetto di Bersani, il Presidente della Repubblica (che, è bene ricordarlo, sta per concludere il suo settennato) ha affidato a dieci saggi il compito di individuare alcuni punti condivisi tra le varie forze politiche per tentare di uscire da questa situazione. Va precisato che l’imminente uscita di scena di Napolitano complica uno scenario che, di per sé, è tutt’altro che lineare e scontato: è impossibile, infatti, sciogliere le camere e tornare al voto.
Riflettendo sulla scelta dei saggi, mi sono posto una domanda. Cosa c’entra il concetto di saggezza con il responso delle urne? Gli italiani (riprendendo lo slogan utilizzato da De Magistris durante la campagna elettorale che lo ha portato a vincere a Napoli) hanno mostrato la loro voglia – metaforicamente – di “spaccare tutto”. Ed i saggi? In un simile scenario, cosa c’entrano i saggi? La saggezza, con ogni probabilità, è quanto di più lontano ci sia dal risultato delle scorse elezioni.
La domanda si fa ancora più urgente quando si legge l’elenco delle persone scelte da Napolitano. Cos’ha di saggio Luciano Violante, che, nel 2012, ha candidamente confessato l’esistenza di un patto, più o meno segreto e più o meno formalizzato, per non toccare le televisioni di Silvio Berlusconi (traduzione: tanti saluti al conflitto di interessi)? E cos’ha di saggio Gaetano Quagliariello, secondo cui “Eluana Englaro è stata ammazzata”? Davvero queste persone (Violante e Quagliariello, chiaramente, sono stati presi a titolo esemplificativo) possono ancora dare qualcosa a questo paese? E davvero sono in grado di interpretare il cambiamento che gli italiani hanno chiesto a gran voce?
Colui che, secondo me, è il più saggio dei saggi – Valerio Onida – è incappato in uno scivolone clamoroso quando è caduto nello scherzo telefonico organizzato da la Zanzara e, credendo di parlare con Margherita Hack, ha confessato l’inutilità del loro lavoro.
È difficile capire come evolveranno le cose. L’impressione è che il tentativo di Napolitano sia il preambolo per la reintroduzione delle larghe intese (che, però, sono osteggiate da una parte del centrosinistra). Il peggior scenario possibile, secondo me. Una cosa è certa: mentre la politica discute (fase sicuramente necessaria), il paese soffre. Ed attende risposte che, per ora, latitano.

Servirà un’altra Lube

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Una partenza lanciata, con un primo set vinto senza troppe difficoltà. Poi il calo, gli avversari crescono e finiscono per aggiudicarsi la contesa. Sembra questo il trait d’union che lega il debutto della Lube in questi play-off a Latina e la gara di mercoledì, la prima (sul campo) di questa serie di semifinale. Piacenza ha dimostrato di essere una validissima squadra. Coach Monti, poi, ha azzeccato le mosse grazie alle quali la sua Copra ha chiuso la partita nel quarto set: Vettori (entrato nel taraflex al posto di Alessandro Fei) non ha sbagliato un colpo, e Corvetta, che di mestiere fa il palleggiatore, si è improvvisato libero quando ha sostituito Zlatanov difendendo un paio di attacchi che hanno cambiato la storia del set e della partita. La Lube, invece, è apparsa sotto tono. Travica ha perso il confronto con il pari ruolo De Cecco, bravissimo a variare il gioco ed a coinvolgere molto i suoi centrali. Savani, come già in gara 4 contro Latina, ha lasciato spazio a Kooy: avrebbe bisogno di tempo ed allenamento per recuperare la forma migliore, ma, quando si gioca ogni tre giorni, il tempo non c’è, e l’allenamento, di fatto, è la partita. Ad ogni modo, nulla è perduto. Quello che è certo è che servirà un’altra Lube. Una Lube più concentrata di quella di Piacenza, ma anche una Lube che approcci a gara 3 più serenamente di quanto fatto nella terza partita della serie contro Latina. I giochi sono ancora aperti. L’impressione, però, è che la partita di sabato possa dare un’indicazione importante sul nome della squadra che conquisterà l’accesso alla finalissima Chiudiamo con una parentesi solidale. Emergency ha recentemente attivato una campagna di raccolta fondi in favore del “Progetto Italia”, per garantire nel nostro Paese cure gratuite a chi non può averle. La Lega Pallavolo Serie A, in occasione di gara 3 di Semifinale Linkem Cup Play Off A1 a Trento (domenica 14 aprile), e di gara 3 di Semifinale Linkem Cup Play Off A2 a Molfetta (mercoledì 17 aprile), sosterrà questa iniziativa scendendo in campo con uno striscione dedicato, che verrà retto dalle squadre durante la presentazione a centro campo. I palasport di Trento e Molfetta si attiveranno poi con l’allestimento di un corner Emergency all’ingresso dei palazzetti, dove volontari distribuiranno materiale illustrando nel dettaglio le finalità del “Programma Italia”. Per sostenere Emergency in questa importante finalità è attivo fino al 28 aprile il numero 45505, attraverso il quale sarà possibile donare 2 euro con SMS, o 2/5 euro chiamando dal telefono fisso.

