Articolo pubblicato su Radioattivi.
Come una doccia fredda fuori programma. Questo, più o meno,
è quello che abbiamo provato sabato al PalaBaldinelli quando Fei ha chiuso la
partita in favore della sua Copra Piacenza.
Avevo già scritto quanto quell’incontro fosse importante
nell’economia della serie. Ora gli emiliani hanno due match point per
conquistare la finale, ed il primo potrà giocarlo tra le mura amiche.
La Lube ha tutte le carte in regola per capovolgere la
situazione: probabilmente, però, è necessario cambiare qualcosa. Si dice spesso
che noi italiani siamo, tra le altre cose, un popolo di commissari tecnici.
Cosa farebbe, allora, coach Verolo? Detto che i centrali si difendono
discretamente bene, che Travica fa quello che può, che Zaytsev, ad eccezione di
gara 3, si sta esprimendo su buoni livelli e che Parodi è fondamentale per gli
equilibri della squadra (soprattutto in ricezione), c’è un giocatore che, suo
malgrado, sta facendo fatica: Cristian Savani. Il capitano nazionale sta
vivendo un’annata balorda, caratterizzata da un infortunio alla caviglia che lo
ha tenuto a lungo ai box e che, giocoforza, ora lo vede lontano dalla forma
migliore, quella delle Olimpiadi di Londra. Sasa Starovic e Dick Kooy possono
sostituirlo; io, personalmente, punterei sullo schiacciatore olandese perché,
così facendo, Zaytsev continuerebbe a giocare da opposto. E perché, nel tie
break di sabato, le sue battute hanno rimesso in carreggiata la Lube: ora vorrà
dimostrare a Giuliani ed al suo pubblico che avrebbe meritato più spazio.
“Senza retorica dico che nei play off è finita soltanto dopo
che è caduto a terra l'ultimo pallone della serie, quello che ti spedisce
definitivamente a casa. Non è dunque il nostro caso, visto che abbiamo ancora
un'altra partita da giocare. Come si affrontano certe situazioni? Sappiamo
benissimo che per noi si tratta dell'ultima spiaggia, ma la delusione per le
sconfitte in Gara 2 e Gara 3 è sicuramente niente di fronte alla voglia di
riscatto e la rabbia che abbiamo. Ancor più alla luce degli episodi decisivi
verificatisi nel tie break di sabato scorso al PalaBaldinelli di Osimo.
Mercoledì al Pala Banca ci sarà una Cucine Lube Banca Marche doppiamente
carica, e determinatissima nel voler riportare la squadra di Monti a Osimo. I
traguardi più importanti li abbiamo sempre conquistati dopo esserci trovati con
l'acqua alla gola: guardate lo scudetto del 2006, in cui abbiamo ribaltato la
situazione nella finale giocata in cinque partite contro Treviso, oppure la
semifinale dello scorso anno, in cui dopo aver perso per 3-0 la prima partita a
Osimo, in molti ci davano già per spacciati, e invece siamo poi andati a
vincere lo scudetto. Questo per dire che dobbiamo essere tutti fiduciosi e
credere fermamente nelle possibilità di riaprire la serie. L'aspetto mentale
gioca un ruolo fondamentale in situazioni come questa. Vietato abbattersi, noi
siamo indubbiamente una squadra forte, che di conseguenza deve credere
fermamente nei propri mezzi, e adesso anche tirar fuori il gran carattere che
l'ha già contraddistinta in tante occasioni nel corso di questa stagione
travagliata. Dobbiamo crederci.”
Con
queste parole – affidate al sito ufficiale della società – Natale Monopoli,
capitano della Lube ed unico bicampione d’Italia in maglia biancorossa (a
proposito: un abbraccio e tante congratulazioni a Jack Sintini: Campione d’Italia
2006 in maglia Lube che, nell’ultimo anno, ha sconfitto un cancro, è tornato a
giocare ed ha conquistato il Mondiale per Club, la Coppa Italia e la quarta
finale Scudetto, la prima della sua carriera 2.0) – presenta la sfida di
domani. La strada è sicuramente in salita, ma ora non resta che ingranare la
marcia giusta ed iniziare a pedalare. Noi vogliamo scollinare, e Trento ci sta
aspettando.



