28/12/13

Il ParaVerolo - diciassettesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Ultimo appuntamento del 2013 con il ParaVerolo.
La Parata con la "P" maiuscola della diciassettesima giornata è quella di Gianluca Pegolo su Pepito Rossi.
Il portiere dei neroverdi è magnifico nel dire no al destro a giro dell'italo-americano, con un tuffo plastico alla sua sinistra.
Una parata che, però, non è servita al suo Sassuolo a muovere la classifica, visto che la Fiorentina è riuscita ad espugnare lo stadio di Reggio Emilia.
Buone feste! Ci rileggiamo nel 2014!

23/12/13

Il ParaVerolo - sedicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.



Ce l'ha fatta!
Dopo una miriade di interventi significativi, Mattia Perin si aggiudica il ParaVerolo della sedicesima giornata.
Il baby numero uno dei grifoni è in un momento di forma davvero scintillante. Anche domenica scorsa è stato uno dei migliori in campo, capitolando solo a tempo quasi scaduto.
Molto bello l'intervento sul Tanque Denis: un'uscita a valanga che, nonostante l'argentino sia bravo ad alzare la palla, nega al numero diciannove nerazzurro la gioia del goal.

16/12/13

La finanziaria possibile

Articolo pubblicato su Via Libera.



TINA. There is no alternative.
Quante volte, ancora oggi, ci viene ripetuto lo slogan coniato da Margaret Thatcher, per indicarci come non ci siano alternative alle politiche ed alle scelte che, ad ogni livello, vengono compiute?
Il risultato è un dibattito monco, dove le voci dissenzienti vengono derubricate al disfattismo di chi non avrebbe a cuore il destino dell'Italia.
È davvero così? Davvero non ci sono alternative a quello che, quotidianamente, viviamo? E davvero le voci fuori dal coro sono le voci di chi gioca allo sfascio?
In questi giorni il Parlamento sta analizzando la legge di stabilità. Votata dal Senato lo scorso 26 novembre, ora la discussione si è spostata alla Camera.
Non mancano, come sempre, le polemiche e le discussioni relative agli effetti che tale legge produrrà una volta che sarà approvata: basti citare la confusione che regna in materia di imposizione immobiliare comunale. Che ne sarà dell'IMU? E della TARES?
Come molto spesso è avvenuto negli ultimi tempi, la politica scarica le colpe della sua incapacità di decidere e di prendere una direzione chiara sui cittadini.
Questa volta, però, un'alternativa esiste.
Il merito va attribuito alla campagna Sbilanciamoci! che – si legge nel sito – si impegna “a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo fondato sui diritti, l’ambiente, la pace”. Ogni anno, in questo senso, viene pubblicato il Rapporto Sbilanciamoci! come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente, anche noto come ControFinanziaria. Si tratta, di fatto, di una legge finanziaria altra e diversa rispetto a quella votata dalle Camere, ispirata ai valori propri della campagna Sbilanciamoci!.
Lo scorso 28 novembre è stata presentata l'edizione 2014 del rapporto. Si tratta della ControFinanziaria numero quindici. Una contromanovra che affonda le sue radici in una critica forte e radicale alle politiche che l'Unione Europea sta imponendo e che gli stati membri stanno adottando senza colpo ferire.
Si diceva che l'austerità fosse la strada maestra per uscire dalla crisi. In realtà, questi anni di tagli e sacrifici stanno aggravando la situazione, ed all'orizzonte, nonostante tante belle parole, non si vedono miglioramenti.
La gestione di alcuni capitoli di spesa, tra l'altro, era stata anticipata dal libro “Sbilanciamo l'economia. Una via d'uscita dalla crisi”, scritto a quattro mani da Giulio Marcon (già coordinatore della campagna Sbilanciamoci!, oggi deputato eletto nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà) e Mario Pianta (docente di Politica economica all'Università di Urbino e fondatore, insieme ad altri, della campagna Sbilanciamoci!).


Il testo, molto interessante e dettagliato, si sofferma sulle criticità che sta vivendo il sistema economico attuale e propone sette strade da intraprendere per uscire dalla crisi: dal superamento del PIL alla necessità di rimodulare la spesa pubblica, da una tassazione più equa ad uno sviluppo equo e sostenibile, fino ad arrivare alla valorizzazione dei beni comuni.
Sbilanciamoci!, allora, con la sua ControFinanziaria (disponibile a questo link) ci spiega come non sia affatto vero che non vi siano alternative alle politiche economiche in corso.
Le alternative esistono, e sono molto più fattibili e concrete di quanto, a volte, si possa pensare.

D'altro canto, chi ha stabilito che gli F35 siano una priorità di questo paese, a discapito – ad esempio – della messa in sicurezza del territorio?

13/12/13

Il ParaVerolo - quindicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Da più parti (e non da oggi) mi vengono segnalate le ottime prestazioni di Mattia Perin.
Vero, verissimo. Il portiere genoano sta riscattando con ottime prestazioni una prima parte di stagione incerta, che aveva spinto il Genoa a cautelarsi ingaggiando l'ex laziale Bizzarri.
Anche stavolta, però, il nome che scelgo è un altro. La parata della settimana è quella di Francesco Bardi.
Il numero uno amaranto ingaggia una personalissima sfida con Mario Balotelli. Un confronto che lo vede poco attento nella prima marcatura del rossonero ed incolpevole nel bolide scagliato dal numero 45 per il definitivo 2-2. Bardi, però, è bravissimo a respingere il destro al volo a colpo sicuro dell'ex interista. Una parata che, a conti fatti, vale due (pesantissimi) punti sulla strada della salvezza.

08/12/13

Il ParaVerolo - quattordicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


"Una porta blindata", secondo il cronista della sintesi di Juventus vs Udinese che ho trovato nel canale YouTube della Serie A.
Senza Andrea Pirlo, la Juventus fatica più del dovuto per avere ragione di un'Udinese nient'affatto a suo agio nei panni della vittima sacrificale.
Ai campioni d'Italia in carica serve il Gigi Buffon dei tempi d'oro per portare a casa tre punti che alimentano il primo tentativo di fuga dei bianconeri.
Serve, in particolare, quando, da terra, è reattivo nel respingere il tap-in a colpo sicuro di capitan Di Natale, salvando, così, il momentaneo 0-0.
Off topic: avete visto il tacco con il quale, nell'azione citata, Di Natale si è liberato di Bonucci?

06/12/13

Eletta la nuova assemblea provinciale della federazione di Macerata di SEL

Articolo pubblicato nel blog di SEL Macerata.


