18/06/21

Ciao, Adil!


Di lavoro non si dovrebbe mai morire eppure, anche oggi, parliamo di una persona che è morta di lavoro.
Questa settimana si è aperta con le parole di Guido Barilla che, dopo aver ereditato la ricca azienda di famiglia, invita le ragazze ed i ragazzi a rifiutare i sussidi ed a mettersi in gioco. E si chiude con l’ennesima morte sul mondo del lavoro.
Adil Belakhdim aveva 37 anni ed aveva tutta la vita davanti. Era coordinatore provinciale del Si Cobas a Novara ed è morto durante una manifestazione nei pressi di una sede della Lidl. Pare sia stato travolto da un camion che ha forzato il blocco del presidio e che il suo corpo sia stato trascinato per alcuni metri. L’autista è scappato senza prestare soccorso, ma è stato rintracciato e fermato dai carabinieri.
La crisi del lavoro in Italia è tutta qui: nei salari e negli stipendi sempre più bassi, nei diritti che mancano e nelle morti che, purtroppo, continuano a riempire le pagine dei giornali.
Eppure il pensiero liberista ritiene che i problemi del mondo del lavoro derivino dal reddito di cittadinanza ed alcuni politici non vedono motivi per rifiutare un lavoro da 600,00 € mensili.
La fine del blocco dei licenziamenti è alle porte; si sta per aprire una stagione di insicurezza per molte lavoratrici e molti lavoratori il cui posto di lavoro è a rischio. In uno scenario simile, è ancora più grave leggere della morte di un uomo, di un lavoratore, di un sindacalista che rivendicava i suoi diritti e quelli delle sue colleghe e dei suoi colleghi.
Un lavoro sicuro e dignitoso, un salario che non trasformi la fine del mese in un traguardo irraggiungibile e la piena titolarità dei diritti nel mondo del lavoro per tutte e tutti: se davvero vogliamo uscirne migliori, questo è davvero il minimo che possiamo pretendere.

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