Premessa: è maledettamente difficile trovare parole serie per raccontare una storia che, di serio, non ha quasi nulla.
Già, perché il caso mediato montato intorno alla trattativa che avrebbe dovuto portare Fredy Guarin alla Juventus e Mirko Vucinic all'inter è stato tale che, alla fine, lo scambio è saltato.
I fatti dovrebbero (mai come in questo caso il condizionale è d'obbligo) essere andati così: l'Inter ha mostrato interesse per l'attaccante montenegrino della Juventus, che in cambio ha chiesto il centrocampista ex Porto. Uno scambio alla pari che, tecnicamente, avrebbe accontentato tutti: Mazzarri avrebbe avuto la punta da affiancare a Palacio; Conte avrebbe allungato il suo centrocampo con un jolly che, in prospettiva, avrebbe potuto rendere meno amara l'ipotetica cessione di uno tra Marchisio, Pogba e Vidal.
Sembra tutto fatto, la notizia viene lanciata da Tutto Mercato Web e ripresa dalla redazione di SkySport. Sembra: perché, da quando la trattativa viene resa pubblica, nella Milano nerazzurra accade tutto ed il contrario di tutto.
La verità è che la confusione, sotto il cielo interista, è enorme: l'arrivo di Thohir aveva generato facili e prematuri entusiasmi tra i tifosi. Ben presto, però, il tycoon indonesiano ha fatto capire che il ritorno ai vertici nazionali e continentali sarebbe stato lungo, e che, anzi, sarebbero stati ceduti un paio di giocatori importanti per finanziare il mercato di riparazione.
All'annuncio della trattativa, i tifosi sono insorti: perché scambiare un centrocampista di ventotto anni con una punta trentunenne? Tanto più che non sarebbe entrato denaro fresco nelle casse interiste e si sarebbe rinforzata la Juventus, la rivale di sempre.
Sono seguite ore di profonda incertezza, culminate con il clamoroso dietrofront dell'Inter.
Cosa succederà, ora, in corso Vittorio Emanuele II? Probabilmente questo episodio può dare la spinta per completare quel ricambio ai vertici societari la cui urgenza è emersa prepotentemente anche in questi giorni. I tifosi, per quel che conta, sono stati chiarissimi: vogliono le teste di Branca e Fassone. Thohir, invece, cosa vuole? L'impressione è che la fase transitoria seguita alla cessione della società sia ancora in corso, e che, di conseguenza, l'Inter non sia in grado di lavorare al suo futuro. Unendo uno dopo l'altro i pezzi di questo complicatissimo puzzle, è difficile capire chi non esca da questa situazione delegittimato: l'impressione, forte, è che la trattativa sia davvero saltata per l'inserimento dei tifosi.
Da dove sarebbero arrivati, secondo la società, i soldi per rinforzare l'organico? Tolto Guarin, l'altro giocatore ad avere mercato è Ranocchia, ma difficilmente dalla sua cessione arriveranno più di dieci milioni di euro.
Il grande sconfitto, suo malgrado, è Walter Mazzarri: quasi sicuramente non avrà Vucinic e, con altrettanta probabilità, perderà Guarin (ma a quali condizioni potrà essere venduto un calciatore che ha fatto chiaramente capire di voler cambiare aria?). Ed il mercato dell'Inter resta nebuloso: tanti nomi (Hernanes, Borriello, alcuni continuano a rilanciare la pista Vucinic), pochissime certezze.
In casa Juventus, invece, la situazione è più tranquilla. Resta l'incredulità, confermata dalle parole di Marotta, per una trattativa saltata ad un passo della chiusura. È probabile che Vucinic parta lo stesso: l'eliminazione dalla Tim Cup toglie alle seconde linee ulteriore spazio per mettersi in mostra, ed il montenegrino è seguito anche da Arsenal e Monaco.
Quel che è certo che l'esperienza interista di Thohir è iniziata come peggio non sarebbe stato immaginabile.
Ed è un peccato: il mondo interista merita altro. Merita di più.
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