Sabato 30 novembre, presso la sala conferenze dell'Hotel Claudiani, si è tenuto il secondo congresso provinciale di Sinistra Ecologia Libertà.
Esildo Candria, coordinatore provinciale uscente, ha aperto i lavori con una relazione introduttiva in cui ha tirato le somme del suo mandato, preannunciando l'intenzione di lasciare l'incarico in altre mani. Un intervento lungo ed articolato, il suo, che alle questioni locali ha affiancato le problematiche e le criticità di una situazione nazionale tutt'altro che fluida.
Ai saluti di rito delle forze politiche, associative e sindacali ospiti del congresso è seguito il dibattito. Gli interventi si sono focalizzati tanto sul documento congressuale di Nichi Vendola quanto sulla relazione di Esildo Candria.
Dopo la discussione di alcuni emendamenti ed ordini del giorno, l'assemblea congressuale ha votato i nuovi componenti dell'assemblea provinciale e della commissione di garanzia ed i delegati che parteciperanno al congresso regionale ed a quello nazionale.
La commissione elettorale, nella composizione di tutte le liste, ha rispettato – come da statuto – il vincolo della parità di genere: il primo di una lunga serie di passi per una vera riforma della politica.
La nuova assemblea provinciale risulta così composta: Maria Grazia Pierluca, Claudio Mazzalupi, Francesco Rocchetti, Giampaolo Cingolani, Roberto Acquaroli, Valerio Calzolaio, Pilli Carloni, Livia D'Andrea, Paola Medori, Pierpaolo Tartabini, Michele Verolo, Valentina Zega, Esildo Candria, Manuela Fiorentino, Alessandro Palestrini, Nadia Bratus, Antonio Bravi, Daniele Cardinali, Giulia Sophia Coppari, Claudio Stura, Alessandra Aronne, Patrizia Manganaro, Elisabetta Ballini, Stefania Monteverde, Giorgio Cacchiarelli.
L'assemblea provinciale, tra l'altro, sarà chiamata ad eleggere il nuovo coordinatore provinciale.
La commissione di garanzia, invece, è composta da: Lorenzo Marconi, Americo Eugeni e Moira Giusepponi.
I delegati al congresso regionale (che si terrà domenica 15 dicembre ad Ancona) sono: Stelvio Antonini, Michele Verolo, Francesco Rocchetti, Esildo Candria, Alessandro Palestrini, Manuela Fiorentino, Alessandra Aronne, Elisabetta Ballini, Stefania Monteverde, Paola Medori.
Infine, i delegati al congresso nazionale (previsto a Riccione dal 24 al 26 gennaio) sono: Esildo Candria, Claudio Stura, Paola Medori e Manuela Fiorentino.

29/11/13

Il ParaVerolo - tredicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Primo appuntamento con il ParaVerolo in questo blog.
Si parte, un po' a sorpresa, con il cagliaritano Vlada Avramov.
In Serie A ha sempre vestito i panni del numero dodici, tanto che, dal 2007 ad oggi, ha disputato solo dieci partite nella massima competizione italiana.
A Cagliari gioca uno dei portieri italiani più interessanti, Michael Agazzi. Avramov è il suo vice, ma pochi giorni fa è stato tesserato l'ex Real Madrid Adan: il numero uno bergamasco è in scadenza di contratto, e radio mercato lo dà già in parola con la Fiorentina di Montella.
La situazione è tutt'altro che fluida: l'ottima prestazione di Avramov contro la Roma lo aiuterà a scalare qualche posizione nelle gerarchie di Lopez?
Il portiere slavo è stato l'autentico protagonista del posticipo di lunedì sera, con alcune parate davvero notevoli. Su tutte, lo splendido volo per deviare in corner l'esterno destro di Maicon.

27/11/13

La democrazia delle primarie

Articolo pubblicato su Via Libera.


L'indimenticabile Giorgio Gaber cantava:
“La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.”
Nell'età della personalizzazione della politica, come si può declinare il concetto di partecipazione? Quali sono le forme più efficienti ed efficaci per avvicinare le donne e gli uomini alla politica?
Da qualche anno, anche in Italia come già negli Stati Uniti, è stata giocata la carta delle elezioni primarie: si tratta di una consultazione nella quale i simpatizzanti di un partito o di una coalizione sono chiamati a sceglierne il leader.
Come parzialmente accennato, le primarie sono un caposaldo della democrazia americana, dove sono utilizzate tanto dai democratici quanto dai repubblicani per determinare il candidato alla presidenza della Repubblica.
In Italia, invece, sono state prevalentemente proposte dai partiti che fanno riferimento alla coalizione del centrosinistra.
Il loro ingresso nella scena politica nazionale risale al 2005, quando Romano Prodi è stato incoronato leader de l'Unione. Qualche anno più tardi, invece, Walter Veltroni ha conquistato la segreteria del neonato Partito Democratico. Due ratifiche, o poco più, a causa dell'assenza sostanziale dell'assenza di candidati realmente in grado di impensierire i candidati largamente favoriti.
Non sempre, però, le cose sono andate così. A volte le primarie hanno scompaginato i piani delle classi dirigenti: basti pensare ai casi di Nichi Vendola in Puglia, Matteo Renzi al comune di Firenze o Giuliano Pisapia a Milano.
Molto spesso i gazebo delle primarie sono stati utilizzati come una metafora della partecipazione. È davvero così? O la partecipazione è qualcosa di più?
In questo senso, l'ultima stagione referendaria ha segnato, con tutta probabilità, uno spartiacque: i cittadini vogliono tornare ad essere protagonisti, e non si accontentano più di scegliere un leader a cui delegare in bianco (o quasi) la gestione di un partito, di un comune, di una provincia, di una regione o dello stato.
Cosa sono, allora, oggi le primarie?
La domanda assume un rilievo maggiore se si pensa alle vicende di Italia Bene Comune. Le regole della consultazione chiamata a scegliere chi, tra Bersani, Renzi, Tabacci e Vendola, avesse dovuto guidare il centrosinistra alle ultime elezioni politiche, sono state oggetto di confronto, a volte anche duro. L'accusa, mossa soprattutto da Matteo Renzi, era quella di aver scritto un regolamento troppo restrittivo che, di fatto, ha finito per scoraggiare i potenziali elettori.
Oggi le primarie sono, di nuovo, uno dei temi all'ordine del giorno del dibattito politico nazionale. Tra pochi giorni, infatti, i simpatizzanti del Partito Democratico saranno chiamati a votare il nuovo segretario.
Ancora una volta, va detto, è stato scelto un regolamento abbastanza complicato e burocratico. L'ultimo passaggio, in questo senso, è stata la convenzione che ha chiamato gli iscritti a votare il loro segretario.
Tre, a mio avviso, sono i dati emersi.
La maggioranza relativa dei consensi è andata a Matteo Renzi: risultato tutt'altro che scontato, dato che il sindaco di Firenze è stato spesso accusato di strizzare l'occhio più ai suoi avversari che ai suoi iscritti.
Nonostante una copertura mediatica schiacciata sul dualismo tra Renzi e Cuperlo, Civati e Pittella si attestano, complessivamente, attorno al 15%.
Infine, colpisce il dato relativo alla partecipazione: si è recato alle urne il 55% degli aventi diritto. Le cause possono essere molteplici: la disaffezione, sempre più crescente, dalla politica o la delusione degli iscritti del Partito Democratico che faticano a riconoscersi nelle scelte fatte dai loro dirigenti (si pensi a quanto successo durante le elezioni del Presidente della Repubblica e la formazione del nuovo governo o, in ultimo, durante il caso Cancellieri).
Resta, però, in evasa una domanda: se i gazebo si svuotano, a cosa servono, oggi, le primarie?

26/11/13

SEL Macerata: verso il congresso provinciale

Post pubblicato nel blog di SEL Macerata.


Sabato 30 novembre si terrà il congresso provinciale della federazione di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà.
L'appuntamento è alla sala conferenze dell'Hotel Claudiani. I lavori inizieranno alle ore 15:30; le votazioni alle 16:00.
Il congresso è aperto.
Siete tutt* invitat* a partecipare.

