Come donne e uomini presenti nei consigli comunali delle Marche conosciamo bene i gravi problemi dovuti alla mancanza di un intervento strategico da parte del governo della Regione.
La negazione del diritto alla ricostruzione e a una vita decente, a danno di chi ha subito il terremoto, è il simbolo di questa inadempienza. Lo stato della sanità e dei servizi sociali ne è la conferma, come pure la mancanza di un progetto per il rilancio dell’economia.
Noi siamo convinti che la nostra potrebbe essere una comunità solidale, equa, dotata di un’economia trasformativa che genera lavoro, che tutela i diritti e gli equilibri della natura.
Per questo, intendiamo impegnarci per costruire un movimento di persone, associazioni, reti, comunità che, al di là dei verticismi di partito, alle prossime elezioni regionali del 2020 vuole offrire a chi dovrà votare una scelta non per il “male minore” ma per una liberazione concreta dalla trappola dell’intreccio tra destre nocive e finta sinistra, come quella che ha guidato la nostra Regione negli ultimi anni.
Destra è l’organizzazione politica dell’egoismo. È il respingimento dei diritti di chi lavora e di chi è costretto alla disoccupazione, dei giovani e delle donne, delle persone migranti e di chiunque si trovi in una situazione di fragilità. È l’inganno del sovranismo razzista.
Finta sinistra significa sistematica delusione delle attese per una politica che risponde ai cittadini, appiattimento sulla logica del mercato come potere che decide sulla vita di tutte e di tutti. È l’inganno del neoliberismo globale.
L’intreccio tra globalismo della finanza e nazionalismi xenofobi sta devastando la democrazia nel mondo, sta spezzando l’alleanza tra le generazioni e sta desertificando le comunità locali. L’unica coesione sociale voluta da queste politiche è la lotta contro il facile capro espiatorio individuato nelle persone migranti, nei poveri, negli esclusi.
Per attuare una svolta radicale noi possiamo dare un contributo importante.
Deve fiorire nelle Marche una forte cultura di riqualificazione della democrazia che dia vita a un progetto-processo di trasformazione qualitativa, orientata sulle vere priorità:
- la revisione del piano di interventi per la ricostruzione nelle zone terremotate, concordato con i cittadini residenti, per velocizzare e adeguare i provvedimenti alle esigenze della popolazione;
- un piano di collaborazione con le istituzioni educative e di ricerca (scuole, università, associazioni giovanili e di volontariato) in modo che l’infanzia e i giovani nelle Marche abbiano un’attenzione speciale;
- una sanità pubblica che garantisca a chiunque il diritto alla salute, tagliando sì gli sprechi ma non i presidi sanitari sui territori e senza costruire megastrutture lontane dalla gran parte dei marchigiani;
- un sistema di servizi sociali attento alle diverse tipologie di fragilità, e dunque attento alle persone, che sia orientato non in senso aziendalista ma nel senso della prossimità comunitaria dove nessuno viene abbandonato;
- una rivoluzione metodologica che coinvolga i soggetti economici operanti nelle Marche per un’economia che valorizzi le risorse produttive, artistiche e ambientali, che difenda posti e qualità del lavoro generando opportunità occupazionali, che trovi maggiore forza (e non un limite) nella salvaguardia della natura, a partire dallo sviluppo della bioagricoltura e dalla tutela del paesaggio;
- un piano di inclusione democratica per le persone migranti, che traduca in forme adeguate i criteri dell’esperimento di Riace, fatto fallire proprio per la sua valenza metodologica esemplare;
- un sistema sapiente di riorganizzazione dei trasporti, della gestione pubblica dell’acqua e dei servizi pubblici locali.
Per noi vale il criterio dell’interdipendenza tra programma, metodo d’azione e qualità delle persone di riferimento.
Gli obiettivi indicati si raggiungono se tutti noi saremo disposti a metterci al servizio del fine che oggi è giusto e urgente: rendere le Marche un posto dove si vive volentieri e con dignità, una regione che contribuisce alla rinascita della democrazia in Italia e in Europa.
Per questo vi chiediamo di agire insieme a noi.
Incontriamoci ad Ancona domenica 13 Ottobre alle ore 9.00, presso il Circolo Germontari in Via Colleverde, 2.
Primi firmatari:
- Samuele Animali, Consigliere Comunale “Jesi in Comune” - Jesi.
- Francesca Bompadre, Consigliera Comunale “Alternativa per Camerata” - Camerata Picena.
- Elisa Cipriani, Consigliera Comunale “Unione per Fossombrone” - Fossombrone.
- Francesco Coltorti, Consigliere Comunale “Jesi in Comune” - Jesi.
- Antonio D’Ario, Consigliere Comunale “Solidarietà - Turismo - Coesione Sociale”- Petritoli.
- Guido Ianni, Consigliere Comunale e vice Sindaco - Roccafluvione.
- Vittorio Maranesi, Consigliere Comunale “Solidarietà - Turismo - Coesione Sociale”- Petritoli.
- Massimo Rossi, Consigliere Comunale “Fermo Migliore” - Fermo.
- Francesco Rubini, Consigliere Comunale “Un’altra idea di città” - Ancona.
- Agnese Santarelli, Consigliera Comunale “Jesi in Comune” - Jesi.
- Roberta Sforza, Consigliera Comunale "Recanati Insieme" - Recanati.
- Bruno Talamonti, Consigliere Comunale “Città in Movimento” - Grottammare.
- Maria Giulia Torresi, Consigliera Comunale “L’Altra Fermo” - Fermo.
- Michele Verolo, Consigliere Comunale "A sinistra per Macerata Bene Comune" - Macerata.
- Giacomo Zacconi, Consigliere Comunale “Progetto Comune” - Agugliano.
- Vittoria Trotta, Consigliera Comunale “Vivere Appignano” - Appignano.