29/11/13

Il ParaVerolo - tredicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Primo appuntamento con il ParaVerolo in questo blog.
Si parte, un po' a sorpresa, con il cagliaritano Vlada Avramov.
In Serie A ha sempre vestito i panni del numero dodici, tanto che, dal 2007 ad oggi, ha disputato solo dieci partite nella massima competizione italiana.
A Cagliari gioca uno dei portieri italiani più interessanti, Michael Agazzi. Avramov è il suo vice, ma pochi giorni fa è stato tesserato l'ex Real Madrid Adan: il numero uno bergamasco è in scadenza di contratto, e radio mercato lo dà già in parola con la Fiorentina di Montella.
La situazione è tutt'altro che fluida: l'ottima prestazione di Avramov contro la Roma lo aiuterà a scalare qualche posizione nelle gerarchie di Lopez?
Il portiere slavo è stato l'autentico protagonista del posticipo di lunedì sera, con alcune parate davvero notevoli. Su tutte, lo splendido volo per deviare in corner l'esterno destro di Maicon.

27/11/13

La democrazia delle primarie

Articolo pubblicato su Via Libera.


L'indimenticabile Giorgio Gaber cantava:
“La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.”
Nell'età della personalizzazione della politica, come si può declinare il concetto di partecipazione? Quali sono le forme più efficienti ed efficaci per avvicinare le donne e gli uomini alla politica?
Da qualche anno, anche in Italia come già negli Stati Uniti, è stata giocata la carta delle elezioni primarie: si tratta di una consultazione nella quale i simpatizzanti di un partito o di una coalizione sono chiamati a sceglierne il leader.
Come parzialmente accennato, le primarie sono un caposaldo della democrazia americana, dove sono utilizzate tanto dai democratici quanto dai repubblicani per determinare il candidato alla presidenza della Repubblica.
In Italia, invece, sono state prevalentemente proposte dai partiti che fanno riferimento alla coalizione del centrosinistra.
Il loro ingresso nella scena politica nazionale risale al 2005, quando Romano Prodi è stato incoronato leader de l'Unione. Qualche anno più tardi, invece, Walter Veltroni ha conquistato la segreteria del neonato Partito Democratico. Due ratifiche, o poco più, a causa dell'assenza sostanziale dell'assenza di candidati realmente in grado di impensierire i candidati largamente favoriti.
Non sempre, però, le cose sono andate così. A volte le primarie hanno scompaginato i piani delle classi dirigenti: basti pensare ai casi di Nichi Vendola in Puglia, Matteo Renzi al comune di Firenze o Giuliano Pisapia a Milano.
Molto spesso i gazebo delle primarie sono stati utilizzati come una metafora della partecipazione. È davvero così? O la partecipazione è qualcosa di più?
In questo senso, l'ultima stagione referendaria ha segnato, con tutta probabilità, uno spartiacque: i cittadini vogliono tornare ad essere protagonisti, e non si accontentano più di scegliere un leader a cui delegare in bianco (o quasi) la gestione di un partito, di un comune, di una provincia, di una regione o dello stato.
Cosa sono, allora, oggi le primarie?
La domanda assume un rilievo maggiore se si pensa alle vicende di Italia Bene Comune. Le regole della consultazione chiamata a scegliere chi, tra Bersani, Renzi, Tabacci e Vendola, avesse dovuto guidare il centrosinistra alle ultime elezioni politiche, sono state oggetto di confronto, a volte anche duro. L'accusa, mossa soprattutto da Matteo Renzi, era quella di aver scritto un regolamento troppo restrittivo che, di fatto, ha finito per scoraggiare i potenziali elettori.
Oggi le primarie sono, di nuovo, uno dei temi all'ordine del giorno del dibattito politico nazionale. Tra pochi giorni, infatti, i simpatizzanti del Partito Democratico saranno chiamati a votare il nuovo segretario.
Ancora una volta, va detto, è stato scelto un regolamento abbastanza complicato e burocratico. L'ultimo passaggio, in questo senso, è stata la convenzione che ha chiamato gli iscritti a votare il loro segretario.
Tre, a mio avviso, sono i dati emersi.
La maggioranza relativa dei consensi è andata a Matteo Renzi: risultato tutt'altro che scontato, dato che il sindaco di Firenze è stato spesso accusato di strizzare l'occhio più ai suoi avversari che ai suoi iscritti.
Nonostante una copertura mediatica schiacciata sul dualismo tra Renzi e Cuperlo, Civati e Pittella si attestano, complessivamente, attorno al 15%.
Infine, colpisce il dato relativo alla partecipazione: si è recato alle urne il 55% degli aventi diritto. Le cause possono essere molteplici: la disaffezione, sempre più crescente, dalla politica o la delusione degli iscritti del Partito Democratico che faticano a riconoscersi nelle scelte fatte dai loro dirigenti (si pensi a quanto successo durante le elezioni del Presidente della Repubblica e la formazione del nuovo governo o, in ultimo, durante il caso Cancellieri).
Resta, però, in evasa una domanda: se i gazebo si svuotano, a cosa servono, oggi, le primarie?

