05/02/20

Intervento durante il coordinamento regionale di Sinistra Italiana


Si avvicina un appuntamento elettorale, rappresentato oggi dalle elezioni regionali, e riappare il classico tema: l'insufficienza dei partiti della sinistra, così come sono, a rappresentare pezzi di società.
Per questo motivo, ogni tentativo di aggregare nuove persone e riattivare lo stimolo della partecipazione è da valutare positivamente, anche quello che si sta organizzando attorno alla figura di Roberto Mancini.
Si sta facendo un gran parlare delle elezioni emiliano - romagnole. "La sinistra marchigiana riparta dall'Emilia Romagna" è uno slogan buono solo per qualche meme nei social. Ogni territorio, ogni realtà ha la sua storia e le sue peculiarità. È difficile, ad esempio, poter affermare che il nostro esecutivo uscente sia un esempio di buon governo, come, invece, pare riconosciuto per la figura di Stefano Bonaccini.
Esiste un tema che tutto il variegato campo progressista dovrebbe far proprio, senza che ciò possa diventare un alibi per le sue mancanze ed i suoi errori. Si è detto molte volte che quella con cui siamo chiamati a confrontarci è la destra peggiore degli ultimi anni. Ne abbiamo avuto un piccolo assaggio nei lunghi mesi dell'esecutivo gialloverde guidato da Giuseppe Conte "1.0". Fermare la Lega, fermare la destra è un tema che esiste per il nostro popolo ed è una questione che va affrontata, provando a mettere in piedi una coalizione davvero progressista, in discontinuità con le politiche portate avanti negli ultimi anni nella nostra Regione, con l'obiettivo di evitare tanto un indistinto frontismo che avvantaggerebbe i nostri avversari quanto un atteggiamento settario e minoritario che potrebbe essere incomprensibile ai più.

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