20/11/13

Una Lube scintillante nella prima parte di stagione

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Domenica 17 novembre. È la prima domenica di questa stagione senza pallavolo. La Grand Champions Cup è alle porte (la manifestazione inizierà martedì; l'Italia debutterà contro la Russia) ed il campionato si ferma per lasciare spazio alla nazionale.
Il primissimo scorcio di stagione ha regalato una Cucine Lube Banca delle Marche Macerata davvero in palla.
Eppure il debutto non era stato dei migliori. L'Itas Diatec Trentino, nonostante il ridimensionamento operato nel mercato, non ha avuto problemi a sbarazzarsi di una Lube apparsa svogliata e sottotono, riuscendo, così, a mettere in bacheca il primo trofeo stagionale (la Supercoppa italiana).
Poi, però, i maceratesi (fino a quando potremo definirli tali?) hanno cambiato marcia: otto vittorie su otto partite (cinque in campionato e tre in Champions' League), un rullino di marcia che vale il primo posto in entrambe le competizioni.
Notevoli, su tutte, le vittorie casalinghe in Europa contro Kazan e Novosibirsk.
È, ovviamente, troppo presto per trarre conclusioni che sarebbero affrettate. Però queste prime partite stanno evidenziando come il lavoro di Alberto Giuliani stia iniziando a dare i suoi frutti.
I nuovi acquisti (Michele Baranowicz e Bartosz Kurek) si stanno integrando benissimo nel mondo Lube.
Il giovane palleggiatore italiano, a mio avviso, è la rivelazione di questa prima parte di stagione. Le ottime prestazioni fornite gli sono valse la chiamata di Mauro Berruto per l'imminente Grand Champions Cup. E dovrebbero valergli anche una maglia da titolare: un po' di sana ed onesta competizione gioverebbe anche all'attuale palleggiatore titolare, Dragan Travica.
Lo schiacciatore polacco è, con tutta probabilità, il colpo con la “C” maiuscola dello scorso mercato. È la spina nel fianco delle ricezioni e delle difese avversarie.
I “vecchi” si stanno confermando sui livelli di loro competenza.
Una menzione particolare la merita Jiri Kovar: reduce da una stagione passata quasi interamente a guardare gli altri giocare, ora sta trovando molto spazio (anche grazie all'infortunio di Simone Parodi) e sta lentamente (ma non troppo) tornando ai livelli che gli sono valsi il premio di MVP nella finale scudetto di due anni fa.

L'appuntamento con la Serie A1 è per mercoledì 27 novembre: la Lube sarà di scena a Vibo Valentia per proseguire il suo cammino verso... La meta, scaramanticamente, resta ignota!

13/11/13

Il crowdfunding. Il prestito oltre le banche

Articolo pubblicato su Via Libera.


L'accesso al credito è un problema che riguarda sempre più persone. E, soprattutto, è una questione che, anche a causa della crisi, è arrivata nei paesi occidentali.
Molte banche, ormai, stanno chiudendo i rubinetti. Così, prendere in prestito il denaro diviene sempre più complesso.
Come fare, allora, a soddisfare le necessità delle tante persone e delle altrettanto numerose imprese (soprattutto di piccole dimensioni) che hanno bisogno di denaro per avviare i loro progetti?
Negli ultimi anni sono nate e cresciute alcune alternative che si muovono proprio in questo senso. Una delle novità più recenti è rappresentata dal crowdfunding.
Via Libera ne aveva già parlato l'anno scorso. Letteralmente, è la fusione dei termini inglesi crowd (folla) e funding (finanziamento). Si tratta, dunque, di una sorta di finanziamento dal basso, in cui ciascuno può scegliere di destinare una somma di denaro (non necessariamente elevata) al finanziamento di un progetto. Le transazioni avvengono nel web, tramite appositi portali che raccolgono i programmi finanziabili.
Il crowdfunding si è sviluppato principalmente nel Nord America. Ora sta approdando in Europa e l'Italia è stato il primo paese ad approvare, lo scorso luglio, un regolamento che disciplina la “gestione di portali per la raccolta di capitali per le start-up innovative" e le "offerte attraverso portali per la raccolta di capitali”. Il regolamento è perfezionabile, ma ci sono tutte le premesse affinché l'Italia sia e resti protagonista di questa partita. Per dirla in termini economici, c'è un vantaggio competitivo che l'Italia deve essere brava a mantenere e valorizzare.
Recentemente il crowdfunding è balzato agli onori della cronaca grazie alle vicende che hanno interessato il Festival Internazionale del Giornalismo.
In un primo momento sembrava che i giorni della kermesse giornalistica fossero agli sgoccioli: tante e troppe le difficoltà incontrate nell'accumulare un budget che consentisse di dar vita ad un festival all'altezza della fama dell'evento e delle aspettative generate dalle edizioni passate. A mettere in difficoltà Arianna Ciccone e Chris Potter – ideatori del Festival – è stato soprattutto il taglio dei finanziamenti in arrivo, a vario titolo, dal pubblico e dagli sponsor istituzionali.
Ecco, allora, la decisione brusca ed apparentemente irreversibile: il festival chiude i battenti. Stop at the top, riprendendo le parole di Chris Potter.
A poche settimane di distanza arriva il ripensamento: l'ijf non lascia. Anzi, raddoppia. I tagli ai finanziamenti in arrivo dal settore pubblico vengono sopperiti da alcune sponsorizzazioni private e dal crowdfunding.
Un'esperienza per certi aspetti simile esiste anche nel nostro territorio. Via Libera ne ha parlato recentemente. Una parte dell'Hamlin Fest sarà finanziata proprio tramite il ricorso al crowdfunding.
Sono stati fissati anche degli obiettivi, ma il loro raggiungimento è ancora lontano. Entrambi i progetti hanno raccolto circa il 25% del budget previsto. Ma se le donazioni per l'ijf chiudono tra quasi tre mesi, la scadenza di quelle per l'Hamlin Fest è alle porte, mancando meno di un mese al termine fissato.

12/11/13

Il ParaVerolo - dodicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Sarò sincero.
Avrei premiato anche questa settimana Pepe Reina (ottimo su Pogba e Bonucci).
Uso il condizionale perché, essendo ancora alle prime settimane, ho pensato di segnalare portieri differenti.
Niente Reina, allora. Però restiamo a Torino. Sì, perché Gigi Buffon ha disputato, finalmente, una partita alla Buffon.
Reattivo, nel fare due passi alla sua destra prima del volo a deviare in corner la punizione di Insigne. Istintivo, nel respingere il tentativo del numero ventiquattro azzurro.
Alcune incertezze del numero uno della nazionale avevano fatto prematuramente scattare l'allarme in vista dei mondiali del 2014. Ma c'è da scommettere che per Gigi l'ora della pensione sia ancora lontana!

09/11/13

Il ParaVerolo - undicesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Premio di consolazione (molto, molto) virtuale per Morgan De Sanctis. Domenica sera a Torino ha perso l'imbattibilità per mano di Alessio Cerci. La parata sul sinistro al volo di Riccardo Meggiorni, però, gli vale il ParaVerolo dell'undicesima giornata. L'ex attaccante interista si coordina benissimo ed esplode un sinistro al volo potente e preciso, ma il portiere giallorosso è reattivo e riesce a respingere alla grande la conclusione del numero sessantanove granata.

08/11/13

L'Italia, l'Europa e lo spread dei diritti civili

Articolo pubblicato su Via Libera e nel blog di SEL Macerata.