26/11/13

SEL Macerata: verso il congresso provinciale

Post pubblicato nel blog di SEL Macerata.


Sabato 30 novembre si terrà il congresso provinciale della federazione di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà.
L'appuntamento è alla sala conferenze dell'Hotel Claudiani. I lavori inizieranno alle ore 15:30; le votazioni alle 16:00.
Il congresso è aperto.
Siete tutt* invitat* a partecipare.

20/11/13

Una Lube scintillante nella prima parte di stagione

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Domenica 17 novembre. È la prima domenica di questa stagione senza pallavolo. La Grand Champions Cup è alle porte (la manifestazione inizierà martedì; l'Italia debutterà contro la Russia) ed il campionato si ferma per lasciare spazio alla nazionale.
Il primissimo scorcio di stagione ha regalato una Cucine Lube Banca delle Marche Macerata davvero in palla.
Eppure il debutto non era stato dei migliori. L'Itas Diatec Trentino, nonostante il ridimensionamento operato nel mercato, non ha avuto problemi a sbarazzarsi di una Lube apparsa svogliata e sottotono, riuscendo, così, a mettere in bacheca il primo trofeo stagionale (la Supercoppa italiana).
Poi, però, i maceratesi (fino a quando potremo definirli tali?) hanno cambiato marcia: otto vittorie su otto partite (cinque in campionato e tre in Champions' League), un rullino di marcia che vale il primo posto in entrambe le competizioni.
Notevoli, su tutte, le vittorie casalinghe in Europa contro Kazan e Novosibirsk.
È, ovviamente, troppo presto per trarre conclusioni che sarebbero affrettate. Però queste prime partite stanno evidenziando come il lavoro di Alberto Giuliani stia iniziando a dare i suoi frutti.
I nuovi acquisti (Michele Baranowicz e Bartosz Kurek) si stanno integrando benissimo nel mondo Lube.
Il giovane palleggiatore italiano, a mio avviso, è la rivelazione di questa prima parte di stagione. Le ottime prestazioni fornite gli sono valse la chiamata di Mauro Berruto per l'imminente Grand Champions Cup. E dovrebbero valergli anche una maglia da titolare: un po' di sana ed onesta competizione gioverebbe anche all'attuale palleggiatore titolare, Dragan Travica.
Lo schiacciatore polacco è, con tutta probabilità, il colpo con la “C” maiuscola dello scorso mercato. È la spina nel fianco delle ricezioni e delle difese avversarie.
I “vecchi” si stanno confermando sui livelli di loro competenza.
Una menzione particolare la merita Jiri Kovar: reduce da una stagione passata quasi interamente a guardare gli altri giocare, ora sta trovando molto spazio (anche grazie all'infortunio di Simone Parodi) e sta lentamente (ma non troppo) tornando ai livelli che gli sono valsi il premio di MVP nella finale scudetto di due anni fa.

