28/12/21

Piediripa in burnout, quando la vaccinazione non è un diritto


Le cronache delle ultime ore dal centro vaccinale di Piediripa raccontano di un polo trovato inspiegabilmente chiuso e di liti tra persone prenotate e non prenotate in attesa della terza dose sotto la pioggia.
La diffusione della variante Omicron e la nuova conseguente impennata di tamponi positivi chiedono alla Giunta regionale un salto di qualità sul tema dell’organizzazione della vaccinazione che, al momento, non si vede.
Ad un anno esatto dalla partenza della campagna vaccinale - era il 27 dicembre 2020 - appare chiaro come la vaccinazione sia lo strumento con la 's' maiuscola a nostra disposizione per sconfiggere il virus.
I numeri certificano il buon funzionamento dei vaccini. Questo dato emerge anche da un tweet più o meno consapevole di Diego Fusaro. A distanza di 365 giorni, il numero di tamponi effettuato cresce di quasi dieci volte, mentre quelli positivi, senza le restrizioni e con i vaccini, sono 'solo' il triplo.
Del resto, le decisioni prese negli ultimi tempi dal Ministero della Salute vanno nella chiara e giusta direzione di incentivare le vaccinazioni.
È auspicabile che nei prossimi tempi i centri vaccinali siano oberati di lavoro: significherebbe che i richiami procedono rapidamente e che le prime dosi crescono.
Operatrici ed operatori sanitari, però, non possono essere abbandonati al loro destino: meritano una Regione che faccia ogni sforzo possibile per mettere in piedi un’efficiente campagna vaccinale ed una seria politica di prevenzione della diffusione del virus.
Meritano, insomma, una Regione diversa da quella incerta vista fin qui.
Sarebbe necessario ed opportuno assumere più personale, così da garantire turni di lavoro più sostenibili ed aumentare da subito le dosi somministrate e le ore di apertura dei centri vaccinali, valutando anche l’opportunità di aprire nuovi centri per arrivare ad una vaccinazione di prossimità.
La durata della certificazione verde si abbrevia ed il periodo di tempo che separa seconda e terza dose sta per scendere a quattro mesi: sarebbe quindi utile una riorganizzazione delle prenotazioni, garantendo a tutte e tutti la possibilità di vaccinarsi con correttezza e disciplina evitando di assistere a scene come quella dell’altro giorno a Piediripa. Va evitato il rischio di arrivare ad un’ipotetica situazione in cui la certificazione verde scade e si è costretti a fare tamponi a causa dell’impossibilità di vaccinarsi per colpe non proprie.
C’è ancora del lavoro da fare per il 'governo dei migliori'. Assistiamo a scene che difficilmente sarebbero state perdonate a Giuseppe Conte ed al suo esecutivo: dalle lunghe file per fare un tampone necessario in caso di contatto stretto con una persona positiva (il tracciamento è, oramai, delegato al nostro senso civico quando spetterebbe all’ASUR) alle parole irricevibili del Generale Figliuolo. Cosa sarebbe successo se Domenico Arcuri avesse paragonato la fila del tampone a quella del Black Friday?
Quelli tra Natale e Capodanno sono giorni nei quali la socialità è particolarmente forte; a gennaio le scuole riapriranno. La situazione è seria e come tale va affrontata: nuove, eventuali, chiusure generalizzate sarebbero gravissime ed un ritorno alla didattica a distanza sarebbe imperdonabile.
Serve un ulteriore sforzo di tutte e tutti per uscire da questa situazione. Servono i corretti comportamenti individuali che abbiamo imparato in questi due anni scarsi: mascherine, distanziamento fisico, igiene delle mani. Ancora di più, servono istituzioni fermamente impegnate nella lotta al Covid.

21/12/21

Meglio ripartire da Sinistra Italiana


Ho letto le riflessioni di Cento e De Petris.
Ho condiviso le ragioni della nascita di SI: la costruzione di un quarto polo che, però, non è mai nato. Il secondo congresso nazionale ha riposizionato SI all'interno dell’alleanza giallorossa. Oggi posso dire di far parte dell’assemblea nazionale del solo partito di sinistra che in Parlamento si oppone a questo governo.
La Germania citata da Cento insegna che il contenuto conta più del contenitore. Non so se il percorso di SI è esaurito. So che SI ha investito molte energie nella costruzione di campi larghi e soggetti plurali che, però, non sono mai decollati.
Ripartire dalla piccola comunità di SI non mi sembra una scelta identitaria, ma un modo per rafforzare l’alleanza alla quale vogliamo lavorare.
Le recenti manifestazioni promosse da CGIL e UIL sono state molto partecipate: quelle persone sono stanche di una politica che scimmiotta i giochi di ruolo e solo con la concretezza delle nostre idee possiamo riconquistarle.

