
Fa caldo e Chiara Cercaci, consigliera comunale di Jesi, sostituisce un ventaglio con una bandiera della Repubblica Sociale Italiana.
Sembra la trama di un b – movie; è, invece, quel che è realmente accaduto pochi giorni fa durante una riunione della commissione consiliare tre.
Bene hanno fatto i consiglieri di Jesi in Comune e LaboratorioSinistra - Jesi a denunciare il fatto: non si tratta di voyeurismo, ma siamo di fronte all'ennesimo sfregio delle istituzioni italiane.
Vale la pena ricordare che la Repubblica italiana nasce dalla Resistenza alla dittatura nazifascista e che la nostra Costituzione mette al bando ogni forma di nostalgia per il ventennio più brutto e buio della nostra storia.
In Italia, purtroppo, non è la prima volta che si registrano episodi analoghi che, mai come ora, non possono più essere sottovalutati. È compito delle antifasciste e degli antifascisti battersi affinché i principi costituzionali vengano concretamente applicati nella vita di tutti i giorni.
Auspichiamo un passo indietro di Chiara Cercaci, che col suo gesto ha palesato la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di consigliera comunale. Nelle istituzioni repubblicane non possono trovare spazio le sostenitrici/i sostenitori della Repubblica Sociale Italiana; l’Italia è e sarà antifascista.

