
È così che ne usciremo migliori? Con grandi investimenti a beneficio di pochi?
Credevamo che i fondi del PNRR sarebbero stati destinati a potenziare i servizi pubblici dalla sanità alla scuola, per arrivare all'università, per una politica abitativa del centro storico, per il rilancio di quei settori anche dell'impresa commerciale, turistica e artigianale che hanno sofferto di più con la pandemia e coniugando tutto questo con la riconversione ecologica.
Oggi, invece, scopriamo che il Comune di Macerata ha avviato l’iter per la realizzazione di una pista di sci in sintetico a Fontescodella che non ci trova d’accordo.
Le montagne – quelle vere – distano da Macerata poco più di un’ora di macchina. L’investimento – monetario, di idee e di progetti – andrebbe fatto nella costruzione di un rapporto consapevole e sostenibile con la montagna.
L’entroterra ha sofferto e continua a soffrire i ritardi nella lenta ricostruzione in seguito al terremoto del 2016. Una pista in sintetico può aver senso in quei territori, dove lo sci è cultura storica e sono necessari progetti che facciano vivere quelle zone 365 giorni l’anno. Un impianto simile può essere demandato alla sperimentazione delle università in termini di progettazione di materiali ecocompatibili che magari darebbero ispirazione a nuove start up che portino le Marche finalmente nel terzo millennio.
Tornano in mente le parole di Daniela Santanchè sull'urgenza di un aeroporto a Cortina: parole che misurano la distanza dal paese reale che chiede equità e la possibilità di lavorare, di curarsi, di istruire i figli e le figlie e di respirare un'aria meno tossica.
Il partito di Santanchè è attualmente al governo di Macerata, ma l’auspicio è che le priorità di questa amministrazione possano essere differenti da quelle della senatrice piemontese.