L'appuntamento con la Serie A1 è per mercoledì 27 novembre: la Lube sarà di scena a Vibo Valentia per proseguire il suo cammino verso... La meta, scaramanticamente, resta ignota!

13/11/13

Il crowdfunding. Il prestito oltre le banche

Articolo pubblicato su Via Libera.


L'accesso al credito è un problema che riguarda sempre più persone. E, soprattutto, è una questione che, anche a causa della crisi, è arrivata nei paesi occidentali.
Molte banche, ormai, stanno chiudendo i rubinetti. Così, prendere in prestito il denaro diviene sempre più complesso.
Come fare, allora, a soddisfare le necessità delle tante persone e delle altrettanto numerose imprese (soprattutto di piccole dimensioni) che hanno bisogno di denaro per avviare i loro progetti?
Negli ultimi anni sono nate e cresciute alcune alternative che si muovono proprio in questo senso. Una delle novità più recenti è rappresentata dal crowdfunding.
Via Libera ne aveva già parlato l'anno scorso. Letteralmente, è la fusione dei termini inglesi crowd (folla) e funding (finanziamento). Si tratta, dunque, di una sorta di finanziamento dal basso, in cui ciascuno può scegliere di destinare una somma di denaro (non necessariamente elevata) al finanziamento di un progetto. Le transazioni avvengono nel web, tramite appositi portali che raccolgono i programmi finanziabili.
Il crowdfunding si è sviluppato principalmente nel Nord America. Ora sta approdando in Europa e l'Italia è stato il primo paese ad approvare, lo scorso luglio, un regolamento che disciplina la “gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative" e le "offerte attraverso portali per la raccolta di capitali”. Il regolamento è perfezionabile, ma ci sono tutte le premesse affinché l'Italia sia e resti protagonista di questa partita. Per dirla in termini economici, c'è un vantaggio competitivo che l'Italia deve essere brava a mantenere e valorizzare.
Recentemente il crowdfunding è balzato agli onori della cronaca grazie alle vicende che hanno interessato il Festival Internazionale del Giornalismo.
In un primo momento sembrava che i giorni della kermesse giornalistica fossero agli sgoccioli: tante e troppe le difficoltà incontrate nell'accumulare un budget che consentisse di dar vita ad un festival all'altezza della fama dell'evento e delle aspettative generate dalle edizioni passate. A mettere in difficoltà Arianna Ciccone e Chris Potter – ideatori del Festival – è stato soprattutto il taglio dei finanziamenti in arrivo, a vario titolo, dal pubblico e dagli sponsor istituzionali.
Ecco, allora, la decisione brusca ed apparentemente irreversibile: il festival chiude i battenti. Stop at the top, riprendendo le parole di Chris Potter.
A poche settimane di distanza arriva il ripensamento: l'ijf non lascia. Anzi, raddoppia. I tagli ai finanziamenti in arrivo dal settore pubblico vengono sopperiti da alcune sponsorizzazioni private e dal crowdfunding.
Un'esperienza per certi aspetti simile esiste anche nel nostro territorio. Via Libera ne ha parlato recentemente. Una parte dell'Hamlin Fest sarà finanziata proprio tramite il ricorso al crowdfunding.
Sono stati fissati anche degli obiettivi, ma il loro raggiungimento è ancora lontano. Entrambi i progetti hanno raccolto circa il 25% del budget previsto. Ma se le donazioni per l'ijf chiudono tra quasi tre mesi, la scadenza di quelle per l'Hamlin Fest è alle porte, mancando meno di un mese al termine fissato.

