Da tempo, ormai, Rafa Benitez era un allenatore a termine. Nel tardo pomeriggio di lunedì, abbiamo scoperto la sua data di scadenza: 4 gennaio 2016.
Benitez paga i cattivi rapporti con alcuni giocatori, a partire da Cristiano Ronaldo e Sergio Ramos. E paga anche risultati che, con tutta onestà, si fatica a considerare negativi: il girone di Champions League è stato superato brillantemente, con una prima posizione figlia di cinque vittorie e del pari di Parigi, mentre la vetta della Liga, al momento, dista quattro punti (cinque, se il Barcellona vincesse la partita che deve recuperare). L'unica macchia è la Coppa del Re, con l'eliminazione a tavolino in seguito all'impiego dello squalificato Čeryšev.
L'esonero di Benitez è stato seguito da parole e commenti che poco hanno a che vedere con la sua carriera.
Per alcuni, i fasti di Valencia e Liverpool sono lontani e, forse, irripetibili. Ma, dopo aver salutato Anfield Road, la sua carriera è stata in salita, ma tutt'altro che priva di soddisfazioni.
Nel 2010, Massimo Moratti lo chiama all'Inter per sostituire Mourinho nell'anno successivo al triplete. La dirigenza nerazzurra chiude il portafoglio; vende Balotelli e non acquista nessun giocatore di rilievo per dare respiro ad un ciclo che, a conti fatti, si stava chiudendo. La bacheca nerazzurra, nei pochi mesi della sua permanenza a Milano, accoglie una Supercoppa italiana ed una Coppa del Mondo per club.
Nel 2012 torna in Premier League: prende il posto di Roberto Di Matteo sulla panchina del Chelsea e conduce i Blues al terzo posto in campionato ed alla vittoria in Europa League.
L'anno successivo sbarca a Napoli. La prima stagione partenopea regala colpi di mercato di rilievo (ad iniziare da Higuain e Reina, per arrivare ad altri protagonisti della squadra oggi allenata da Sarri) ed una Coppa Italia da aggiungere in bacheca. Quella successiva si apre con una campagna acquisti al di sotto delle aspettative ed una Champions League sfuggita ai preliminari, prosegue con la vittoria nella Supercoppa italiana e si chiude ad undici metri dal terzo posto in Serie A: quelli del rigore sbagliato da Higuain nello scontro diretto contro la Lazio nell'ultima giornata di campionato.
L'avventura a Madrid è cronaca sportiva dei nostri giorni. Una cronaca che, però, non può cancellare quanto di buono ha saputo fare Benitez nel corso della sua carriera.
Ed allora, caro Rafa, ti auguro di trovare nella calza della Befana un'occasione ghiotta per ricominciare ad insegnare calcio come sai ed ami fare.


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