C'è stato un tempo, neanche molto lontano, in cui la richiesta di una qualche forma di riconoscimento delle unioni omosessuali era una prerogativa delle forze della sinistra radicale. È, questo, un argomento sul quale l'Italia ha accumulato un notevole ritardo rispetto alle legislazione di altri stati. Limitando lo sguardo alla sola Europa, i Paesi Bassi sono stati, nel 2001, il primo paese a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nel corso degli anni l'esempio olandese è stato seguito da numerosi stati che, con varie sfumature, hanno adottato provvedimenti legislativi volti a cercare di equiparare le coppie omosessuali a quelle eterosessuali: in alcuni paesi si fa esplicito riferimento al matrimonio; altri, invece, si limitano a riconoscere differenti tipologie di unioni civili. Francia e Gran Bretagna sono gli ultimi paesi ad aver legiferato in questo settore. La Francia ha riconosciuto alle coppie omosessuali sia la possibilità di sposarsi che quella di adottare figli. Il Regno Unito ha, invece, varato un provvedimento differente, che riconosce le unioni civili senza parlare di matrimonio. Anche oltreoceano si sono fatti passi da gigante: in questo senso, uno degli ultimi è stata la notizia dell'incostituzionalità del Defense of Marriage Act: la Corte Suprema statunitense ha stabilito che i matrimoni gay contratti negli stati americani in cui sono permessi hanno valore legale in tutti gli altri, anche in quelli in cui non sono espressamente previsti. È da notare come, ormai, il tema sia particolarmente e fortemente sentito dall'opinione pubblica. Prova ne è proprio quanto successo in Francia e Regno Unito, dove due governi di due fazioni politicamente avverse (in Francia governano i socialisti, mentre in Gran Bretagna vi sono i conservatori) hanno, entrambi, lavorato in una direzione sostanzialmente simile. Lo stesso non si può dire dell'Italia. La necessità e l'urgenza di fronteggiare la crisi economica sono alibi sempre validi per rinviare ad un futuro non meglio precisato un serio ed approfondito dibattito sulla regolamentazione delle coppie di fatto (eterosessuali ed omosessuali). Insomma: non è mai l'ora del riconoscimento dei diritti civili. Qualcosa, tuttavia, sta cambiando. Archiviate le poco felici stagioni dei PACS e dei DICO (acronimi che, almeno da noi, non hanno saputo dare risposte), alcuni comuni hanno approvato un registro per le unioni civili. I ricordi corrono a Milano, dove, qualche mese fa, tale registro è stato adottato al termine di un consiglio comunale infinito. La strada per arrivare a riconoscere la piena cittadinanza a tutte le coppie è ancora molto lunga. È innegabile, però, che un primo, piccolo passo sia stato compiuto. E se, dopo Milano (e molte altre città), toccasse a Macerata?

05/11/13

Di omofobia si muore! Cosa fanno le istituzioni?

Comunicato stampa pubblicato nel blog di SEL Macerata.


I diritti civili, in Italia, sono, da troppo tempo, lasciati in disparte.
"Non sono una priorità", "non aiutano la crescita"... Queste, ed altre ancora, sono le argomentazioni di chi intende sviare certi discorsi.
I fatti di cronaca, però, sembrano smentire un simile approccio.
Per questo motivo il circolo di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà ha organizzato un incontro con l'onorevole Alessandro Zan, promotore (a Padova) del primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto sia alle coppie omosessuali che eterosessuali.
Il tema attorno al quale ruoterà il dibattito è quello dell'omofobia.
L'omofobia uccide: è ancora fresco il ricordo di Simone, il ragazzo sucidatosi pochi giorni fa a Roma perché omosessuale. Cosa fanno, in un simile scenario, le istituzioni? Come e dove possono migliorare il loro operato per renderlo più incisivo? Cosa bisogna fare, invece, dal punto di vista culturale?
All'incontro parteciperanno anche Nazzarena Agostini (sindaca di Appignano del Tronto), Germana Pietrani Sgalla (Arci Regione Marche) e Francesco Rocchetti (SEL Macerata).
L'appuntamento è per venerdì 8 novembre, alle ore 18:30, presso la sala conferenze dell'Hotel Claudiani.
Altre informazioni sono disponibili su Facebook.

01/11/13

Il ParaVerolo - decima giornata

Post pubblicato in Ti Amo Campionato.


Pepe Reina sembrava essere arrivato a Napoli quasi per caso. Morgan De Sanctis era (ed è, guardate dov'è la sua Roma) un portiere di sicuro e totale affidamento. Ma il mercato, si sa, è imprevedibile: in Campania arriva il giovane Rafael. L'investimento è pesante, ma proiettato al futuro. Ciò nonostante, il portiere abruzzese si sente messo in disparte, ed accetta l'offerta della Roma. La società partenopea ha bisogno di una chioccia che faccia maturare con calma l'ex giocatore del Santos. Viene corteggiato a lungo Julio Cesar, ma l'affare non va in porto. Rafa Benitez, allora, si ricorda del portiere che ha fatto le sue fortune nei suoi anni a Liverpool. La trattativa va in porto dopo pochi giorni: Reina arriva in prestito, con un contratto in scadenza a giugno e tante voci che lo vogliono già in parola con il Barcellona per la stagione 2014-2015. Quello che accadrà in futuro è, ovviamente, da vedere. Quello che è certo, invece, è che Reina sta onorando al meglio la maglia azzurra numero 25. Neutralizza con freddezza il primo rigore sbagliato da Mario Balotelli nella sua carriera. E c'è il suo zampino nella vittoria del suo Napoli a Firenze. Alcuni suoi interventi sono davvero notevoli. Molto bella, in particolare, la parata su Pepito Rossi. L'italo-americano punta il palo lontano ed arma il suo sinistro, ma Reina è straordinario nel deviare la palla in calcio d'angolo. Permettetemi, in via straordinaria, di fare altri due nomi. Il primo è quello di Francesco Bardi: il portiere del Livorno merita la medaglia d'argento per la bella parata sul destro al volo di Barreto. Buone nuove per l'Inter (proprietaria del suo cartellino), che potrebbe avere in casa l'erede di Samir Handanovic. Il secondo è quello di Michael Agazzi: la goffa respinta che origina il primo goal del Bologna è degna di un giocatore di pallavolo: Simone Parodi è infortunato, potremmo fare il nome del ventinovenne cagliaritano alla Lube Banca Marche Macerata (o Civitanova che dir si voglia).

31/10/13

Il ParaVerolo - nona giornata

Post pubblicato in Ti Amo Campionato.


La decima giornata è alle porte (anzi: sta entrando), ma non si può archiviare la nona senza prima assegnare il ParaVerolo! Questa settimana premio Mattia Perin. L'anno scorso, al debutto in Serie A con la maglia del Pescara, ha finito per perdere il ruolo di titolare in favore del più esperto Pelizzoli. Torna al Genoa, e la cessione di Frey gli spalanca le porte dell'undici titolare. L'inizio di campionato è un po' incerto, al punto che la società, a fine agosto, si cautela acquistando l'ex laziale Bizzarri. Se il Genoa limita il passivo con il quale esce dallo Juventus Stadium, buona parte del merito va al portierino, molto bravo in alcune circostanze. Segnalo, in particolare, la smanacciata su un cross arrivato dalla fascia e la prontissima risposta al tap-in provato (quasi) a colpo sicuro da Llorente.

26/10/13

Il ParaVerolo - ottava giornata

Post pubblicato in Ti Amo Campionato.


Inauguro il mio spazio relativo alla migliore della giornata. Questa settimana mi sento di premiare il giovane Gabriel Vasconcelos Ferreira. Il Milan arranca; Abbiati non convince totalmente. I guai fisici del portiere rossonero e del suo vice Marco Amelia spalancano le porte della prima squadra al ventenne Gabriel, che si fa notare con una splendida parata su una punizione di Di Natale: un paio di passi alla sua destra ed un volo a deviare sulla traversa il destro del capitano friulano. Una menzione anche per l'interista Juan Pablo Carrizo. Entrare a freddo non è mai facile, ma lui lo fa alla grande ipnotizzando Cerci e parando il suo rigore.

25/10/13

#lastradagiusta. Proposte della sinistra per l'Europa, per i giovani, per il lavoro

Articolo pubblicato nel blog di SEL Macerata.


