
"Forza e fragilità dell'uomo oggi. Verso una società capace di tutelare le vittime di violenza indipendentemente dal sesso".
Se ne parlerà tra una decina di giorni, alla vigilia della Giornata Internazionale dell’uomo ed è previsto l’intervento di un assessore regionale.
Rifiutiamo la narrazione che porta all'organizzazione di convegni come questo: la violenza non ha colore né genere; vittime e carnefici finiscono sullo stesso piano.
Il femminicidio esiste; è una piaga della nostra società che, purtroppo, non riusciamo ancora a debellare.
Il femminicidio è l’idea che la donna non possa autodeterminarsi e che sia di proprietà del "suo" uomo, disposto a tutto pur di non perderla. Anche ad uccidere.
È necessaria una rivoluzione culturale che educhi al rispetto come valore fondamentale e fondante di una società realmente inclusiva.
Abbiamo ancora davanti agli occhi le tristi immagini di molti senatori di Lega e Fratelli d’Italia che festeggiavano l’affossamento del DdL Zan con urla, abbracci e risate degne più di uno stadio che di un'aula parlamentare.
Non stupisce, allora, che si discuta di questi temi con queste argomentazioni. Sinistra Italiana, però, è dall'altra parte, al fianco di tutte le persone impossibilitate ad essere felici in una società i cui canoni di giustezza sono fissati dai maschi bianchi ed eterosessuali e dove la violenza, a volte, attende chi si discosta da questi canoni.
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