16/01/15

Verso l'assemblea de L'Altra Europa con Tsipras e Human Factor: lavori in corso a sinistra


L'Altra Europa con Tsipras ha rappresentato un momento di speranza agli occhi delle tante compagne e dei tanti compagni che auspicano la riaggregazione della “sinistra diffusa” in una soggettività unitaria, ampia e plurale.
L'appello lanciato da Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli e Guido Viale è arrivato a colmare le lacune lasciate dall'inesistenza, di fatto, di una sinistra che si richiamasse, più o meno espressamente, al Partito della Sinistra Europea.
Sinistra Ecologia Libertà, al tempo, si presentava spaccata tra chi, da un lato, strizzava più di un occhio al Partito Democratico ed al Partito del Socialismo Europeo e chi, dall'altro, auspicava una svolta “a sinistra”, richiamandosi alle esperienze – tra le altre – di Syriza e di Izquierda Unida.
Rifondazione Comunista è l'unico partito che appartiene alla Sinistra Europea, ma ha ormai perso lo smalto (ed il consenso) dei tempi della segreteria di Fausto Bertinotti.
L'arcipelago della sinistra italiana è completato da una serie di piccoli partiti, tra cui spicca il Partito dei Comunisti Italiani (oggi Partito Comunista d'Italia) che, però, lavora per la ricostruzione di un unico partito comunista e sembra disinteressata al progetto di una sinistra “laica”, fatte salve alcune felici eccezioni territoriali (tra cui proprio le Marche, dove il PCdI è parte integrante del “Cantiere delle Altre Marche – Sinistra Unita”).
La campagna elettorale delle elezioni europee non è stata priva di incomprensioni e polemiche: si pensi all'abbandono di Flores d'Arcais. Ciò nonostante, L'Altra Europa con Tsipras è riuscita a superare la soglia di sbarramento, eleggendo tre eurodeputati.
La scelta di Barbara Spinelli (che, contrariamente a quanto dichiarato, non ha rassegnato le dimissioni ed ha tenuto il seggio) ha finito per alimentare lo scetticismo con cui parte dei partiti e della società civile si sono confrontati (e continuano, ancora oggi, a farlo).


Oggi, probabilmente, il progetto de L'Altra Europa con Tsipras non è evoluto come sarebbe stato lecito attendersi.
Ma resta, ed – anzi – è più forte che mai, l'esigenza della costruzione di un unico soggetto politico della Sinistra italiana.
Resta ed è sempre più forte perché l'Italia non sfugge alle dinamiche europee, dove crescono i partiti che veicolano messaggi razzisti e xenofobi, mentre le socialdemocrazie (impantanate, in molti casi, in esecutivi di larghe intese con i partiti popolari di centrodestra) faticano a mettere in campo politiche adeguate a combattere una crisi che non accenna a diminuire.


Il mese di gennaio si preannuncia particolarmente denso di appuntamenti lungo la strada della riaggregazione e della ricostruzione della sinistra: il 17 ed il 18 si tiene l'assemblea nazionale de L'Altra Europa con Tsipras; dal 23 al 25 SEL lancia la sua conferenza programmatica. Tali assemblee sono state precedute dall'incontro organizzato dall'associazione “È Possibile”, non più tardi di qualche settimana.
È ormai evidente a tutte e tutti come ciascun frammento dell'arcipelago della sinistra italiana sia, da solo, insufficiente, anche e soprattutto in relazione ai cambiamenti che stanno avvenendo (a partire dal ritrovato attivismo della CGIL).
Stanno maturando i tempi affinché, tutte e tutti insieme, si faccia un piccolo passo indietro, per farne, subito dopo, due molto più grandi in avanti.
È molto importante approcciarsi con lo spirito giusto ai prossimi appuntamenti: sbaglieremmo molto, forse tutto, se li considerassimo come l'incontro “di Civati”, “de L'Altra Europa con Tsipras”, o “di SEL”. Sono, invece, spunti di riflessione da cui partire, magari, per organizzare un'iniziativa comune (costituente?) che sia – perché no? – propedeutica anche a fare chiarezza in vista delle elezioni regionali di maggio.
Una “nuova Sinistra”, citando Civati, è possibile. Costruiamola tutte e tutti assieme!

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