
Ringrazio Lorenzo Marconi e l'ANPI provinciale per aver deciso di condividere con i soggetti della Rete Antifascista Maceratese la presentazione del documento congressuale.
Ringrazio Daniel Taddei e la CGIL per ospitarci qui e consentirci di vederci di persona, dopo troppe videoconferenze.
Apro con una riflessione che faccio spesso: la Repubblica italiana nasce dalla guerra di Liberazione e la Costituzione italiana è figlia della Resistenza e ne incarna i valori di uguaglianza, libertà e solidarietà.
Il documento dell'ANPI centra un tema importante: la necessità di far vivere nella nostra quotidianità quei valori per far sì che la Costituzione non sia un pezzo di carta, ma sia un libro vivo che sappia incidere nelle nostre vite e migliorarle.
È un tema complesso ed il documento sviscera queste complessità, fotografando il mondo di questi anni: l’Italia; l’Unione Europea che continua a non essere carne né pesce, incapace di fare un salto di qualità politico che, forse, sarebbe necessario, la pandemia che ha sconvolto le nostre certezze e costringe ad immaginare un futuro nuovo.
Il mondo che abbiamo conosciuto fino al febbraio del 2020 era pieno di contraddizioni, nodi, problemi irrisolti. La crisi poteva e può essere un’opportunità di correggere tali storture, ma la transizione tra un vecchio ed un mondo nuovo non è semplice.
Paura ed insicurezza sono sentimenti ed emozioni che fanno parte delle nostre vite. È del tutto normale che sia così. Il problema nasce quando una parte politica specula su questo: soffia sul vento del timore per lucrare una manciata di voti in più, alimenta una guerra tra poveri e, dove governa, fa registrare preoccupanti regressioni sul tema dei diritti civili.
Stiamo assistendo ad un pericoloso sdoganamento di ideali e simboli fascisti in chiaro ed aperto contrasto con la Costituzione. È necessario che, su questo, la voce delle antifasciste e degli antifascisti si faccia sentire.
Il documento dell'ANPI è un ottimo manifesto politico perché parte dalla Costituzione (non a caso Roberto Benigni fece un programma in televisione parlando della Costituzione dal titolo “La più bella del mondo”) ed ha l’obiettivo di metterne in pratica i valori.
Evidenzio alcuni spunti tra quelli che ho trovato più interessanti del documento:
- lavoro e reddito: il lavoro non può essere svuotato dei suoi diritti e tutte e tutti noi abbiamo il diritto di avere un reddito tale da garantire una vita dignitosa;
- crisi climatica: è un tema che può incontrare la partecipazione giovanile;
- parità di genere;
- sanità: su questo tema non c’è molto da aggiungere, mi piace solo ricordare la figura di Gino Strada: una persona che con la sua vita e con il suo esempio ha dimostrato cosa deve o dovrebbe essere la sanità;
- scuola: un euro speso nella scuola pubblica non è buttato, ma è un investimento che pagherà ottimi dividendi in futuro;
- sistema tributario: si parla dell’applicazione dell’articolo 53 e ricordo che Sinistra Italiana è impegnata nella raccolta delle firme per la Next Generation Tax.
Chiudo con un termine: partecipazione. È una parola chiave perché una democrazia senza partecipazione è una democrazia vuota e formale. Ed una democrazia di questo tipo non ce la possiamo permettere.
