Articolo pubblicato su Via Libera.
“Comunista specializzata in profughi”. Con queste poche
parole, affidate ad un tweet,
Libero ha salutato l’elezione di Laura
Boldrini alla presidenza della Camera dei Deputati.
Ovviamente, Laura Boldrini è molto di più. Nel 1989 inizia
la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO. Ricopre, poi, il
ruolo di portavoce per l’Italia presso il Programma Alimentare Mondiale fino al
1998, quando viene eletta Portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati
dell’ONU, incarico che ricopre fino alla scelta di candidarsi alle elezioni
dello scorso 24 e 25 febbraio.
La sua elezione è stata sicuramente favorita dalla ventata
di cambiamento portata dal responso delle urne, grazie al quale il tandem
Franceschini – Finocchiaro è stato sbaragliato da due personalità che la
società civile ha prestato alla politica. Molti sono i tratti che accomunano
Laura Boldrini al nuovo Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso. Entrambi sono candidati
indipendenti, non hanno tessere di partito in tasca. Ed entrambi sono riusciti
a dare voce, nell’ambito delle rispettive competenze, all’Italia migliore che
troppe volte, nel paese come nelle istituzioni, è stata messa a tacere.
“Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a
difendere e rappresentare i diritti degli ultimi, in Italia come in molte
periferie del mondo. Un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi
metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia
anche un luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.” È bello pensare che
queste parole – estrapolate dal primo discorso della Boldrini –
possano essere una sorta di trait d’union tra il passato ed il futuro della neo
Presidente della Camera.
Macerata ha la piccola soddisfazione di averla visto
nascere, quasi cinquantadue anni fa. Sono, tuttavia, dell’idea che l’orgoglio
per la sua elezione non possa essere circoscritto alla carta d’identità. Ne
sono una prova i numerosi riconoscimenti ottenuti, tra i quali spiccano la
Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari
opportunità tra uomo e donna, il titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito
della Repubblica italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente della
Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa
dell'Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009) ed il Premio Renato
Benedetto Fabrizi (premio nazionale ANPI, 2011).
In passato abbiamo assistito a numerose circostanze in cui
la costruzione dell’alternativa si è fermata a metà. Basta pensare al 2006,
quando, all’elezione – proprio alla Presidenza della Camera – di Fausto
Bertinotti, non è seguita un’azione di governo altrettanto incisiva. Credo,
però, che stavolta abbiamo il diritto (e, forse, anche il dovere) che le cose
possano andare diversamente.
“Facciamo di questa Camera la casa della buona politica.” In bocca al lupo, Laura.

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