21/02/15

#dallapartegiusta: la Grecia chiama, l'Italia risponde

Articolo pubblicato su Via Libera.


Quella del 25 gennaio è una data che, un giorno, potrebbe essere ricordata come lo spartiacque nella storia dell'Europa.
Le elezioni greche hanno lanciato un segnale chiaro ed inequivocabile: il nostro continente potrà avere un futuro politico soltanto se saprà trasformarsi in qualcosa di diverso da una maestra severa che infligge punizioni ai suoi allievi più o meno indisciplinati.
L'Europa sta morendo sotto i colpi dell'austerità inferti dalla Germania (supplente di una politica comunitaria di fatto inesistente), dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
Ma la lotta alla troika, di per sé, non dice tutto. Nelle elezioni dello scorso giugno per il rinnovo del Parlamento europeo, il fronte anti europeista ha ottenuto un risultato da non sottovalutare. Ma la stampa, in quel raggruppamento, ha inserito un po' tutti: da chi chiede l'uscita dalla moneta unica ed il ritorno alle valute nazionali (MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Front National) a chi, invece, chiede un'Europa “altra”, più giusta, che metta al centro i popoli, e non la finanza. Tra gli altri, si inseriscono in questo filone Podemos e Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras che è uscito vincitore dalle ultime elezioni greche.
I primissimi provvedimenti del governo ellenico sono significativi: stop alle privatizzazioni, reintegro dei dipendenti pubblici illegittimamente licenziati, elettricità gratuita per i 300.000 poveri a cui era stata tagliata ed aumento del salario minimo a 751,00 € netti.
Altrettanto significativa è stata la reazione di Bruxelles.
Risulta evidente, allora, come la Grecia stia combattendo una battaglia molto più importante di quello che possa apparentemente sembrare, una battaglia che non può lasciare indifferenti.


Per questo motivo, le giornate di mercoledì 11 e sabato 14 febbraio sono state dedicate a manifestazioni di solidarietà con il popolo greco che, puntualmente, da alcune settimane sta scendendo in piazza per sostenere Tsipras, la sua squadra di governo e le sue scelte.
Mercoledì pomeriggio, circa trenta persone si sono trovate in via Gramsci a Macerata per un presidio a sostegno del popolo greco.
Sabato, poi, è stata indetta una grande manifestazione nazionale a Roma, animata e popolata da circa ventimila persone.
Con l'occasione, è ripartito il dibattito sulla necessità di creare una nuova soggettività politica della sinistra italiana.
In piazza a Roma c'era tutto lo stato maggiore della frastagliata sinistra di casa nostra: da Sinistra Ecologia Libertà a Rifondazione Comunista, dai comitati de L'Altra Europa con Tsipras al mondo dell'associazionismo, fino ad arrivare alle tante ed ai tanti che, molto semplicemente, non rappresentano che se stessi ed attendono qualcosa di nuovo e diverso per mettersi in gioco.
Il cammino è iniziato: l'assemblea nazionale de L'Altra Europa con Tsipras e la conferenza programmatica di Sinistra Ecologia Libertà si sono chiuse riconoscendo l'urgenza di procedere in questa direzione.
Syriza – è bene ricordarlo - nasce nel 2004 come coalizione aperta di partiti di area socialista democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste. Solo nel 2012 si arriva ad un partito unico, che celebra l'anno successivo il congresso fondativo.
Nichi Vendola, chiudendo Human Factor, ha lanciato la proposta di un coordinamento delle sinistre aperto a “compagni e compagne di tutte le compagnie in cui sia consentito che ciascuno tenga la propria tessera”.
È il primo passo che dovrebbe, oggi, unire quello che ieri si è diviso. Un passo, a mio avviso, positivo, che – senza voler celebrare (fin quasi a venerarle) le esperienze di altri paesi difficilmente esportabili – sembra strizzare l'occhio alle modalità con cui è nata Syriza.Intervenendo ad un'iniziativa ad Ancona, Argiris Panagopoulos (corrispondente dalla Grecia de il Manifesto e membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza) ha ricordato come il modo migliore di dimostrare vicinanza e solidarietà al popolo ellenico sia quello di ricostruire la sinistra in Italia. Mettiamoci in cammino. Ce lo chiede la Grecia.

18/02/15

Marca e la politica: un rapporto (già) difficile?

