30/06/21

Dalla parte dell'ANPI e dell'Istituto Storico


La scelta con la quale l’amministrazione comunale ha, di fatto, escluso l'ANPI e l’Istituto Storico di Macerata dalla celebrazione della Liberazione della nostra città rappresenta uno strappo istituzionale molto grave. Ed ancora più preoccupanti, se possibile, sono le motivazioni che la vice Sindaca, per conto della Giunta, ha illustrato spiegando le ragioni di una decisione che ci trova totalmente in disaccordo.
Noi ci limitiamo a ricordare la storia ed il contributo dato dalle partigiane e dai partigiani per la Liberazione dell’Italia, compresa Macerata. E ricordiamo che l’ANPI nasce proprio per non disperdere i valori della Resistenza alla dittatura nazifascista. Per tramandare quei valori alle generazioni successive e per far sì che la memoria resti viva nella nostra quotidianità e non rimanga confinata nei libri di Storia, l’associazione è stata aperta alle antifasciste ed agli antifascisti.
La scelta del Comune di Macerata liscia il peso al revisionismo di chi vuole equiparare partigiani e repubblichini. Non è questa, però, la storia della nostra Repubblica. E non è questa la storia di chi ha lottato e dato la propria vita per liberare l’Italia dalla dittatura.
L’ANPI non è affatto un’associazione divisiva: è l’associazione di chi crede nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza. È la casa di tutte le antifasciste e di tutti gli antifascisti.
Spiace, quindi, che il Comune abbia fatto questo scelta ed invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio promosso dall’ANPI oggi pomeriggio alle 19 al Monumento dei Caduti.

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