Chi ha tempo non aspetti tempo. Ecco, allora, che Sinistra Ecologia Libertà lancia la sua campagna politica in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo previste l'anno prossimo. La Strada Giusta è quella che porta all'Europa del Social Compact, ad un'Europa “madre di un nuovo modello economico che vada al di là dell'austerità e dei vincoli di bilancio, verso la piena e buona occupazione, i diritti di cittadinanza, la giustizia sociale”. La Strada Giusta – si legge nel documento di lancio della campagna – conduce, finalmente, ad un'Europa politica, che ricostruisca “uno spazio pubblico di diritti e dignità, di promozione e tutela dei beni comuni, acqua, cibo, salute, aria, saperi e non della loro mercificazione”. La Strada Giusta verrà presentata a Macerata giovedì 24 ottobre, nel corso di un incontro pubblico nel quale interverrà l'on. Lara Ricciatti, eletta nelle liste marchigiane di Sinistra Ecologia Libertà nel corso delle ultime elezioni politiche. Lara, con i suoi ventotto anni, può essere considerata una mosca bianca in un Parlamento in cui abbondano donne e uomini con molti mandati alle spalle. Attualmente è nella commissione politiche dell'Unione Europea. Al centro del dibattito saranno le proposte della sinistra su tre temi: Europa, giovani e lavoro. L'incontro, promosso dal circolo cittadino di SEL e dall'associazione “A Sinistra per l'Italia, si terrà alle ore 21:00 presso il Cantiere Sociale (vicolo Monachesi, ex circoscrizione centro storico, dietro al Pozzo). Parteciperanno anche Francesco Interlenghi, Michele Verolo (SEL Macerata) e Flavio Arzarello (A Sinistra per l'Italia).

20/10/13

SEL, il centrosinistra, il PSE. Verso il secondo congresso nazionale

Articolo pubblicato nel blog di SEL Macerata e su ApritiSEL.


Non ho vissuto in prima persona la nascita di Sinistra Ecologia Libertà.
Ricordo, però, lo slogan che ha accompagnato la trasformazione dell'associazione “Per la Sinistra” in SEL: “riaprire la partita”.
La partita era la ricomposizione di un centrosinistra in cui, anche tramite il meccanismo delle primarie per l'elezione del candidato premier, spostare l'asse della coalizione a sinistra ed offrire agli elettori ed al paese una proposta di governo davvero alternativa e progressista.
Il giochino, a mio modo di vedere, si è inceppato con l'insediamento di Monti a Palazzo Chigi. Fin lì, la scena politica italiana era sostanzialmente dominata da un bipolarismo incentrato su due partiti (gli attuali Partito Democratico e Popolo della Libertà) attorno ai quali si costruivano i due schieramenti. Ai margini, soprattutto prima dello strappo di Veltroni, restava poco.
L'ingresso sulla scena della politica italiana di Mario Monti segna una svolta: gli avversari politici di ieri diventano gli alleati di oggi.
Il progetto originario di SEL entra, in parte, in crisi: i discorsi del 2010 hanno ancora senso? Sono ancora attuali? Stando ai risultati delle ultime elezioni politiche, gli elettori sembrerebbero aver risposto negativamente: la vittoria del centrosinistra è stata solo numerica: sono mancati i numeri per avere una salda maggioranza politica.
Quello che è successo dopo (la conferma di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, la nascita del governissimo) è un'ulteriore mazzata alle buone intenzioni di SEL.
Le politiche messe in campo dal governo Letta ricalcano quelle del suo predecessore. L'unica differenza sembra essere la presenza dei politici ai posti di comando in luogo dei tecnici.
Il secondo congresso di Sinistra Ecologia Libertà è un crocevia fondamentale per il futuro di SEL e della sinistra italiana. Per questo è auspicabile una discussione franca e leale, senza prese di posizioni aprioristiche.
Questo discorso vale, a mio avviso, per due questioni su tutte: il rapporto con il Partito Democratico (ed il centrosinistra) e quello con il Partito del Socialismo Europeo.
L'operato di Letta dovrebbe mettere in guardia chi crede che il PD sia forzatamente nel destino di SEL: si pensi, ad esempio, alla questione relativa all'articolo 138 della Costituzione: un tema per il quale siamo scesi in piazza non più tardi di sabato scorso.
Un discorso analogo può essere fatto per il PSE: molti suoi pezzi sembrano subire i diktat neoliberisti imposti (più o meno direttamente) dalla Banca Centrale Europea e si accodano a forze che si richiamano al Partito Popolare Europeo per formare grandi coalizioni dai (molto spesso) piccoli risultati. È, questo, il destino dell'SPD tedesco o del PASOK in Grecia. E va aggiunto che Hollande, in Francia, sta deludendo le attese di chi credeva che la Merkel potesse trovare nel leader socialista un ostacolo alla “germanizzazione” dell'Unione Europea.
Il congresso può (e, per molti aspetti, deve) essere il luogo in cui questi discorsi vengono affrontati. Il documento presentato dalla presidenza è un buona base di partenza. Condivido ed apprezzo il lavoro svolto dalle compagne e dai compagni che hanno lavorato ad alcuni emendamenti finalizzati a migliorare il testo. Sottolineo, su tutti, quelli presentati da Edoardo Mentrasti e Fulvia Bandoli, che si concentrano proprio sui rapporti con PD e PSE.
Nelle dichiarazioni precedenti il voto di fiducia al governo Letta alla Camera, Gennaro Migliore ha dichiarato che SEL si sarebbe schierata all'opposizione delle larghe intese, insieme al paese.
Ecco, a me piacerebbe che SEL riparta da lì, con una proposta politica incentrata sulla crisi e sulle sempre più necessarie vie d'uscita più che sulle alchimie di palazzo.
La partita del 2010, probabilmente, si è chiusa. Altrettanto probabilmente l'abbiamo persa. È giunto il tempo di riaprirne una nuova: al fianco dell'Italia migliore.

09/10/13

#laviamaestra: il 12 ottobre in piazza per la Costituzione

Articolo pubblicato su Via Libera.



“Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.”
Le parole che chiudono il testo dell'appello lanciato da Lorenza Carlassarre, don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky spiegano il senso dell'appuntamento previsto per sabato 12 ottobre a Roma.
Dare, finalmente, piena attuazione alla carta costituzionale. È questa la richiesta che i promotori avanzano ad un governo che, invece, sembra vedere nella Costituzione un testo non più attuale e, pertanto, da riformare.
Sono almeno due i governi che, in tempi recenti, hanno provato, a volte riuscendoci, a modificare l'impianto costituzionale.
La riforma del 2005 (che, tra le altre cose, indirizzava l'Italia sulla strada del presidenzialismo) è stata bocciata dai cittadini con il referendum confermativo del giugno 2006.
Nel mese di aprile del 2012, invece, è stato introdotto nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio: una forzatura che, di fatto, ha finito per mettere fuori legge una teoria economica pienamente legittima.
Ora il governo delle larghe intese ha dato il via ad un progetto di riforma costituzionale che mette in pericolo l'articolo 138 della Costituzione.
Il testo attuale prevede una procedura rinforzata per modificare il testo della Costituzione. Il governo, invece, ha varato un disegno di legge che istituisce il Comitato parlamentare dei quaranta per le riforme costituzionali.
“Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione.”
La Costituzione, allora, non è né può essere una camicia di forza che limita l'operatività dei Parlamenti e dei Governi (è di quest'estate la notizia secondo cui JP Morgan auspicherebbe una revisione delle costituzioni europee in quanto sarebbero troppo legate all'antifascismo e garantirebbero troppi diritti). Al contrario, la Costituzione dovrebbe essere la stella polare di ciascuno di noi.
Alla manifestazione di sabato hanno aderito numerose realtà attive in Italia: l'elenco è ampio; si va da alcuni partiti (Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani) a molte associazioni come Emergency, FIOM CGIL, FLC CGIL ed ALBA.
A livello locale si segnala l'adesione del sindacato studentesco Officina Universitaria.

Partirà un pullman da Macerata; informazioni e prenotazioni al numero 0733245711.

