27/03/13

Da Macerata a Montecitorio: il percorso di Laura Boldrini

Articolo pubblicato su Via Libera.


“Comunista specializzata in profughi”. Con queste poche parole, affidate ad un tweet, Libero ha salutato l’elezione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera dei Deputati.
Ovviamente, Laura Boldrini è molto di più. Nel 1989 inizia la sua carriera all'ONU, lavorando per quattro anni alla FAO. Ricopre, poi, il ruolo di portavoce per l’Italia presso il Programma Alimentare Mondiale fino al 1998, quando viene eletta Portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, incarico che ricopre fino alla scelta di candidarsi alle elezioni dello scorso 24 e 25 febbraio.
La sua elezione è stata sicuramente favorita dalla ventata di cambiamento portata dal responso delle urne, grazie al quale il tandem Franceschini – Finocchiaro è stato sbaragliato da due personalità che la società civile ha prestato alla politica. Molti sono i tratti che accomunano Laura Boldrini al nuovo Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso. Entrambi sono candidati indipendenti, non hanno tessere di partito in tasca. Ed entrambi sono riusciti a dare voce, nell’ambito delle rispettive competenze, all’Italia migliore che troppe volte, nel paese come nelle istituzioni, è stata messa a tacere.
“Arrivo a questo incarico dopo aver trascorso tanti anni a difendere e rappresentare i diritti degli ultimi, in Italia come in molte periferie del mondo. Un'esperienza che mi accompagnerà sempre e che da oggi metto al servizio di questa Camera. Farò in modo che questa istituzione sia anche un luogo di cittadinanza di chi ha più bisogno.” È bello pensare che queste parole – estrapolate dal primo discorso della Boldrini – possano essere una sorta di trait d’union tra il passato ed il futuro della neo Presidente della Camera.
Macerata ha la piccola soddisfazione di averla visto nascere, quasi cinquantadue anni fa. Sono, tuttavia, dell’idea che l’orgoglio per la sua elezione non possa essere circoscritto alla carta d’identità. Ne sono una prova i numerosi riconoscimenti ottenuti, tra i quali spiccano la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, il titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (2004), il Premio Consorte del Presidente della Repubblica (2006) e il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell'Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti (2009) ed il Premio Renato Benedetto Fabrizi (premio nazionale ANPI, 2011).
In passato abbiamo assistito a numerose circostanze in cui la costruzione dell’alternativa si è fermata a metà. Basta pensare al 2006, quando, all’elezione – proprio alla Presidenza della Camera – di Fausto Bertinotti, non è seguita un’azione di governo altrettanto incisiva. Credo, però, che stavolta abbiamo il diritto (e, forse, anche il dovere) che le cose possano andare diversamente.
“Facciamo di questa Camera la casa della buona politica.” In bocca al lupo, Laura.

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