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Torno, a mente fredda, su un episodio di qualche giorno fa.
Mercoledì scorso si è presentato alla stampa il Movimento associazione ricerca culturale attiva (Marca).
Si tratta di una rete di associazioni che si sono messe assieme per realizzare una serie di iniziative volte ad accendere i riflettori dell'opinione pubblica su alcuni spazi che, a giudizio di Marca, potrebbero essere utilizzati meglio: l'ex mattatoio, il Cine Teatro Italia ed il teatro Rebis (luogo del primo appuntamento, previsto domenica 22 febbraio).
Il mio auspicio è che una simile idea possa sopravvivere anche oltre i tre incontri attualmente programmati.
Mi è piaciuto decisamente meno, invece, l'approccio che alcuni organizzatori hanno avuto nei confronti degli esponenti politici, come Stefania Monteverde, che hanno risposto positivamente all'invito ricevuto.
Io penso che il dialogo e la collaborazione tra l'amministrazione e le forze vive della società non debbano mai venir meno, anche quando non c'è totale convergenza di idee.
Il muro contro muro non serve, né può risolvere nulla.
Spero, allora, che si possa da subito cambiare registro. Non per partigianeria. Non perché sto con una parte piuttosto che con l'altra. Lo spero perché la cultura può e deve continuare ad essere il motore di Macerata.

13/02/15

Torna M'illumino di Meno: gli appuntamenti di Macerata

Articolo pubblicato su Via Libera.


Si rinnova, anche nel 2015, l'appuntamento con M'illumino di Meno, la campagna radiofonica di sensibilizzazione sull'ottimizzazione dei consumi energetici ideata e promossa da Caterpillar, nota trasmissione radiofonica in onda su Radio 2 RAI.
M'illumino di Meno nasce per raccontare i tanti comportamenti virtuosi in tema di risparmio energetico messi in campo da istituzioni, comuni, associazioni, scuole, aziende e singoli cittadini. Casi che dimostrano come sia possibile ed auspicabile razionalizzare il consumo di energia.
Nei primi anni, la campagna si rivolgeva ai cittadini singoli. Tuttavia, nel tempo, ha riscosso un consenso tale da arrivare a valersi dell'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e della Presidenza della Repubblica, oltre che delle adesioni della Camera dei Deputati e del Senato.
Come sempre, M’illumino di Meno culmina nella Giornata del Risparmio Energetico, che quest’anno si terrà venerdì 13 febbraio e sarà, al solito, dedicata al silenzio energetico finalizzato ad attirare l’attenzione sull’efficienza e sul consumo intelligente di energia: in questa data si chiede, infatti, lo spegnimento dell’illuminazione di monumenti, piazze, vetrine, uffici, aule e private abitazioni.
Nonostante il suo valore prettamente simbolico, la manifestazione continua ad ottenere un buon riscontro in termini di risparmio energetico. Terna, infatti, registra un calo significativo nei consumi di energia elettrica nei minuti successivi l'avvio dell'iniziativa.
Sono due le peculiarità dell'undicesima edizione di M'illumino di Meno.
La prima attiene allo spazio dedicato ai comuni che sono passati all’illuminazione a basso consumo e alle adesioni a base di Led.
La seconda, invece, riguarda il rapporto privilegiato con le scuole, cui si chiede di manifestare simbolicamente il proprio amore per il pianeta con iniziative speciali in tutti gli istituti, per mostrare come l’attenzione all’ambiente debba costituire un fulcro del discorso educativo e della spending review, anche nella riqualificazione degli edifici scolastici.


Sono molte, in tutto il paese, le iniziative che celebreranno questa giornata. Nella nostra città, hanno aderito a M'illumino di Meno: l'associazione Strade d’Europa, il circolo Rione Marche, la CGIL, la CNA, Palazzo Buonaccorsi e l'IIS Garibaldi.