05/10/13

La Lube, Macerata e Civitanova. Il triangolo pericoloso della pallavolo maceratese

Articolo pubblicato su Via Libera.



Cronaca di una separazione (più o meno) annunciata.
A partire dalla stagione 2014-2015, la Lube Banca delle Marche Macerata saluterà il capoluogo di provincia per trasferirsi a Civitanova.
La notizia, concretizzatasi pochi giorni fa, ha fatto discutere, e c'è da giurare che passerà ancora del tempo prima che scenda il silenzio su questa storia.
È essenzialmente uno il motivo che ha portato allo strappo: l'inagibilità del Fontescodella per l'ultima fase del campionato italiano (semifinale e finale dei playoff Scudetto) e per la Champions League. In passato la Lube è stata costretta ad abbandonare Macerata ed a giocare, di fatto, la fase decisiva della stagione in trasferta.
È difficile stabilire se e quanto questa situazione ha pesato sul palmares della società: curiosamente, il primo campionato vinto dalla Lube è stato quello in cui la squadra ha giocato le ultime partite casalinghe in ben tre città: Ancona, Osimo e Pesaro.
I giorni della separazione sono anche quelli in cui sono volati gli stracci tra la dirigenza della Lube ed il sindaco di Macerata. La classe politica maceratese non ha saputo, in tutti questi anni, trovare una soluzione al rebus palazzetto. Sono stati avviati molti discorsi, ma non si è mai concretizzato nulla. La Lube, allora, non ha esitato ad accettare la proposta arrivata da Civitanova, dove sarà costruito un impianto da oltre 4000 posti nella zona originariamente destinata in via esclusiva alla fiera.
Sui social network è divampata la polemica: a molti tifosi non è piaciuto l'atteggiamento della società, certa che, in ogni caso, la squadra non sarà abbandonata al suo destino e che i maceratesi continueranno a far sentire il loro sostegno ai giocatori. Uno scenario, però, tutt'altro che scontato, anche a causa della storica rivalità che lega Macerata e Civitanova.
Macerata, dunque, perde una delle eccellenze che, in questi anni, hanno contribuito a farla conoscere in Italia ed in Europa. La lunga ed estenuante querelle tra chi chiedeva un intervento sulla questione palazzetto e chi, in un modo o in un altro, faceva orecchie da mercante si è chiusa, probabilmente, nel modo peggiore.
Il comune non ha assunto l'impegno di destinare una parte cospicua delle scarse risorse di cui dispone alla costruzione di un impianto che, di fatto, sarebbe stato sfruttato a pieno regime in una manciata di occasioni. Secondo molti è stata sottovalutata l'importanza dell'indotto che avrebbe portato la possibilità di avere un palazzetto in grado di ospitare eventi di sicuro richiamo: si pensi, ad esempio, alle fasi finali della Champions League di pallavolo o, cambiando totalmente settore, a qualche concerto in grado di richiamare pubblico da tutta la regione. Al netto delle esigenze della Lube, però, le Marche (anche in città vicino Macerata) hanno già molte strutture in grado di rispondere a queste esigenze: Ancona, Jesi, Osimo, Porto San Giorgio, solo per citarne alcune. D'altro canto, la famiglia Sileoni non ha mai ritenuto di impegnarsi – anche finanziariamente – nella costruzione di un palazzetto di proprietà, sulla scia di quanto avvenuto, nel mondo del calcio, ad Udine e Torino.
Insomma: dopo quasi venti anni, il rapporto tra la Lube e Macerata è ormai giunto al capolinea. E stando alle premesse di questi ultimi giorni, la stagione sportiva che sta per aprirsi rischia di essere tesa e destabilizzante.

C'eravamo tanto amati. Riusciremo a non odiarci?

... E la chiamano Pace. #lafestagiusta a Macerata.

Comunicato stampa per il circolo di Macerata di SEL.



#lafestagiusta arriva a Macerata.
Giovedì 12 e venerdì 13 settembre il circolo di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà chiama a raccolta i suoi simpatizzanti e tutti gli amanti della buona politica.
L'occasione è la festa comunale del partito di Nichi Vendola. Sarà una due giorni densa di incontri e dibattiti, che aprirà il terreno ad un autunno che si preannuncia politicamente intenso (basti pensare alle modifiche costituzionali di cui si parla in questi giorni, a partire da quella dell'art. 138). Una due giorni in cui le questioni locali proveranno ad andare a braccetto con quelle nazionali, e non solo. Parleremo dello stato di salute di Macerata, in un momento in cui c'è molta carne al fuoco: corso Matteotti è appena stato pedonalizzato, l'auspicio è che piazza della Libertà possa seguirlo a breve. È recentissima anche la chiusura del Cosmari. Gli incontri di venerdì pomeriggio, insomma, serviranno a fare il punto della situazione ed a rilanciare la nostra idea di Macerata. Per fare questo, non si potrà prescindere dall'intervento e dai contributi di tutte le associazioni che, ciascuna nel loro ambito, si battono per una Macerata migliore.
Le presenze di Angelo Ferracuti, Giulio Marcon ed Emanuele Giordana ci consentiranno di toccare alcuni dei temi che sono all'ordine del giorno del dibattito politico: la buona politica non può prescindere da un lavoro più giusto e meno precario, da un'altra economia e da una politica estera in cui la cooperazione internazionale ricopra un ruolo più rilevante.
La festa sarà aperta dai saluti di Esildo Candria (segretario provinciale). A seguire, alle ore 18:15, Angelo Ferracuti presenta il suo ultimo libro: “Il costo della vita”. Il dibattito sarà impreziosito dagli interventi di Paola Medori (SEL Macerata) ed Aldo Benfatto (segretario provinciale CGIL).
Alle 19:30 Annalisa Cegna (Direttrice dell’ ISREC Macerata) e Gennaro Carotenuto (Ricercatore in Storia Contemporanea, Unimc) ricordano la figura di Salvador Allende, a quarant'anni dal golpe che portò Augusto Pinochet al potere.
Chiude la prima serata, alle 21:15, l'onorevole Giulio Marcon, che presenta il libro scritto a quattro mani con Mario Pianta: “Sbilanciamo l'economia. Una via d'uscita dalla crisi.” Michele Verolo (SEL Macerata) introduce e coordina il dibattito, al quale partecipa anche Valerio Calzolaio (Responsabile Forum BETA SEL).
La giornata di venerdì si apre con una duplice finestra sulla nostra città. Alle 18:00, in un incontro aperto a cittadini, associazioni e comitati, Roberto Acquaroli (segretario SEL Macerata), Stefania Monteverde (Assessora a cultura, scuola e centro storico) e Pierpaolo Tartabini (consigliere comunale) discutono di centro storico, cultura, urbanistica ed ambiente: quattro volani per il rilancio di Macerata.
A seguire, in occasione del ventesimo anniversario di Città solidale, Maurizio Verdenelli intervista Gian Mario Maulo (sindaco di Macerata dal 1993 al 1997).
La festa è chiusa da un dibattito sulla situazione mediorientale, animato da Gennaro Carotenuto ed Emanuele Giordana (direttore di Lettera 22, già direttore di Radio3mondo).
In entrambe le serate sarà presente uno stand gastronomico, oltre ad alcuni banchetti informativi di alcune associazioni attive in città. Sarà, inoltre, possibile firmare per i quesiti referendari della campagna “Cambiamo noi” sostenuti da Sinistra Ecologia Libertà.

Venerdì sera, a margine dell'iniziativa con Emanuele Giordana, la politica lascia spazio alla musica di DJ Nooz.

