Articolo pubblicato su Via Libera.
Probabilmente molti lettori saranno già a conoscenza del
commercio equo e solidale. Si tratta di un’attività organizzata in maniera tale
che l’obiettivo primario si sposti dalla massimizzazione del profitto alla
lotta allo sfruttamento ed alla povertà.
Il commercio equo e solidale dà vita a canali commerciali
alternativi, che vogliono offrire sbocchi commerciali a condzioni maggiormente
vantaggiose per i produttori. È bene sottolineare come il carattere alternativo
del CEeS presuppone, comunque, la sostenibilità economica dell’ente promotore.
Qualche numero:
purtroppo, con appena 0,35 €, l’Italia è il fanalino di coda relativamente alla
spesa pro capite in questo settore. Le botteghe solidali sono circa seicento.
Le persone coinvolte nelle botteghe – tra dipendenti, volontari, soci e
cooperative – sono sessantamila.
La Regione Marche, da tempo, si è dotata di una legge mirata a
regolamentare questo modo alternativo di fare economia. Con l’obiettivo, poi,
di valorizzarlo, sono state istituite le giornate regionali del commercio equo
e solidale.
Promossa, appunto, dalla Regione Marche, ed organizzata da Mondo Solidale (con la collaborazione
di Ascoliequosolidale e I
lunedì al sole), venerdì, sabato e domenica si terrà la quinta edizione di
“Punta sull’Equo”: tre giorni
durante i quali le botteghe marchigiane organizzeranno mostre, degustazioni,
iniziative e convegni.
Qui è disponibile il programma completo. A Macerata,
invece, l’appuntamento è con “Cioccolaltro
di Primavera”.

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