I fatti, molto rapidamente: la situazione economica del cinema è critica. La Provincia, nella figura dell’assessorato alla cultura, ha rinnovato la gestione della sala all’Associazione Nuovo Cinema fino al 2020. Ma, perché l’attività prosegua, è necessario un ulteriore contributo del comune. Nell’assemblea pubblica convocata lo scorso 15 dicembre dagli attuali gestori, Stefania Monteverde ha dato la disponibilità (sua e del Comune) a contribuire, nelle forme e nelle modalità più idonee, al progetto. Ma Maurizio Rinaldelli Uncinetti, presidente dimissionario dell’Associazione Nuovo Cinema, ha annunciato la chiusura del cinema, non ritenendo soddisfacenti le parole del Comune.
Durante l’assemblea del 15 dicembre, sono stato particolarmente colpito dall’intervento di Rebecca Marconi, da qualche settimana Senatrice Accademica dell’Università di Macerata: molte studentesse e molti studenti del nostro ateneo non conoscono il cinema Italia. È una considerazione che, più di mille parole, fotografa lo stato di salute e le difficoltà dell’unica sala rimasta all’interno delle mura cittadine.
Sono molte le attività del centro storico che vivono grazie anche all’importante contributo della comunità studentesca. Il cinema Italia, però, sembra incapace di sfruttare totalmente questo traino, nonostante gli studenti (soprattutto i fuori sede) siano meno sensibili alla concorrenza del Multiplex: è difficile, per chi non ha la macchina, arrivare a Piediripa per andare a vedere un bel film. Perché, allora, il cinema Italia sembra confinato in un cono d’ombra da cui fatica ad uscire?
A mio avviso, la motivazione principale è emersa nell’incontro di metà dicembre, e riguarda una programmazione che, probabilmente, si rivolge ad un pubblico troppo esperto, che finisce per essere poco numeroso, non garantendo – così – la necessaria sostenibilità economica all’attività del cinema.
Sarebbe un peccato se le parti in causa (la Provincia, il Comune ed i privati che – in qualche maniera – volessero contribuire alla gestione dello spazio) non riuscissero a trovare un accordo che consenta al cinema Italia di proseguire le sue attività.
Io penso che si debba ragionare sull’opportunità di avviare una rete di associazioni che, con la collaborazione e la supervisione degli enti pubblici, cogestiscano il locale. Del resto, gli spazi del cinema Italia si prestano ad una notevole varietà di iniziative, oltre all’attività cinematografica: dalle assemblee d’istituto delle scuole superiori alle conferenze, agli incontri ed ai dibattiti pubblici; dagli spettacoli teatrali agli eventi musicali.
Il cinema Italia ha ancora molto da dare alla nostra città. Non lasciamolo morire nell’indifferenza generale.

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