Articolo pubblicato nel blog di Cosmopolitica.
La fase di transizione verso il nuovo soggetto della sinistra sembrava infinita; ora, invece, si vede la luce in fondo al tunnel.
Poche settimane fa, la rottura del tavolo a cui sedevano Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione Comunista, Possibile, ACT, L’Altra Europa con Tsipras e Sinistra Lavoro faceva presagire uno stallo ancora lontano dal venir risolto.
La convocazione, tramite l’appello “Per la sinistra di tutte e tutti”, dell’appuntamento di venerdì, sabato e domenica ha ridato slancio alla fase costituente del nuovo soggetto della sinistra italiana.
Ma perché i lavori del tavolo si sono arenati? Il pomo della discordia è stato, ed è tuttora, il futuro dei partiti attualmente esistenti. Devono sciogliersi? Non devono sciogliersi? La discussione si è fermata su questo interrogativo.
A mio avviso, non ci sono dubbi: è necessario avviare un processo costituente che superi gli attuali partiti. Dobbiamo costruire una nuova casa che sia davvero di tutte e tutti, senza steccati e recinzioni. Ogni alternativa che lasci in vita le attuali organizzazioni (penso ad una federazione e mi viene in mente il fallimento della Federazione della Sinistra a cui hanno lavorato Rifondazione ed ex PdCI) è destinata a fallire: perpetrare la frammentazione non produrrà alcun buon risultato, soprattutto agli occhi di una base sempre più disillusa e disincantata che vede come fumo negli occhi le attuali divisioni in tanti, forse troppi, partiti.
La discussione sulla forma rischia di restare una questione tra addetti ai lavori, se non viaggia in compagnia di un confronto altrettanto serrato su cosa uscirà dai tre giorni di Cosmopolitica.
Dovendo indicare la prima battaglia che dovrà intraprendere il nuovo soggetto, credo che la scelta debba ricadere sull'introduzione, anche e finalmente nel nostro paese, di un reddito minimo garantito per tutte e tutti.
La crisi morde; i numeri sono noti a tutti, nonostante i tweet di Matteo Renzi. Il lavoro manca e, quando c’è, è precario. Il tasso di disoccupazione si mantiene a livelli preoccupanti. I più giovani faticano a trovare un’occupazione che consenta loro di pensare al futuro; i meno giovani non riescono a reinserirsi in un mondo del lavoro che chiude loro le porte in faccia.
Serve, allora, un segnale forte, un messaggio che arrivi a tutte e tutti per una politica che, finalmente, non lasci più indietro nessuno. Quale misura migliore, allora, dell’introduzione di un reddito minimo garantito?
Vi sono, poi, alcune scadenze elettorali a breve termine cruciali per il futuro del nostro paese.
Penso al referendum contro le trivelle nei nostri mari. La decisione del governo di negare l'election day è scandalosa: il Partito Democratico, al governo, nega quello che chiedeva quando era all'opposizione. La data del 17 aprile, poi, è un ulteriore ostacolo sulla strada delle nostre ragioni, quelle del no alle trivelle e del sì alle energie rinnovabili ed alla tutela del nostro ambiente e del nostro paesaggio: un patrimonio che il governo vuole svendere alle multinazionali del petrolio.
E penso, anche, all'appuntamento di giugno, quando saremo chiamati a dire la nostra su una riforma costituzionale che, se letta assieme all'Italicum, potrebbe finire per dare poteri enormi ad una maggioranza che, forse, tale non è.
“C'è bisogno di sinistra” è una frase che, negli ultimi tempi, è stata fin troppo usata. Ma la sinistra, negli ultimi tempi, non è stata all'altezza delle sfide da fronteggiare. Schiacciata tra un rapporto sempre più problematico con il Partito Democratico e la nascita e l’ascesa del Movimento 5 Stelle, la sinistra si è ritrovata stretta in questa morsa ed incapace di affermare le sue ragioni.
Anche “un altro mondo è possibile” è uno di quegli slogan che non manca mai. Io, però, credo che sia davvero così. Credo davvero che un altro mondo – più equo, più giusto – sia possibile. E credo, però, che questo mondo non ce lo regalerà nessuno. Dobbiamo andare a prendercelo. Mettiamoci in cammino.

Dico semplicemente che non ci regala niente nessuno, pertanto concordo che chi ha voglia di continuare a svolgere un ruolo politico funzionale all'obiettivo di avere voti sufficienti ad avere una rappresentanza in ogni luogo istituzionale bisogna conquistarselo e lo si può fare insieme senza tante fuffe.
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