09/04/13

Se il gioco si fa duro, è da giocare

Articolo pubblicato su Radioattivi.



La vittoria di mercoledì scorso a Latina ha aperto, anche alla Lube, le porte delle semifinali dei play-off che assegneranno lo Scudetto 2012-2013. Un 3-0 figlio di una prestazione convincente (al contrario delle due uscite precedenti), che ha consentito ai maceratesi di espugnare, finalmente, il PalaBianchini. Tuttavia, il tempo dei festeggiamenti è ancora lontano. Mercoledì, infatti, prendono il via le semifinali. Il regolamento studiato dalla Lega Pallavolo concede alla squadra meglio classificata di partire avanti 1-0 nella serie: la Lube, quindi, forte del secondo posto conquistato della regular season, potrà godere di questo vantaggio. Non può essere, questa, una scusa per alzare il piede dall’acceleratore. Quando si gioca a certi livelli, l’equilibrio regna sovrano. Ed i quarti di finale devono aver insegnato a non sottovalutare la carica degli avversari, decisi ad annullare il più velocemente possibile il gap.
La Copra Elior Piacenza è una squadra molto ostica ed interessante. A fine dicembre, in seguito al mancato accesso alla Final Four di Coppa Italia, coach Monti ha rischiato il posto. Ma la società gli ha rinnovato la fiducia, ricambiata più che degnamente con un buon terzo posto in regular season e la vittoria in Challenge Cup (unico acuto stagionale italiano in Europa). Il sestetto titolare sembra essere un mix ben riuscito la freschezza di giocatori come De Cecco e Simon e l’esperienza di alcuni santoni della pallavolo italiana quali Fei, Zlatanov e, soprattutto, Samuele Papi. Completano la formazione titolare il secondo centrale, Holt, e Davide Marra, il libero. Dall’altra parte della rete, si segnala un Ivan Zaytsev davvero in palla. Merita, poi, una menzione speciale Cristian Savani: il capitano della nazionale, reduce da un infortunio piuttosto grave, è recentemente diventato papà della piccola Mia. Sportivamente parlando, sarebbe bellissimo, per lui, poter dedicare uno Scudetto alla bimba! Anche il pieno recupero di Jiri Kovar è uno di quei fattori che può far pendere dalla parte dei cucinieri l’ago della bilancia di questa sfida. Insomma: gli ingredienti per poter godere di un grande spettacolo ci sono. La speranza è che il piatto che gli atleti cucineranno sia gradevole ed appetitoso. E che – perdonate la digressione – il sogno di realizzare il bis tricolore possa continuare!
Non resta che ricordare gli appuntamenti. Detto che la Lube parte in vantaggio 1-0 nella serie, gara 2 si giocherà mercoledì alle 20:30 a Piacenza; per gara 3, invece, si torna ad Osimo (al PalaBaldinelli), a causa dei noti problemi di capienza del Fontescodella, sabato 13 aprile alle 17:30. Entrambi gli incontri saranno trasmessi da Rai Sport 1.