23/04/14

La finale che non t'aspetti


Guido Molinaroli (presidente della Copra Elior Piacenza) ha provato fino all'ultimo, con un ricorso discutibile per un errore tecnico della coppia arbitrale in gara 5 della semifinale Scudetto, a sparigliare le carte in tavola. Ma non ce l'ha fatta: la sua istanza è stata respinta. Alzi - allora - la mano chi, ad inizio stagione, avrebbe previsto che Cucine Lube Banca delle Marche Macerata e Sir Safety Perugia sarebbero arrivate a giocarsi lo Scudetto nella finale dei Play Off.
Mi pare di vedere una sola mano protesa al cielo: è quella di Gino Sirci. L'estroverso patron degli umbri ha portato i grifoni dall'inferno della Serie A2 al paradiso della finale Scudetto (con vista sulla Champions League 2014-2015) in soli tre anni.


Al contrario, la presenza della Lube fa meno notizia: da subito, Macerata è stata accreditata del ruolo di grande favorita della stagione. Strada facendo, però, le cose non sono andate secondo le previsioni della vigilia, e la Lube ha dimostrato di non saper reggere la pressione che grava sulle spalle di chi ha tutto o quasi da perdere. Ecco, allora, che Trento si è aggiudicata la Supercoppa Italiana, Piacenza ha vinto il derby italiano in Europa e Perugia ha chiuso le strade della finale di Coppa Italia a Zaytsev e compagni.
Vincere il campionato per salvare una stagione altrimenti deludente: questo è l'imperativo in casa Lube. Il gioco mostrato contro Casa Modena (liquidata in sole tre partite senza perdere neanche un set) ha ricordato la squadra spumeggiante di inizio stagione. In casa, poi, Macerata si è dimostrata imbattibile: nessuno, in Italia né in Europa, è riuscito a violare il Fontescodella prima ed il PalaBaldinelli poi.
Un rullino di marcia che, da un lato lascia ben sperare, ma che, dall'altro, non comporta alcun vantaggio: solo Kazan, quest'anno, aveva espugnato il Pala Banca, ma la Sir Safety è salita a Piacenza e si è presa prepotentemente (e meritatamente) la finale.


Gli umbri sono un cliente scomodissimo. Hanno disputato una stagione controcorrente, in cui hanno raggiunto traguardi straordinari ed impensabili finoa qualche mese fa: il terzo posto soffiato a Trento durante la regular season e le belle e convincenti vittorie contro Macerata e Piacenza che sono valse, rispettivamente, la finale di Coppa Italia e quella della Serie A1.
Boban Kovac ha sapientemente plasmato un gruppo in cui ciascun giocatore ha saputo dare un contributo importante affinché il sogno tricolore sia ancora possibile.
Certo: c'è da chiedersi cosa sarebbe successo senza il contributo fondamentale di Aleksandar Atanasijević.
Sarà, in ogni caso, una bella serie. Combattuta ed equilibrata, se la Sir Safety smaltirà per tempo le fatiche di una semifinale lunga e complessa. Macerata farà leva sulla sua esperienza e sulla sua voglia di riscatto; Perugia sull'entusiasmo di chi non ha proprio nulla da perdere e sul talento cristallino di Atanasijević.


Ricordo come fosse oggi un opposto serbo con la maglia numero 14 prendere per mano i suoi compagni di squadra e condurli al trionfo in campionato. Era il 21 maggio 2006, l'opposto è Ivan Miljković e la squadra è una delle attuali finaliste: la Cucine Lube Banca delle Marche Macerata.
La Serie A1 2013-2014 ci sta regalando un altro opposto, ancora serbo e sempre con il numero 14 sulle spalle, che sta trascinando i suoi compagni verso mete apparentemente impensabili.
L'auspicio – da tifoso della Lube – è che Alek si fermi qualche pallone prima di Ivan: è ancora giovane, si rifarà.
Pare che Macerata stia sondando il mercato alla ricerca di un nuovo opposto. Avrà il numero 14?

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