Domenica 23 ottobre 2011.
Mi alzo, sono passate le 10 da pochi minuti. Il motomondiale sbarca in Malesia, ed apro gli occhi con la curiosità di sapere come sono andate le gare.
Alzo la serranda e trovo papà sul ciglio della porta.
“Simoncelli ha avuto un incidente. È grave.”
Ci sediamo in attesa di buone notizie che, purtroppo, non arrivano.
Il Sic ci lascia quando il suo apprendistato in MotoGP è ormai chiuso. Marco stava riuscendo a dare continuità alle fiammate mostrate in qualifica, conducendo gare di alto livello che gli avevano già regalato qualche podio: a Phillip Island, sette giorni prima, termina la gara al secondo posto. L’appuntamento con la prima vittoria sembra imminente. Il supporto della Honda può aprirgli le porte di una carriera rosea.
Il destino, però, ha altro in serbo per Marco. Lo porta via sul più bello, quando i suoi sogni stanno per diventare realtà.
Oggi, a cinque anni di distanza, il ricordo di quella giornata lascia ancora la stessa tristezza. Il nodo alla gola è sempre lì, e non basta il sorriso di Marco a ricacciarlo indietro.
Oggi, per la prima volta, l’anniversario della sua morte coincide con una gara della MotoGP. In questo contesto, il podio di Valentino Rossi, amico fraterno del Sic, ha un sapore ancora più dolce.
Si dice che nessuno muoia davvero se vive nel cuore di chi resta. È innegabile, allora, che una parte di Marco viva nelle gesta di Valentino, che oggi ha dedicato il risultato alla famiglia Simoncelli.
“Se vedete una nuvola a forma di moto, non preoccupatevi: è Sic che corre in cielo.”

