
Lunedì scorso la sede regionale della CGIL è stata imbrattata da alcuni vandali che hanno lasciato nei muri scritte gravi, offensive e deliranti. Non ci vengono in mente altri aggettivi per definire parole che equiparano i sindacati al nazismo e che continuano a mettere in dubbio il funzionamento dei vaccini contro ogni evidenza scientifica e matematica.
Alla CGIL, alla CISL ed alla UIL vanno la nostra vicinanza e la nostra solidarietà: siamo ben consapevoli che il sindacato sia un pilastro di una democrazia compiuta e la casa dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.
Non esiste democrazia senza sindacato; chi, negli anni bui del ventennio e nel recente passato, ha attaccato una sede sindacale può essere chiamato in un solo modo: fascista.
Allarma e stupisce, invece, la reazione dell’assessore regionale alla sanità di fronte ai fatti di Ancona. Quel che è accaduto lunedì non ha nulla a vedere con la libera espressione costituzionalmente garantita, è un atto intimidatorio vero e proprio che va condannato senza mezzi termini.
È noto come i partiti maggiori della maggioranza del governo regionale – Lega e Fratelli d’Italia – siano quelli che, più di tutti, hanno espresso le posizioni più critiche e contrarie alla vaccinazione, strizzando ben più di un occhio ai novax per ottenerne i voti.
Le recenti dichiarazioni di Saltamartini non fanno eccezione ed a noi marchigiane e marchigiani non resta che sperare che i tempi più duri della pandemia siano davvero alle spalle: è lecito chiedersi cosa sarebbe accaduto nei primi mesi del 2020 se la regione fosse stata governata dal centrodestra; una parziale risposta è arrivata con quel che è successo nell’ultimo anno e mezzo quando le Marche sono state a lungo tra le regioni con più infezioni, ricoveri e decessi e meno vaccinazioni.
Rinnoviamo la nostra piena e totale solidarietà ai sindacati e ribadiamo che certi gesti vanno stigmatizzati senza se e senza ma: la posta in gioco non è un decimale in più o in meno nelle intenzioni di voto, ma la qualità della nostra democrazia e delle nostre vite.
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