09/08/13

La Lube che sarà

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Il mercato è chiuso. Le rose sono pronte. I calendari sono usciti. Ora non resta che aspettare il 9 ottobre, giorno in cui Macerata e Trento si sfideranno per la Supercoppa italiana e prenderà il via la nuova stagione della pallavolo italiana.
La Lube è chiamata a riscattare una stagione in chiaroscuro, in cui la vittoria della Supercoppa è stata un gustoso antipasto di un’annata che non ha regalato le gioie e le emozioni che tanti si sarebbero aspettati. Certo, i gravi infortuni di Jiri Kovar e Cristian Savani hanno privato coach Giuliani di due pedine molto importanti, e la loro assenza, alla lunga, ha pesato sul rendimento della squadra, eliminata alla vigilia delle Final Six di Champions League da Cuneo e nelle semifinali dei play off del campionato italiano da Piacenza.
In vista della prossima stagione, la società, come da molti anni a questa parte, ha costruito una squadra attrezzata per competere ai massimi livelli. In questo senso, l’acquisto di Bartosz Kurek vale più di mille parole. Lo schiacciatore polacco, classe 1988, è uno dei migliori interpreti nel suo ruolo. Prende il posto di Cristian Savani: il suo futuro, molto probabilmente, sarà all’estero.
Lascia Macerata anche Dragan Travica. Il regista della nazionale emigra in Russia e cede il suo posto a Michele Baranowicz. L’anno scorso, alla sua prima stagione da titolare in Serie A1, il giovane palleggiatore piemontese ha ben figurato nelle file della Casa Modena. Resta da verificare se e quanto pagherà il salto in una squadra di prima fascia.
Confermati gli altri elementi del sestetto titolare: Zaytsev completa la diagonale palleggiatore – opposto con Baranowicz, l’altro schiacciatore è Parodi ed i centrali restano i serbi Stankovic e Podrascanin. Hubert Henno è, per il secondo anno consecutivo, il libero.
Qualche cambio anche tra le seconde linee (che, comunque, in una stagione molto lunga e piena di impegni avranno tempo e modo di dimostrare il loro valore): Starovic e Pajenk salutano; arrivano Giombini e Patriarca. Jiri Kovar e Davidson Lampariello completano, ancora una volta, il pacchetto degli schiacciatori ricevitori. Infine, a coprire le spalle a Baranowicz, resta capitan Monopoli: l’unico bicampione d’Italia (nel 2006 e nel 2012) del roster della Cucine Lube Banca Marche Macerata 2013-2014.
Insomma, che Lube sarà? Sarà una Lube competitiva. Che darà del filo da torcere a molte squadre, in Italia come in Europa. Sarà una Lube vincente? Lo sapremo tra qualche mese!

25/06/13

A Sinistra. Per l’Italia e il lavoro. Un appello

Articolo pubblicato su Via Libera.



Eppur si muove.
La sinistra, scossa dal deludente risultato delle elezioni del 24 e 25 febbraio ed in attesa dei risultati dei ballottaggi, prova a riorganizzarsi ed a ripartire. A questo scopo, quelle dell'11 e del 18 maggio sono state due date da segnare in rosso sul calendario.
Sabato 18 maggio è sceso in piazza il sindacato, con una grande manifestazione indetta dalla FIOM per ribadire, ancora una volta, l'urgenza di superare le politiche messe in campo dagli ultimi governi in materia di lavoro, di diritti e di economia.
Sette giorni prima la piazza era occupata dalla sinistra politica: nelle ore immediatamente successive alla conferma di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, Sinistra Ecologia Libertà aveva lanciato un'assemblea pubblica nella quale aprire (per l'ennesima volta) il cantiere della costruzione di un nuovo soggetto di sinistra. Il tempo ha smorzato i propositi iniziali, e #lacosagiusta si è rivelata una sorta di assemblea di piazza di SEL (con ospiti eccellenti come Stefano Rodotà e Gad Lerner).
Ciò nonostante, la sinistra diffusa non è restata con le mani in mano. È chiara a molti, ormai, l'insufficienza dei soggetti che oggi popolano il panorama politico italiano e la necessità di superarli e promuovere nuove forme di aggregazione.
Per dare forza a queste idee e provare a calarle nella realtà, è stato realizzato un appello che, da qualche giorno, sta girando su internet.
Il testo è disponibile di seguito e può essere sottoscritto qui.

La politica è la storia in divenire. Chi si cimenta nell’iniziativa politica ha il compito di immaginare il futuro e proporre il sogno del cambiamento. È questa visione che genera passioni, produce impegno e attiva la partecipazione. Tale orizzonte, per noi, è l’ideale della trasformazione democratica e del superamento dei rapporti sociali che producono l’insopportabile ingiustizia dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
La politica, però, ha anche il compito di riportare sulla terra ciò che sta nel cielo. In questo senso è realismo, analisi della situazione concreta e valutazione dei rapporti di forza.
Significa tenere insieme idee radicali e politiche reali e, simmetricamente, tenere fuori i settarismi identitari, gli estremismi parolai, i giustizialismi inconcludenti e i massimalismi velleitari, che producono solo sterile testimonianza e sconfitte politiche tremende.
Questa è sempre stata la migliore cultura politica dei comunisti in Italia.
Noi ci poniamo oggi, cominciando dall’Italia e dall’Europa, il problema di come “osare democrazia” difendendola dagli assalti dei populismi e delle destre e di come uscire dalla crisi economica facendo vincere le ragioni dei ceti più deboli, del lavoro, dei saperi e dei diritti.
È nella dimensione europea che occorre collocare il livello di questi problemi e, quindi, le soluzioni. L’Europa di oggi è lontanissima da quella immaginata a Ventotene da Altiero Spinelli. Non è più rinviabile un’iniziativa politica progressista per un’altra Europa, più giusta, aperta all’integrazione democratica e alle istanze dello sviluppo, dell’equità, dell’ambiente e del lavoro. Un’Europa in cui prevalgano le ragioni del pubblico su quelle del privato, della politica su quelle della tecnocrazia economica.
Al contempo non si può prescindere dalla costruzione di un’identità nazionale che assuma l’interesse dell’Italia come perno su cui tenere il tema dell’unità nazionale dentro l’Unione Europea. I populismi fanno presa perché in Italia la cultura dello “sfascismo” è il vero humus su cui proliferano le pulsioni autoritarie e reazionarie.
La crisi economica, sociale e politica ci impone di guardare a tali problemi da una prospettiva generazionale; di trovare le forme e i contenuti per parlare con forza e credibilità ai giovani proponendo un nuovo patto sociale che – privo di scorciatoie giovanilistiche e rottamatrici, ma con una forte attenzione verso il rinnovamento – metta insieme le generazioni e si rivolga al paese reale, non ai poteri forti nazionali e internazionali. Il paradigma tecnocratico – quello della contrapposizione giovani/vecchi, garantiti/non garantiti – si sconfigge con un’idea forte del lavoro e della coesione sociale, in cui la stagione della precarietà viene chiusa e i saperi divengono il fondamento della civiltà e dello sviluppo; ma anche favorendo l’impegno di nuova leva di ragazze e ragazzi, giovani donne e giovani uomini, che finalmente riescano a prendere in mano il futuro di questo Paese.
Lo schieramento progressista non è uscito vincitore dalle elezioni e quel centrosinistra si è suicidato – tradendo la domanda di cambiamento del suo popolo – per dare vita ad un governo con le destre che, ancora una volta, rimette in gioco Berlusconi.
Noi non ci rassegniamo. Non è più il tempo di tatticismi e politicismi, né di coltivare piccoli orticelli ormai inariditi. Per scongiurare l’ipotesi che la “terza repubblica” diventi l’epoca della contrapposizione tra un nuovo agglomerato centrista e una galassia populista ed antisistema, è necessario e urgente costruire un grande e nuovo soggetto politico della sinistra, che si ponga l’obiettivo strategico del governo per cambiare l’Italia insieme alle forze progressiste in un nuovo centrosinistra. Una sinistra che condivida un pensiero forte e non più subalterno alle idee fallite del neoliberismo, in grado di sconfiggere le politiche dell’austerità e di contrastare – riaffermando i valori della Costituzione – l’emergenza democratica e che, soprattutto, stia dalla parte dei giovani e del lavoro.