17/12/21

Sinistra Italiana ieri in piazza con i sindacati e domani e domenica in piazza per la Next Generation Tax


Ieri Sinistra Italiana è scesa in piazza con CGIL, UIL ed i tanti lavoratori e lavoratrici che hanno incrociato le braccia per protestare contro una manovra di bilancio, la prima del governo Draghi, che ignora le ragioni del lavoro.
I sindacati chiedono un lavoro meno precario e più sicuro, una riforma delle pensioni che superi la legge Fornero ed un fisco che sia capace di prendere i soldi dove stanno per davvero, senza vessare lavoratori dipendenti e pensionati che contribuiscono largamente al gettito dell’IRPEF.
Sul tema del fisco, prosegue l’impegno di Sinistra Italiana nella raccolta delle firme per l’introduzione di un’imposta sulle grandissime ricchezze e per destinare i proventi alle giovani generazioni di questo paese.
Domani e dopodomani, sabato 18 e domenica 19 dicembre, saremo nuovamente in via Garibaldi a Macerata a partire dalle ore 17:30 a raccogliere le firme necessarie alla presentazione in Parlamento della Next Generation Tax.
Ricordiamo che la Next Generation Tax, oltre a tassare le grandi ricchezze, elimina due imposte che pesano sul bilancio di molte famiglie: l'IMU sulla seconda casa e l’imposta di bollo sui conti correnti.
La Next Generation Tax, inoltre, guarda al futuro del Paese. Intendiamo utilizzare i proventi della tassazione sulle grandissime ricchezze per fare il più grande investimento pubblico sul futuro che l’Italia abbia mai conosciuto: garantire le migliori opportunità alle giovani generazioni, attraverso gli asili nido pubblici gratuiti, la formazione gratuita dalla culla all'università, i libri di testo gratuiti e il trasporto pubblico locale gratuito per i pendolari.
Vi aspettiamo al banchetto e vi chiediamo una firma per un mondo più giusto. Si può sottoscrivere la proposta anche on line al seguente indirizzo.

08/12/21

Cronaca di un pomeriggio al centro vaccinale


Arrivo al centro vaccinale di Piediripa alle ore 18:00. Non ho prenotato: ho 36 anni e sono un insegnante. Ho fatto la seconda dose lo scorso 26 maggio e, quindi, sono già passati più di sei mesi. Avendo meno di quarant'anni, ho potuto prenotare solo lo scorso mercoledì scorso e le opzioni erano assai poche: il primo posto libero a Piediripa, il centro a me più vicino, è a fine gennaio. Se ho voglia di spostarmi, posso tranquillamente andare a San Benedetto o ad Ancona. Sono pigro, sfido la sorte e vado a Piediripa senza aver prenotato, armato di tanta pazienza e di un buon libro per ingannare la prevedibile e lunga attesa.
All'ingresso non trovo nessuno in coda e l’accettazione scorre via molto rapidamente: giusto il tempo di ricevere un modulo non disponibile nel sito dell'ASUR.
Ho il numero B257. Gli utenti non prenotati in coda sono 58. I medici in servizio sono cinque: quattro si dedicano a chi ha regolarmente prenotato; il quinto smaltisce la fila di chi, come me, è arrivato senza prenotazione. Inizio a leggere, ma dopo un po’ mi fermo: se in sala fosse un po’ più caldo, si starebbe decisamente meglio e così inizio a passeggiare per scaldarmi. E penso tra me e me: ho sbagliato cappotto o è davvero così freddo?
Verso le 19:15 noto che la fila scorre molto più rapidamente: le prenotazioni sono esaurite e così tutti i medici si dedicano a chi non ha prenotato.
Il mio turno arriva alle 19:45. La dottoressa suggerisce Moderna: sono passati più di sei mesi dalla seconda dose, e Moderna dà buone garanzie anche contro la variante Omicron.
È un inatteso colpo di fortuna: la fila per Moderna è molto, molto rapida: due persone davanti a me ed alle 20:15, passati i 15’ di attesa, posso tornare a casa.
E lo faccio convinto che la vaccinazione sia essenziale per sconfiggere la pandemia, e per questo servirebbero più fatti e meno parole: più medici, più infermieri, più operatori. È discutibile, a mio avviso, la possibilità di vaccinarsi a mo’ di open day: sarebbe stata preferibile una prenotazione rigorosa che ricalcasse le priorità delle prime dosi, potendosi avvalere, ora, di mezzi alternativi ed aggiuntivi quali farmacie, medici di base e camper vaccinali.
Non stupisce la scarsa attenzione della Giunta regionale (vale la pena ricordare che la sanità è una materia di competenza regionale) a questi dettagli: Fratelli d’Italia è rimasto l’unico partito a non aver, almeno apparentemente, compreso l’importanza della vaccinazione, dal momento che anche la Lega si è schierata sul fronte del rigore. E le Marche rischiano un Natale in zona gialla: saranno sufficienti i posti letto in rianimazione sfornati a ripetizione dall'assessore Saltamartini, sui quali il Partito Democratico ed Alessia Morani vogliono capire di più?
"R" è un mio studente; lo incontro mentre attendiamo il colloquio con il medico. Sono felice di vederlo: la vaccinazione è un fatto allo stesso tempo individuale e collettivo. Possiamo uscire dalla pandemia tutte e tutti insieme con uno sforzo, appunto, collettivo e dando il buon esempio alle istituzioni che non sembrano all'altezza dei tempi che stiamo vivendo.