Abbiamo contattato Marco Ricotta, Presidente del Circolo Marche, con cui abbiamo parlato del suo rapporto con M'illumino di Meno: “lo scorso anno abbiamo aderito con una cena a lume di candela. Quest'anno, invece, abbiamo organizzato un incontro letterario in cui proporremo letture del terrore di Edgar Allan Poe, sempre a lume di candela. M'illumino di Meno è una campagna a favore del risparmio energetico. Ma è anche un momento per spegnere l'energia e, quindi, la luce, i telefoni e tutto ciò che oggi ci distrae da quelli che una volta erano momenti di aggregazione sociale, come quando ci si riuniva davanti un fuoco acceso a raccontare le proprie storie. L'anno scorso avevamo lasciato ad ognuno dei partecipanti un vademecum a forma di cuore con alcuni buoni consigli in ambito di risparmio energetico. Quest'anno lo ripeteremo, usando un tema o un mezzo più attinente. L'idea è quello di creare un atmosfera suggestiva dove ognuno avrà la possibilità di partecipare attivamente portando spezzoni di testi dell'autore che potrà condividere con i partecipanti leggendoli, creando così un evento differente dalle solite attività del circolo: una serata che può attrarre sia le persone maggiormente sensibile verso tutto ciò che è eco-sostenibile sia quelle appassionate del terrore”.
Segnaliamo, inoltre, le iniziative di due associazioni amiche di Via Libera: quella di Radici Senza Terra, che a Mogliano organizza una serata con laboratori di improvvisazione musicale e artigianale; esposizioni di manufatti della tradizione moglianese dell'intreccio, dipinti e fotografie di artisti locali ed una passeggiata che condurrà alla rocca spenta. A Corridonia, invece, la SOMS propone la tradizionale cena a lume di candela, arricchita da una gara di bocce.
La Giornata di M’illumino è ormai diventata una vera e propria festa. Si aderisce a questa iniziativa in modi sempre più innovativi e differenti: non solo spegnendo simbolicamente le luci, ma anche organizzando eventi e manifestazioni a tema sul territorio per proporre una specie di “pride” della gestione intelligente delle risorse e della produzione da fonti rinnovabili, per ripensare un futuro sostenibile.

10/02/15

#mazi. Presidio di solidarietà con il popolo greco

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


La Grecia sta combattendo una battaglia molto più importante di quello che possa apparentemente sembrare.
Il trionfo di Syriza alle elezioni dello scorso 25 gennaio ed il governo di Alexis Tsipras possono segnare una svolta nella costruzione di quella Europa “altra” che sembra ogni giorno più necessaria.
I primissimi provvedimenti del governo ellenico sono significativi: stop alle privatizzazioni, reintegro dei dipendenti pubblici illegittimamente licenziati, elettricità gratuita per i 300.000 poveri a cui era stata tagliata ed aumento del salario minimo a 751,00 € netti.
Altrettanto significativa è stata la reazione dell'Europa (ad iniziare da Angela Merkel) e della troika.
Il ricatto della BCE ad un governo democratico è inaccettabile; ed è un fatto che non riguarda solo la Grecia.
Un'alternativa democratica e sociale ad austerità e neoliberismo, a debito pubblico e pareggio di bilancio esiste, e sta provando a muovere i primi passi.
È stata indetta per sabato 14 febbraio una grande manifestazione nazionale a Roma, in connessione con le altre piazze europee e con la mobilitazione prevista ad Atene il 16 febbraio.
La giornata di mercoledì 11, invece, è dedicata alle mobilitazioni nei territori. Anche Macerata farà la sua parte. L'appuntamento è alle ore 19 in Via Gramsci, davanti il bar Cabaret, per un presidio di solidarietà con il popolo greco. Il professor Stefano Perri, docente di Economia politica presso l'Università di Macerata, ci spiegherà quali sono gli interessi in gioco, mentre alcuni studenti greci ci racconteranno la vita reale nel loro paese. Al termine ci scalderemo insieme in un Sirtaki (la danza di Zorba il greco).
È cambiata la Grecia. Cambiamo l'Europa.

07/02/15

Una chiacchierata con Tommaso Alabardi, Presidente del Consiglio degli Studenti dell'Università di Macerata

Articolo pubblicato su Via Libera.


Via Libera ha già parlato delle elezioni studentesche dello scorso novembre.
Mercoledì 28 gennaio si è riunito il primo Consiglio degli Studenti, che ha visto l'elezione di Tommaso Alabardi alla presidenza dell'organo.
“Pare che l'Italia non voglia più scommettere sull'umanesimo. Lo dimostra il nuovo decreto che regola la ripartizione del Fondo Finanziamento Ordinario, che da quest’anno si basa sul modello di costo standard per studente, e per ovvi motivi non va a vantaggio delle Università umanistico-sociali. Una sorta di rifiuto del passato, nell'ottica di un appiattimento su una dimensione esclusivamente tecnica dei saperi.
In questi anni invece l'Università di Macerata ha scommesso sull'umanesimo e i risultati si sono rivelati ottimi, alla luce dell'aumento delle immatricolazioni del 27%. Alla base di questa scommessa c’è la convinzione della ricchezza e delle qualità dell’ingegnere umanistico, propenso a dibattere, a ideare e a stimolare nuove prospettive.”
Queste sono le prime parole che Tommaso ha affidato ad un comunicato stampa. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e scoprire la sua idea di università e di partecipazione.

