28/05/11

Le ragioni di una scheda nulla

I ballottaggi sono alle porte. Tra meno di ventiquattro ore, molti italiani saranno nuovamente chiamati alle urne. Due settimane fa, in occasione del primo turno, la destra ha ricevuto una bella spallata. Il governo tiene, e, probabilmente, terrà ancora, ma da Bologna, Milano, Napoli e Torino (ma, più in generale, da tutto il paese) è arrivato un segnale abbastanza chiaro: Berlusconi è in difficoltà, e la sua stagione politica potrebbe essere agli sgoccioli. Se l'uscita dal berlusconismo è un obiettivo che l'opposizione - tutta: quella di destra, quella di centro e quella di sinistra - si pone, meno chiara, a mio avviso, è la strada che si vuole percorrere per portare fuori l'Italia dalla palude di questo quindicennio. Infatti, per fare un esempio, Fini ed i movimenti per l'acqua bene comune si pongono al di fuori del berlusconismo, ma è evidente che lo fanno su posizioni diametralmente opposti. Mentre il primo privatizza l'acqua, i secondi spingono perché questa (e non solo questa) sia considerata un vero e proprio bene comune, la cui gestione esuli dalle regole del mercato.
A questo proposito, può essere interessante analizzare il Laboratorio Marche, di cui, negli ultimi giorni, si inizia a parlare anche nei tg nazionali. In realtà, non è una cosa nuova: la sua nascita risale allo scorso anno, quando, in vista delle elezioni regionali, il governatore uscente (Gian Mario Spacca, Pd) si è candidato alla presidenza della Regione Marche alla guida di una nuova coalizione, dove l'Udc ha preso il posto delle forze di sinistra. L'esperimento, quantomeno sul piano numerico, è stato premiato dagli elettori. Da qui (e dalle dinamiche nazionali che vedono l'Udc sempre più distante dal Pdl), forse, la voglia di riproporlo, oggi, nella provincia di Macerata. Con alcune considerazioni da fare, senza voler ripercorrere le vicende politiche e giudiziarie che hanno portato a queste elezioni. In primis, in merito al candidato presidente: il Pd ha deciso di appoggiare Antonio Pettinari, segretario regionale dell'Udc nonché vice presidente uscente della giunta provinciale presieduta da Franco Capponi (Pdl), oggi, come ieri, candidato presidente del centrodestra. In sintesi: il Pd svende la sua leadership di principale partito di opposizione (almeno sul piano numerico), appoggia la candidatura di un democristiano, felicemente alleato col centrodestra, un'alleanza terminata per motivazioni extrapolitiche e che non è mai stata, in qualche modo, rinnegata. Tutto ciò basta per annullare una scheda elettorale? Secondo me, sì.

22/05/11

Nemo propheta in patria?

La Lube ha ufficializzato il nome dell'allenatore chiamato a raccogliere l'eredità di Mauro Berruto. Si tratta di Alberto Giuliani. Un ritorno a casa per il coach di San Severino Marche, che, da giocatore, ha vestito i colori biancorossi nei primi anni novanta. San Severino, Osimo, Loreto, Corigliano, Verona e Cuneo, dove, nelle ultime due stagioni, si è tolto numerose soddisfazioni, ad iniziare dallo Scudetto vinto nel 2010 (il primo, per i piemontesi). Alberto Giuliani arriva a Macerata molto carico e motivato. Perché, come ha detto, nella conferenza stampa di presentazione ai tifosi, vincere mette un'acquolina in bocca tale per cui non si è mai sazi. E la società sembra essere d'accordo con lui: gli ha regalato Parodi (i due hanno lavorato insieme a Verona e Cuneo); ha sostituito Vermiglio con Travica ed ora è chiamata a sciogliere il nodo relativo al libero: Paparoni o Exiga? Apparentemente, quindi, ci sono tutti gli ingredienti per aprire un ciclo pluriennale, come testimoniato, tra l'altro, dal contratto triennale stipulato da coach e società.
Resta solo un dubbio: riuscirà, Alberto Giulani da San Severino Marche, ad essere profeta in patria?

13/05/11

Un anno fa.



Un anno fa, di questi tempi, festeggiavamo. Eravamo una decina, nel settembre 2009, quando abbiamo "ricostituito" Officina Universitaria. Alcuni mesi dopo, alle elezioni studentesche del 12 e 13 maggio, abbiamo ottenuto un risultato straordinario: un consigliere di amministrazione (ed il secondo rimasto al palo per una manciata di voti), un senatore accademico, sei consiglieri degli studenti, un consigliere al Comitato Sportivo Universitario, e molti ragazzi nei vari consigli di facoltà e di classe. Un anno dopo, come direbbe Vasco, siamo ancora qua: abbiamo avuto qualche problema, alcuni compagni ci hanno salutato (ma la porta di Officina è sempre aperta), altri ci hanno raggiunto, e l'avventura continua. Perché essere studenti significa avere dei diritti. E la speranza è che, domani come ieri, votare Officina Universitaria possa significare difenderli.

15/04/11

Vik.

Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per Il Manifesto e per il blog, ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo. Io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana.

Vittorio ha ragione, anche oggi che non c'è più. Dobbiamo, dovremmo, restare umani, ma neanche stavolta ci siamo riusciti.
Ciao Vik!

04/04/11

Perché?

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Sono le parole della nostra Costituzione, del primo comma dell'articolo 21 della nostra Costituzione. Una Costituzione che tanti ci invidiano, ma che alcuni vogliono calpestare. E che tutti noi dobbiamo difendere.