16/04/22

Pista da sci. Grandi investimenti a beneficio dei pochi


È così che ne usciremo migliori? Con grandi investimenti a beneficio di pochi?
Credevamo che i fondi del PNRR sarebbero stati destinati a potenziare i servizi pubblici dalla sanità alla scuola, per arrivare all'università, per una politica abitativa del centro storico, per il rilancio di quei settori anche dell'impresa commerciale, turistica e artigianale che hanno sofferto di più con la pandemia e coniugando tutto questo con la riconversione ecologica.
Oggi, invece, scopriamo che il Comune di Macerata ha avviato l’iter per la realizzazione di una pista di sci in sintetico a Fontescodella che non ci trova d’accordo.
Le montagne – quelle vere – distano da Macerata poco più di un’ora di macchina. L’investimento – monetario, di idee e di progetti – andrebbe fatto nella costruzione di un rapporto consapevole e sostenibile con la montagna.
L’entroterra ha sofferto e continua a soffrire i ritardi nella lenta ricostruzione in seguito al terremoto del 2016. Una pista in sintetico può aver senso in quei territori, dove lo sci è cultura storica e sono necessari progetti che facciano vivere quelle zone 365 giorni l’anno. Un impianto simile può essere demandato alla sperimentazione delle università in termini di progettazione di materiali ecocompatibili che magari darebbero ispirazione a nuove start up che portino le Marche finalmente nel terzo millennio.
Tornano in mente le parole di Daniela Santanchè sull'urgenza di un aeroporto a Cortina: parole che misurano la distanza dal paese reale che chiede equità e la possibilità di lavorare, di curarsi, di istruire i figli e le figlie e di respirare un'aria meno tossica.
Il partito di Santanchè è attualmente al governo di Macerata, ma l’auspicio è che le priorità di questa amministrazione possano essere differenti da quelle della senatrice piemontese.

07/04/22

Solidarietà alla CGIL per le intimidazioni ricevute lunedì


Lunedì scorso la sede regionale della CGIL è stata imbrattata da alcuni vandali che hanno lasciato nei muri scritte gravi, offensive e deliranti. Non ci vengono in mente altri aggettivi per definire parole che equiparano i sindacati al nazismo e che continuano a mettere in dubbio il funzionamento dei vaccini contro ogni evidenza scientifica e matematica.
Alla CGIL, alla CISL ed alla UIL vanno la nostra vicinanza e la nostra solidarietà: siamo ben consapevoli che il sindacato sia un pilastro di una democrazia compiuta e la casa dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.
Non esiste democrazia senza sindacato; chi, negli anni bui del ventennio e nel recente passato, ha attaccato una sede sindacale può essere chiamato in un solo modo: fascista.
Allarma e stupisce, invece, la reazione dell’assessore regionale alla sanità di fronte ai fatti di Ancona. Quel che è accaduto lunedì non ha nulla a vedere con la libera espressione costituzionalmente garantita, è un atto intimidatorio vero e proprio che va condannato senza mezzi termini.
È noto come i partiti maggiori della maggioranza del governo regionale – Lega e Fratelli d’Italia – siano quelli che, più di tutti, hanno espresso le posizioni più critiche e contrarie alla vaccinazione, strizzando ben più di un occhio ai novax per ottenerne i voti.
Le recenti dichiarazioni di Saltamartini non fanno eccezione ed a noi marchigiane e marchigiani non resta che sperare che i tempi più duri della pandemia siano davvero alle spalle: è lecito chiedersi cosa sarebbe accaduto nei primi mesi del 2020 se la regione fosse stata governata dal centrodestra; una parziale risposta è arrivata con quel che è successo nell’ultimo anno e mezzo quando le Marche sono state a lungo tra le regioni con più infezioni, ricoveri e decessi e meno vaccinazioni.
Rinnoviamo la nostra piena e totale solidarietà ai sindacati e ribadiamo che certi gesti vanno stigmatizzati senza se e senza ma: la posta in gioco non è un decimale in più o in meno nelle intenzioni di voto, ma la qualità della nostra democrazia e delle nostre vite.