Parlaci di te. Chi è Tommaso Alabardi?
Sono nato ad Ancona. Fino al quinto superiore, la mia passione più grande è stata il calcio. Quando mi sono trasferito a Macerata, sono stato accolto dalla realtà di Officina Universitaria, che mi ha avvicinato alla politica.

Come e quando nasce la passione per la politica e, nel caso specifico, per la politica universitaria?
In realtà, la politica è un argomento che è sempre stato molto presente nelle discussioni in famiglia. Mamma la pratica ogni giorno e papà è molto interessato. Quando c'era nonno, passavo almeno mezz'ora al giorno assieme a lui a discutere di quello che era successo. Lui parlava ed io ascoltavo, come in un rapporto tra un maestro ed il suo allievo. Nonno è stato uno dei fattori più importanti nello sviluppo di questa passione. Quando parlavo con lui, sentivo il suo amore per la politica, la voglia e la bellezza di mettersi al servizio della comunità. È, sicuramente, il regalo più grande che mi ha lasciato.

Quelle dello scorso novembre non sono le uniche elezioni studentesche alle quali hai partecipato in qualità di coordinatore di Officina Universitaria. Ricordiamo, infatti, la tua candidatura alle elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari del 2013, nelle fila dell'UdU. Cosa ricordi di quella esperienza?
Era la prima volta che mi sono testato effettivamente in una campagna elettorale. Mi sono candidato anche alle elezioni studentesche del 2012, ma si trattava di una prova o poco più. Del 2013 ricordo con piacere la vicinanza con il Gulliver. Ogni campagna elettorale, comunque, ti lascia qualcosa: è un mese in cui dedichi tutto il tuo tempo e tutto te stesso al raggiungimento dell'obiettivo prefissato. Candidarmi per il CNSU è stato emozionante e stimolante perché ho potuto confrontarmi con realtà nazionali che, fino a pochi giorni prima, non conoscevo. Purtroppo, per cinque soli voti, non ce l'abbiamo fatta. Ma è stata una bella pagina per Officina Universitaria e per me: ho avuto il piacere di conoscere centinaia di persone. Mi sono sentito protagonista di una cosa che, in parte, era forse più grande di me.

Torniamo alla stretta attualità: 27 novembre, si chiude lo spoglio delle schede ed Officina Universitaria raccoglie il 47% dei consensi. Cosa si prova nel raggiungere un risultato del genere? Lo consideri un punto di arrivo o di partenza?
Quando c'è una vittoria elettorale di queste proporzioni (mai raggiunte da Officina Universitaria), la prima sensazione che ti invade è quella di grande soddisfazione, perché è un progetto in cui io e tutti i compagni (di oggi e di ieri) ci siamo spesi. È un po' come se stessi catalizzando tutte le soddisfazioni di generazioni di ragazzi che hanno speso energie per nascere e far crescere Officina Universitaria. Provi anche un senso di grande responsabilità: è evidente che gli studenti hanno scelto te. E devi essere in grado di dare risposte concrete, partendo dal programma elaborato da tutta l'assemblea. Questa vittoria è sicuramente un punto di partenza. Gli studenti ci hanno dato l'opportunità di concretizzare le battaglie avviate in questi sette anni.

Nei giorni scorsi, si sono verificati alcuni disservizi nel sistema ESSETRE, che hanno alimentato, nei social network, una lunga polemica sulla inutilità della rappresentanza studentesca. Cosa ti senti di rispondere a chi dice, in buona sostanza, che i rappresentanti non contano nulla?
Ho letto con grandissimo rammarico tutte le polemiche sterili che riguardano la funzione della rappresentanza studentesca, in particolare sul problema del sistema ESSETRE. Molti hanno additato noi rappresentanti di essere persone che promettono, ma che poi non risolvono le questioni. Noi rappresentanti non siamo i tecnici che risolvono il guasto al sistema informatico. La funzione della rappresentanza studentesca è un'altra: è quella di stare continuamente a contatto con gli studenti per capire quali sono i problemi che creano maggior disagio (tra cui questo della manutenzione del software) e portare queste istanze negli organi di competenza, anche adoperando delle modalità di pressione (sit in, foto petizioni, interventi sulla stampa). E questo stiamo facendo: basta guardare gli articoli usciti dopo la conferenza stampa successiva al Consiglio degli Studenti, in cui questa problematica è stata sottolineata. Quindi, invito tutti gli studenti a rivolgersi ai rappresentanti di facoltà ed a prendere coscienza di quella che è la vera funzione della rappresentanza studentesca. Tra l'altro, tornando al sistema ESSETRE, l'università ha stanziato 24.000,00 € per risolvere il guasto.