12/11/13

Il ParaVerolo - dodicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Sarò sincero.
Avrei premiato anche questa settimana Pepe Reina (ottimo su Pogba e Bonucci).
Uso il condizionale perché, essendo ancora alle prime settimane, ho pensato di segnalare portieri differenti.
Niente Reina, allora. Però restiamo a Torino. Sì, perché Gigi Buffon ha disputato, finalmente, una partita alla Buffon.
Reattivo, nel fare due passi alla sua destra prima del volo a deviare in corner la punizione di Insigne. Istintivo, nel respingere il tentativo del numero ventiquattro azzurro.
Alcune incertezze del numero uno della nazionale avevano fatto prematuramente scattare l'allarme in vista dei mondiali del 2014. Ma c'è da scommettere che per Gigi l'ora della pensione sia ancora lontana!

09/11/13

Il ParaVerolo - undicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Premio di consolazione (molto, molto) virtuale per Morgan De Sanctis. Domenica sera a Torino ha perso l'imbattibilità per mano di Alessio Cerci. La parata sul sinistro al volo di Riccardo Meggiorni, però, gli vale il ParaVerolo dell'undicesima giornata. L'ex attaccante interista si coordina benissimo ed esplode un sinistro al volo potente e preciso, ma il portiere giallorosso è reattivo e riesce a respingere alla grande la conclusione del numero sessantanove granata.

08/11/13

L'Italia, l'Europa e lo spread dei diritti civili

Articolo pubblicato su Via Libera e nel blog di SEL Macerata.


C'è stato un tempo, neanche molto lontano, in cui la richiesta di una qualche forma di riconoscimento delle unioni omosessuali era una prerogativa delle forze della sinistra radicale. È, questo, un argomento sul quale l'Italia ha accumulato un notevole ritardo rispetto alle legislazione di altri stati. Limitando lo sguardo alla sola Europa, i Paesi Bassi sono stati, nel 2001, il primo paese a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel corso degli anni l'esempio olandese è stato seguito da numerosi stati che, con varie sfumature, hanno adottato provvedimenti legislativi volti a cercare di equiparare le coppie omosessuali a quelle eterosessuali: in alcuni paesi si fa esplicito riferimento al matrimonio; altri, invece, si limitano a riconoscere differenti tipologie di unioni civili. Francia e Gran Bretagna sono gli ultimi paesi ad aver legiferato in questo settore. La Francia ha riconosciuto alle coppie omosessuali sia la possibilità di sposarsi che quella di adottare figli. Il Regno Unito ha, invece, varato un provvedimento differente, che riconosce le unioni civili senza parlare di matrimonio. Anche oltreoceano si sono fatti passi da gigante: in questo senso, uno degli ultimi è stata la notizia dell'incostituzionalità del Defense of Marriage Act: la Corte Suprema statunitense ha stabilito che i matrimoni gay contratti negli stati americani in cui sono permessi hanno valore legale in tutti gli altri, anche in quelli in cui non sono espressamente previsti. È da notare come, ormai, il tema sia particolarmente e fortemente sentito dall'opinione pubblica. Prova ne è proprio quanto successo in Francia e Regno Unito, dove due governi di due fazioni politicamente avverse (in Francia governano i socialisti, mentre in Gran Bretagna vi sono i conservatori) hanno, entrambi, lavorato in una direzione sostanzialmente simile. Lo stesso non si può dire dell'Italia. La necessità e l'urgenza di fronteggiare la crisi economica sono alibi sempre validi per rinviare ad un futuro non meglio precisato un serio ed approfondito dibattito sulla regolamentazione delle coppie di fatto (eterosessuali ed omosessuali). Insomma: non è mai l'ora del riconoscimento dei diritti civili. Qualcosa, tuttavia, sta cambiando. Archiviate le poco felici stagioni dei PACS e dei DICO (acronimi che, almeno da noi, non hanno saputo dare risposte), alcuni comuni hanno approvato un registro per le unioni civili. I ricordi corrono a Milano, dove, qualche mese fa, tale registro è stato adottato al termine di un consiglio comunale infinito. La strada per arrivare a riconoscere la piena cittadinanza a tutte le coppie è ancora molto lunga. È innegabile, però, che un primo, piccolo passo sia stato compiuto. E se, dopo Milano (e molte altre città), toccasse a Macerata?

