31/03/13

Riconquistiamolo!

Ci conosciamo da qualche anno, ormai.
Ti ho visto sporadicamente in televisione. Non mi ritengo una persona estremamente patriottica, però devo confessare che mi sei piaciuto subito.
Poi, il 22 Aprile, ti abbiamo conquistato. Ti abbiamo portato a Macerata. E vederti, per la prima volta, al Fontescodella è stato bellissimo.
La verità è che oggi, a distanza di sei mesi, non ho ancora trovato un valido motivo per rinunciare a te.
Per cui...

RICONQUISTIAMOLO!

28/03/13

Sognando una banca


“Un altro mondo è possibile!” è lo slogan che accompagna le manifestazioni di tante ragazze e tanti ragazzi che chiedono un presente ed un futuro migliore. Ma è anche il motto di tante persone che, nella loro quotidianità, lottano per costruire qualcosa di diverso, lontano dalla luce dei riflettori. È il caso di Fabio Salviato. “Ho sognato una banca. Dieci anni sulla strada di una banca etica” racconta la nascita della Banca Popolare Etica attraverso i ricordi, i racconti e le testimonianze di chi ha reso possibile quella che, apparentemente, era una follia.
L’occasione è il decimo compleanno della banca: un traguardo importante, che Salviato festeggia con un occhio al passato ed uno al futuro. Se tanti sono i traguardi raggiunti in questi dieci anni, altrettanti sono quelli da inseguire, ad iniziare dal progetto di una Banca Etica Europea. Il testo, in realtà, non ripercorre soltanto la storia di Banca Etica: o meglio, nel farlo si evince l’importanza che hanno avuto – e che continuano ad avere – tutte le realtà che, a vario titolo, le gravitano intorno. Volendo utilizzare un lessico economico (che, a dire il vero, sembra stridere con tutto quello che Banca Etica rappresenta), si potrebbe affermare che siamo di fronte alla biografia non solo della banca, ma anche dei suoi stakeholders. La cosa, per certi aspetti, stupisce: com’è possibile che una biografia dia così tanto spazio ad altri soggetti? È possibile proprio alla luce del modo peculiare con cui Banca Etica esercita la sua attività.
Il testo è arricchito dai contributi di Ilvo Diamanti e Stefano Zamagni, che firmano, rispettivamente, prefazione e postfazione.

Salviato F., Ho sognato una banca. Dieci anni sulla strada di Banca Etica, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano, 2010.

27/03/13

Da Macerata a Montecitorio: il percorso di Laura Boldrini

Articolo pubblicato su Via Libera.


“Comunista specializzata in profughi”. Con queste poche parole, affidate ad un tweet, Libero ha salutato l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera dei Deputati.
Ovviamente, Laura Boldrini è molto di più. Nel 1989 inizia la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO. Ricopre, poi, il ruolo di portavoce per l’Italia presso il Programma Alimentare Mondiale fino al 1998, quando viene eletta Portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, incarico che ricopre fino alla scelta di candidarsi alle elezioni dello scorso 24 e 25 febbraio.
La sua elezione è stata sicuramente favorita dalla ventata di cambiamento portata dal responso delle urne, grazie al quale il tandem Franceschini – Finocchiaro è stato sbaragliato da due personalità che la società civile ha prestato alla politica. Molti sono i tratti che accomunano Laura Boldrini al nuovo Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso. Entrambi sono candidati indipendenti, non hanno tessere di partito in tasca. Ed entrambi sono riusciti a dare voce, nell’ambito delle rispettive competenze, all’Italia migliore che troppe volte, nel paese come nelle istituzioni, è stata messa a tacere.
“Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi, in Italia come in molte periferie del mondo. Un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche un luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.” È bello pensare che queste parole – estrapolate dal primo discorso della Boldrini – possano essere una sorta di trait d’union tra il passato ed il futuro della neo Presidente della Camera.
Macerata ha la piccola soddisfazione di averla visto nascere, quasi cinquantadue anni fa. Sono, tuttavia, dell’idea che l’orgoglio per la sua elezione non possa essere circoscritto alla carta d’identità. Ne sono una prova i numerosi riconoscimenti ottenuti, tra i quali spiccano la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, il titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente della Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell'Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009) ed il Premio Renato Benedetto Fabrizi (premio nazionale ANPI, 2011).
In passato abbiamo assistito a numerose circostanze in cui la costruzione dell’alternativa si è fermata a metà. Basta pensare al 2006, quando, all’elezione – proprio alla Presidenza della Camera – di Fausto Bertinotti, non è seguita un’azione di governo altrettanto incisiva. Credo, però, che stavolta abbiamo il diritto (e, forse, anche il dovere) che le cose possano andare diversamente.
“Facciamo di questa Camera la casa della buona politica.” In bocca al lupo, Laura.

Punta sull’Equo! Quinta Giornata Regionale del Commercio Equo e Solidale

Articolo pubblicato su Via Libera.


