L'anno scorso ho avuto modo di vedere poche partite dell'Inter. Ho avuto, però, l'impressione che fossero davvero pochi i calciatori che avessero una vaga idea di quello che stessero facendo. Tolti Handanovic ed Icardi, faccio due nomi.
Il primo è quello di Gary Medel: un mediano tutta corsa e sostanza che faceva bene quel che era chiamato a fare.
Il secondo è quello di Mateo Kovacic: il fulcro attorno al quale, secondo me, si sarebbe dovuta ricostruire un'Inter vincente. Più di Handanovic, più di Icardi.
Mancini dice che Kovacic è stato sacrificato sull'altare del fair play finanziario. Ma pare che i nerazzurri impiegheranno il denaro in arrivo dalla Spagna per mettere a segno altri colpi di mercato (Coentrao? Perisic?) per completare una squadra che, al momento, sembra in difficoltà.
Perdendo Kovacic, la Serie A saluta un talento che non è riuscito, probabilmente, a dimostrare tutto il suo potenziale.
Certo, quando arrivano proposte indecenti, è (quasi) sempre difficile rinunciare a tanti soldi come quelli che sono in arrivo da Madrid.
Ma in campo, si sa, non va il denaro. E se Kovacic, alla fine della storia, fosse, per l'Inter, il Pirlo del terzo millennio? Ancora: Thohir sta a Kovacic come Moratti a Roberto Carlos.
Paragoni azzardati? Lo scopriremo solo vivendo!

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