05/11/13

Di omofobia si muore! Cosa fanno le istituzioni?

Comunicato stampa pubblicato nel blog di SEL Macerata.


I diritti civili, in Italia, sono, da troppo tempo, lasciati in disparte.
"Non sono una priorità", "non aiutano la crescita"... Queste, ed altre ancora, sono le argomentazioni di chi intende sviare certi discorsi.
I fatti di cronaca, però, sembrano smentire un simile approccio.
Per questo motivo il circolo di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato un incontro con l'onorevole Alessandro Zan, promotore (a Padova) del primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto sia alle coppie omosessuali che eterosessuali.
Il tema attorno al quale ruoterà il dibattito è quello dell'omofobia.
L'omofobia uccide: è ancora fresco il ricordo di Simone, il ragazzo sucidatosi pochi giorni fa a Roma perché omosessuale. Cosa fanno, in un simile scenario, le istituzioni? Come e dove possono migliorare il loro operato per renderlo più incisivo? Cosa bisogna fare, invece, dal punto di vista culturale?
All'incontro parteciperanno anche Nazzarena Agostini (sindaca di Appignano del Tronto), Germana Pietrani Sgalla (Arci Regione Marche) e Francesco Rocchetti (SEL Macerata).
L'appuntamento è per venerdì 8 novembre, alle ore 18:30, presso la sala conferenze dell'Hotel Claudiani.
Altre informazioni sono disponibili su Facebook.

01/11/13

Il ParaVerolo - decima giornata

Post pubblicato in Ti Amo Campionato.


Pepe Reina sembrava essere arrivato a Napoli quasi per caso. Morgan De Sanctis era (ed è, guardate dov'è la sua Roma) un portiere di sicuro e totale affidamento. Ma il mercato, si sa, è imprevedibile: in Campania arriva il giovane Rafael. L'investimento è pesante, ma proiettato al futuro. Ciò nonostante, il portiere abruzzese si sente messo in disparte, ed accetta l'offerta della Roma. La società partenopea ha bisogno di una chioccia che faccia maturare con calma l'ex giocatore del Santos. Viene corteggiato a lungo Julio Cesar, ma l'affare non va in porto. Rafa Benitez, allora, si ricorda del portiere che ha fatto le sue fortune nei suoi anni a Liverpool. La trattativa va in porto dopo pochi giorni: Reina arriva in prestito, con un contratto in scadenza a giugno e tante voci che lo vogliono già in parola con il Barcellona per la stagione 2014-2015. Quello che accadrà in futuro è, ovviamente, da vedere. Quello che è certo, invece, è che Reina sta onorando al meglio la maglia azzurra numero 25. Neutralizza con freddezza il primo rigore sbagliato da Mario Balotelli nella sua carriera. E c'è il suo zampino nella vittoria del suo Napoli a Firenze. Alcuni suoi interventi sono davvero notevoli. Molto bella, in particolare, la parata su Pepito Rossi. L'italo-americano punta il palo lontano ed arma il suo sinistro, ma Reina è straordinario nel deviare la palla in calcio d'angolo. Permettetemi, in via straordinaria, di fare altri due nomi. Il primo è quello di Francesco Bardi: il portiere del Livorno merita la medaglia d'argento per la bella parata sul destro al volo di Barreto. Buone nuove per l'Inter (proprietaria del suo cartellino), che potrebbe avere in casa l'erede di Samir Handanovic. Il secondo è quello di Michael Agazzi: la goffa respinta che origina il primo goal del Bologna è degna di un giocatore di pallavolo: Simone Parodi è infortunato, potremmo fare il nome del ventinovenne cagliaritano alla Lube Banca Marche Macerata (o Civitanova che dir si voglia).