Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.
Lunedì sera abbiamo partecipato all'assemblea aperta convocata per discutere il futuro e le prospettive del Cine Teatro Italia.
La situazione sembra complessa: l'Associazione Nuovo Cinema ha ottenuto il rinnovo della gestione fino al 2020 ed ora chiede un contributo al Comune per poter proseguire la sua attività.
Stefania Monteverde si è dimostrata disponibile - pur non nascondendo le difficoltà di questa soluzione - a ragionare sull'erogazione di una certa somma a fronte della quale i locali del cinema sono a disposizione del Comune per alcune giornate.
In molti interventi è emersa la necessità di aumentare gli incassi.
Credo anch'io che sia questa la questione primaria.
Bisogna capire se esiste una gamma di film (diversa da quella odierna) che consenta di aumentare le presenze senza snaturare eccessivamente l'offerta culturale del cinema (non si tratta, evidentemente, di proiettare il cinepanettone!), così da arrivare ad una gestione sostenibile economicamente, che non dipenda unicamente dai contributi pubblici né dalla generosità dei gestori.
Credo anch'io che sia questa la questione primaria.
Bisogna capire se esiste una gamma di film (diversa da quella odierna) che consenta di aumentare le presenze senza snaturare eccessivamente l'offerta culturale del cinema (non si tratta, evidentemente, di proiettare il cinepanettone!), così da arrivare ad una gestione sostenibile economicamente, che non dipenda unicamente dai contributi pubblici né dalla generosità dei gestori.
Una frase, tra le tante ascoltate lunedì, mi ha colpito e fatto riflettere: oggi, molte studentesse e molti studenti non conoscono il cinema Italia.
Serve, allora, un progetto forte. Servirebbe una rete di associazioni che collabori alla gestione del cinema, che, a quel punto, potrebbe divenire il posto perfetto per le assemblee d'istituto delle scuole superiori, per conferenze, incontri e dibattiti pubblici, per le compagnie teatrale che vogliono provare e mettere in scena i loro spettacoli ed, infine, per l'organizzazione di eventi musicali. Tutto ciò, ovviamente, senza tralasciare la tradizionale attività cinematografica.
Serve, allora, un progetto forte. Servirebbe una rete di associazioni che collabori alla gestione del cinema, che, a quel punto, potrebbe divenire il posto perfetto per le assemblee d'istituto delle scuole superiori, per conferenze, incontri e dibattiti pubblici, per le compagnie teatrale che vogliono provare e mettere in scena i loro spettacoli ed, infine, per l'organizzazione di eventi musicali. Tutto ciò, ovviamente, senza tralasciare la tradizionale attività cinematografica.
A quel punto, con un cinema Italia vivo, per il Comune sarebbe forse più semplice contribuire, nelle forme e nei modi corretti, alla gestione.
"Cinema Italia Bene Comune" è uno slogan trito e ritrito, ma sintetizza al meglio quella che, probabilmente, ad oggi, è l'unica possibilità per il cinema di avere un futuro all'altezza del suo passato.
"Cinema Italia Bene Comune" è uno slogan trito e ritrito, ma sintetizza al meglio quella che, probabilmente, ad oggi, è l'unica possibilità per il cinema di avere un futuro all'altezza del suo passato.

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