02/09/14

L'attimo fuggente


Londra. L'Arsenal di Arsène Wenger si prepara ai playoff per accedere alle fasi a giorni della Champions League acquistando, per 40 milioni di euro, Alexis Sánchez dal Barcellona. E proprio l'attaccante cileno risolve il doppio confronto contro il Besiktas portando i Gunners nell'Europa che conta.


Napoli. La stagione passata era stata archiviata con la vittoria, la seconda negli ultimi tre anni, della Coppa Italia. Un successo che, in qualche modo, aveva messo sotto il tappeto quel pizzico di polvere sollevato da un terzo posto figlio, sì, di una Juventus e di una Roma che hanno disputato un campionato sopra le righe, ma anche di troppi punti che i partenopei hanno perso contro le piccole squadre.
E, però, l'entusiasmo è scemato ben presto, sotto i colpi di un mercato tutt'altro che paragonabile a quello che, dodici mesi fa, ha portato sotto il vesuvio calciatori del calibro di Reina, Mertens ed Higuain, senza dimenticare l'ingaggio di Rafa Benitez.
Sono stati ceduti tre titolari: Pepe Reina, in prestito dal Liverpool, non è stato riscattato ed oggi è il secondo di Neuer. In difesa, Federico Fernández, finalista agli ultimi mondiali brasiliani con la maglia della sua Argentina, ha accettato la corte dello Swansea. Infine, lo svizzero Valon Behrami è stato ceduto all'Amburgo.
La società ha, probabilmente, sottovalutato l'impegno continentale contro l'Athletic Bilbao: i risultati sono sotto gli occhi di tutti; ha poco senso – oggi – continuare ad analizzare quei centottanta minuti che hanno condannato il Napoli all'Europa League.


Mister Benitez aveva presentato una lista della spesa composta, in larga parte, di suoi fedelissimi che avrebbero accresciuto l'esperienza internazionale degli azzurri. Si è parlato di Mascherano e Lucas Leiva, ma in mezzo al campo ha trovato posto il rientrante Gargano, reduce da due stagioni tutt'altro che esaltanti in prestito all'Inter ed al Parma. Benitez avrebbe gradito uno tra Agger e Škrtel per potenziare la fase difensiva. È arrivato, invece, Kalidou Koulibaly, un ragazzo che nulla aggiunge al tasso tecnico del reparto arretrato napoletano, né all'esperienza internazionale che aveva uno come Reina e che il suo sostituto, Rafael, non può ancora avere (al netto del grossolano errore di Bilbao).
Probabilmente, De Laurentiis puntava sui nuovi introiti garantiti dalla qualificazione in Champions League per chiudere il mercato e consegnare al suo allenatore un organico buono per competere ai massimi livelli su tutti i fronti. Ha finito, però, per ritrovarsi con il cerino in mano, ingaggiando il mediano spagnolo David Lopez. “Non possiamo pensare che lui sia Gonalons, con tanti anni d'esperienza, ma è uno che ci può aiutare”: le parole con le quali Benitez ha salutato il suo arrivo lasciano immaginare che, in realtà, i piani originari fossero più ambiziosi. Ma è difficile arrivare ai giocatori buoni per il salto di qualità se non si è in grado di offrire loro la vetrina della massima competizione europea.
Ecco, allora, che il calcio inglese ci impartisce, ancora una volta, un'altra lezione. Per raggiungere un obiettivo bisogna osare; altrimenti il rischio di incappare in un fallimento è dietro l'angolo.


Nella prima giornata della nostra Serie A, il Napoli ha espugnato il Marassi con una rete di Jonathan de Guzmán, centrocampista della nazionale olandese arrivato acquistato pochi giorni prima di David Lopez, ma, in ogni caso, non utilizzabile contro l'Athletic Bilbao.
Cosa sarebbe successo se ADL avesse aperto il portafoglio con qualche settimana di anticipo?

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