13/05/13

La favola di Jack


Articolo pubblicato su Radioattivi.



Una stagione in una partita.
Sembra una frase fatta, magari lo è. Ma queste parole racchiudono quello che Trento e Piacenza vivranno domani pomeriggio.
Nelle prime quattro gare il fattore campo è stato sempre rispettato: due vittorie casalinghe sia per i vice campioni d'Italia uscenti sia per gli emiliani.
Abbiamo assistito a quattro partite molto belle. Quattro partite in cui le due squadre hanno mostrato il loro lato migliore: le bordate di Kaziyski e Zlatanov, i primi tempi di Simon, le battute di Holt, le magie dei due registi, Raphael e De Cecco.
Gli ultimi scambi di gara 4, però, hanno lasciato in dote un episodio che potrebbe modificare gli equilibri dell'incontro di domani: l'infortunio di Raphael priva i trentini del loro palleggiatore titolare. Al suo posto troverà spazio Jack Sintini.
Una favola a lieto fine, la sua: dopo aver sconfitto il cancro, è ritornato in campo e domani ha la possibilità di portare la sua squadra sul trono d'Italia. Non sarà facile: Jack, quest'anno, ha giocato poco; dovrà comprensibilmente togliere un po' di ruggine figlia dell'anno di inattività e di questa stagione passata a guardare Raphael e gli altri giocare.
Sbilanciarsi in un pronostico è molto difficile. Trento ha dalla sua la possibilità di giocare in casa, di fronte ai suoi tifosi. Ma ha perso Raphael, e la sua assenza potrebbe pesare molto. Piacenza, dal canto suo, si fa forte del precedente del 2009, quando, proprio a Trento, vinse il suo primo ed ultimo Scudetto.
Vinca il migliore!

02/05/13

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Caro diario,
fatico a trovare le parole giuste per descrivere questa giornata. Una giornata lunga, molto lunga. Una lunghezza che va ben oltre il mero scorrimento delle lancette. È stata una giornata lunga perché tante e differenti tra loro sono le emozioni che mi ha regalato.
La sveglia è suonata molto presto. Milano, la sede del V-day, non è dietro l’angolo, e lunga era la strada da fare per raggiungerla. Il parcheggio del Fontescodella era un tripudio di macchine, corriere e persone colorate di bianco e rosso che cercavano il loro pullman. Siamo arrivati al Forum in grande anticipo, abituati al nostro piccolo “palabolgia” l’impianto di Assago sembrava mastodontico. L’attesa è stata quasi snervante: minuti passati a ripercorrere mentalmente una cavalcata trionfale, una cavalcata che stava per concludersi. Come sarebbe terminata? I primi due set sono un incubo, da cui ci risvegliamo nei due successivi. Si arriva al tie break, al diagonale out (?) di Kazijski al 22-20, al secondo Scudetto. Le ore successive sono state ore di delirio puro: l’invasione di campo, gli abbracci con gli altri tifosi, le premiazioni. E poi il ritorno a casa. Un altro lungo viaggio, dove, però, la tensione aveva lasciato spazio alla gioia.
Siamo noi… Siamo noi… I Campioni dell’Italia siamo noi!
Caro diario, quando rivivrò una giornata del genere?
22 aprile 2012.

17/04/13

Victoria o muerte!

Articolo pubblicato su Radioattivi.



Come una doccia fredda fuori programma. Questo, più o meno, è quello che abbiamo provato sabato al PalaBaldinelli quando Fei ha chiuso la partita in favore della sua Copra Piacenza.
Avevo già scritto quanto quell’incontro fosse importante nell’economia della serie. Ora gli emiliani hanno due match point per conquistare la finale, ed il primo potrà giocarlo tra le mura amiche.
La Lube ha tutte le carte in regola per capovolgere la situazione: probabilmente, però, è necessario cambiare qualcosa. Si dice spesso che noi italiani siamo, tra le altre cose, un popolo di commissari tecnici. Cosa farebbe, allora, coach Verolo? Detto che i centrali si difendono discretamente bene, che Travica fa quello che può, che Zaytsev, ad eccezione di gara 3, si sta esprimendo su buoni livelli e che Parodi è fondamentale per gli equilibri della squadra (soprattutto in ricezione), c’è un giocatore che, suo malgrado, sta facendo fatica: Cristian Savani. Il capitano nazionale sta vivendo un’annata balorda, caratterizzata da un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto a lungo ai box e che, giocoforza, ora lo vede lontano dalla forma migliore, quella delle Olimpiadi di Londra. Sasa Starovic e Dick Kooy possono sostituirlo; io, personalmente, punterei sullo schiacciatore olandese perché, così facendo, Zaytsev continuerebbe a giocare da opposto. E perché, nel tie break di sabato, le sue battute hanno rimesso in carreggiata la Lube: ora vorrà dimostrare a Giuliani ed al suo pubblico che avrebbe meritato più spazio.
“Senza retorica dico che nei play off è finita soltanto dopo che è caduto a terra l'ultimo pallone della serie, quello che ti spedisce definitivamente a casa. Non è dunque il nostro caso, visto che abbiamo ancora un'altra partita da giocare. Come si affrontano certe situazioni? Sappiamo benissimo che per noi si tratta dell'ultima spiaggia, ma la delusione per le sconfitte in Gara 2 e Gara 3 è sicuramente niente di fronte alla voglia di riscatto e la rabbia che abbiamo. Ancor più alla luce degli episodi decisivi verificatisi nel tie break di sabato scorso al PalaBaldinelli di Osimo. Mercoledì al Pala Banca ci sarà una Cucine Lube Banca Marche doppiamente carica, e determinatissima nel voler riportare la squadra di Monti a Osimo. I traguardi più importanti li abbiamo sempre conquistati dopo esserci trovati con l'acqua alla gola: guardate lo scudetto del 2006, in cui abbiamo ribaltato la situazione nella finale giocata in cinque partite contro Treviso, oppure la semifinale dello scorso anno, in cui dopo aver perso per 3-0 la prima partita a Osimo, in molti ci davano già per spacciati, e invece siamo poi andati a vincere lo scudetto. Questo per dire che dobbiamo essere tutti fiduciosi e credere fermamente nelle possibilità di riaprire la serie. L'aspetto mentale gioca un ruolo fondamentale in situazioni come questa. Vietato abbattersi, noi siamo indubbiamente una squadra forte, che di conseguenza deve credere fermamente nei propri mezzi, e adesso anche tirar fuori il gran carattere che l'ha già contraddistinta in tante occasioni nel corso di questa stagione travagliata. Dobbiamo crederci.”
Con queste parole – affidate al sito ufficiale della società – Natale Monopoli, capitano della Lube ed unico bicampione d’Italia in maglia biancorossa (a proposito: un abbraccio e tante congratulazioni a Jack Sintini: Campione d’Italia 2006 in maglia Lube che, nell’ultimo anno, ha sconfitto un cancro, è tornato a giocare ed ha conquistato il Mondiale per Club, la Coppa Italia e la quarta finale Scudetto, la prima della sua carriera 2.0) – presenta la sfida di domani. La strada è sicuramente in salita, ma ora non resta che ingranare la marcia giusta ed iniziare a pedalare. Noi vogliamo scollinare, e Trento ci sta aspettando.