La campagna elettorale è stata dura e tutt'altro che priva di colpi bassi. Poco dopo le elezioni, alcuni rappresentanti uscenti hanno lanciato un appello pubblico, invitando le associazioni studentesche (a partire da Officina Universitaria e RUN, più direttamente riferibili alla sinistra universitaria) a collaborare. Il primo Consiglio degli Studenti ha visto Officina fare la voce grossa nelle commissioni d'ateneo, dove la componente studentesca è stata monopolizzata dall'associazione che coordini. Quale pensi che sarà il rapporto con e tra le associazioni studentesche?
Abbiamo deciso di prendere tutte le cariche interne al Consiglio degli Studenti perché abbiamo voluto assumerci tutti i rischi, le responsabilità, gli oneri e gli onori del risultato elettorale. Se facciamo bene, saremo rivotati. Se facciamo male, gli studenti sapranno a chi dare la colpa. Con RUN e con le altre associazioni studentesche, saremo prontissimi ad unire forze ed energie per dare più peso alla voce di tutta la rappresentanza studentesca, soprattutto nelle questioni che richiederanno unità di intenti.


I governi che si stanno avvicendando negli ultimi anni (da Berlusconi a Renzi, passando per Monti e Letta) non sono stati gentili con l'istruzione pubblica e con il diritto allo studio. Come ti poni, come si pone Officina Universitaria e come si pone il Consiglio degli Studenti in un contesto in cui l'istruzione sembra un capitolo di spesa in cui reperire fondi da investire altrove?
Ci poniamo con grande criticità. Il Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi di Macerata ricorrerà al TAR del Lazio contro il D.l 893 del 9 dicembre, con il quale si determina il nuovo modello di costo standard dello studente, e contro il D.M n 815 del 4 Novembre 2014, con il quale si determina l'attribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario. Questi decreti rischiano di tagliare i fondi ricevuti dal nostro ateneo del 20% circa, per un importo che si aggira sui sette milioni di euro. La settimana prossima convocherò un Consiglio degli Studenti straordinario in cui discutere, assieme alle altre liste, di questo modello, che vede la nostra università particolarmente svantaggiata. Vorrei uscire da quel CdS con il mandato unanime per sottoscrivere, assieme al Rettore, il ricorso al TAR per dare un segnale di unità e compattezza di tutta l'università. Questa è una battaglia che ci vede tutti coinvolti.

Può capitare, nella dialettica con i professori, di discutere di questioni che possono vedere i loro interessi divergere da quelli degli studenti. Un esempio può essere rappresentato dal numero degli appelli di esame: gli studenti vorrebbero aumentarli, i professori sono restii a farlo. Come ci si rapporta con i docenti per portare a casa il risultato?
Si deve raggiungere una mediazione che non scontenti l'uno né l'altro. Il dovere del rappresentante, in quel frangente, è quello di far capire davvero al professore l'esigenza dello studente, che, di fatto, è il motore dell'università. Il contesto universitario dev'essere organizzato in funzione delle esigenze dello studente.

Quali sono i primi tre impegni che ti senti di poter prendere in qualità di Presidente del Consiglio degli Studenti?
Il primo è quello di andare a parlare con il Sindaco per discutere dell'idea di “Macerata città universitaria”, in particolare del consigliere comunale aggiunto e dell'adozione di politiche su trasporti ed affitti volte a far emergere l'idea di cittadinanza studentesca che Officina Universitaria porta avanti da sempre.
Il secondo è quello di impegnarsi fattivamente per trovare una soluzione, assieme al Rettore ed all'amministrazione universitaria, riguardo il problema degli spazi. Penso, in particolare, a tutte le situazioni di disagio che stanno vivendo gli studenti del Dipartimento di Studi Umanistici.
Il terzo riguarda la questione degli alloggi e, più in generale, del diritto allo studio: l'anno prossimo potrebbe esserci un aumento delle domande di borse di studio, e l'Ersu deve trovarsi pronto a garantire il posto per tutti i richiedenti.

Continuerai ad essere il coordinatore di Officina Universitaria o lascerai la carica in altre mani?
Lascerò, dopo questa esperienza straordinaria, il coordinamento di Officina Universitaria. In questo momento, l'associazione è estremamente viva e ricca di ragazzi che credono nella rappresentanza studentesca. Sicuramente chi avrà le redini dell'associazione sarà valido ed in grado di farla crescere ancora di più. Intanto, dico il primo “grazie” ad Officina Universitaria ed a tutti i ragazzi che in questi due anni mi hanno fatto crescere politicamente e, soprattutto, umanamente.