Probabilmente molti lettori saranno già a conoscenza del commercio equo e solidale. Si tratta di un’attività organizzata in maniera tale che l’obiettivo primario si sposti dalla massimizzazione del profitto alla lotta allo sfruttamento ed alla povertà.
Il commercio equo e solidale dà vita a canali commerciali alternativi, che vogliono offrire sbocchi commerciali a condzioni maggiormente vantaggiose per i produttori. È bene sottolineare come il carattere alternativo del CEeS presuppone, comunque, la sostenibilità economica dell’ente promotore.
Qualche numero: purtroppo, con appena 0,35 €, l’Italia è il fanalino di coda relativamente alla spesa pro capite in questo settore. Le botteghe solidali sono circa seicento. Le persone coinvolte nelle botteghe – tra dipendenti, volontari, soci e cooperative – sono sessantamila.
La Regione Marche, da tempo, si è dotata di una legge mirata a regolamentare questo modo alternativo di fare economia. Con l’obiettivo, poi, di valorizzarlo, sono state istituite le giornate regionali del commercio equo e solidale.
Promossa, appunto, dalla Regione Marche, ed organizzata da Mondo Solidale (con la collaborazione di Ascoliequosolidale e I lunedì al sole), venerdì, sabato e domenica si terrà la quinta edizione di “Punta sull’Equo”: tre giorni durante i quali le botteghe marchigiane organizzeranno mostre, degustazioni, iniziative e convegni.
Qui è disponibile il programma completo. A Macerata, invece, l’appuntamento è con “Cioccolaltro di Primavera”.

Macerata vista attraverso gli occhi di un giovane studente

Articolo pubblicato su Radioattivi e Via Libera.


Macerata è la mia città, il luogo in cui vivo, studio, dove ho costruito relazioni umane e socialie al tempo stesso in cui sono attivo insieme ad altri giovani,  con spirito positivo, nell’individuare ciò che potrebbe essere migliorato, dopo aver analizzato la dimensione ‘giovane’ di altre città italiane ed europee. Molti si chiedono che cosa può fare la città per i giovani;  io mi chiedo che cosa possono fare i giovani per la città. Macerata in qualità di città universitaria dovrebbe essere una Città dei Giovani, impegnata a 360°, occupandosi di notti bianche, di convegni sui problemi giovanili, di occasioni di incontro con il mondo del lavoro, di campagne a tema sociale e di molte altre attività rivolte proprio ai ragazzi, siano essi studenti o lavoratori. Le politiche giovanili del nostro territorio dovrebbero fondarsi su un’efficace progettualità che ci porterebbe ad essere attivi non solo nel campo del divertimento, ma anche nella cultura, nell’arte, nell’orientamento e nel lavoro, nel volontariato e nella prevenzione.  Ovvero creare un modello sperimentale per rendere – ad esempio,  il centro urbano – più a misura di ragazzi e giovani. Per farlo, bisogna credere nei giovani. Allora si, che Macerata sarebbe “L’altra città”. Oggi purtroppo Macerata non si laurea a pieni voti. I giudizi sono bassi sopratutto per i servizi. Macerata non offre abbastanza nella gestione dei trasporti, della cultura e del tempo libero. Non va dimenticato inoltre che Macerata è stata guardata dalla lente d’ingrandimento dei “fuori sede”, ossia giovani che spesso provengono da una realtà più svantaggiata, con uno spirito più pronto all’entusiasmo. L’obiettivo dell’amministrazione pubblica e dell’università deve essere quello di rendere i ragazzi protagonisti, combattere il disagio prevenendolo, sollecitare e sviluppare il senso di appartenenza degli abitanti alla comunità, al territorio. La motivazione di chi opera nell’ambito delle politiche giovanili, enti, associazioni studentesche, sindacati, servizi sociali, deve essere l’integrazione di genere e culturale, attraverso lo sviluppo di legami affettivi e sociali, la costruzione di reti, attraverso il “ripopolamento” di spazi pubblici e collettivi, cioè andando a ri-costruire il senso di appartenenza e di responsabilità alla propria comunità e alla propria città. Noi giovani dobbiamo batterci ed impegnarci per il benessere della nostra comunità.  L’università rappresenta una finestra aperta sul mondo ed è questo il tipo di università che vogliamo noi studenti. Macerata deve imparare ad essere una città universitaria e non una città che più semplicemente ospita al suo interno l’università. Il vero obiettivo consiste non nell’organizzare iniziative estemporanee, ma nel creare una mentalità e un clima realmente universitario. Affinché ciò avvenga c’è bisogno di un lavoro sinergico fra noi studenti e i vertici dell’Ateneo, del Comune e della Provincia. Il punto fondamentale da cui partire è la consapevolezza che quasi sempre un passo vantaggioso per una componente costituisce un vantaggio anche per le altre, e viceversa.