14/03/15

Il mio intervento all'assemblea regionale del Cantiere Altre Marche Sinistra Unita


Cinque anni fa eravamo un'anomalia: era il tempo del bipolarismo; ed all'improvviso è arrivato il modello Marche: il Partito Democratico si è alleato con il centro; e la sinistra ha corso da sola.
In questi cinque anni, abbiamo visto che il modello Marche è stato esportato nella provincia di Macerata. Ed abbiamo visto che al governo nazionale sono arrivate le larghe intese.
Il centrosinistra è esistito lo spazio di una campagna elettorale, quella delle elezioni politiche del febbraio del 2013.
Dico queste cose, con grande affetto e stima, alle compagne ed ai compagni (amministratori di alcuni comuni della provincia di Macerata) che hanno promosso un documento in cui si chiede, in sostanza, di non chiudere le porte ad un'alleanza con il Partito Democratico. Non si tratta di rinnegare le pratiche di buon governo del territorio che abbiamo messo (e stiamo ancora mettendo) in campo. Penso, però, che non possiamo essere sempre e solo noi a difendere queste esperienze. Sarebbe bene che, ogni tanto, anche il PD spendesse due parole a tutela di questi governi, se ci tiene.
Oggi siamo qui per avviare un progetto che dovrebbe portarci verso le elezioni regionali, ed, auspicabilmente, oltre.
Forse siamo indietro, forse no. Ma questo non è il tempo delle recriminazioni e dei rimpianti. È il tempo della costruzione.
Noi, oggi, dobbiamo uscire da qui. Ma non dobbiamo raccontare che la sinistra si è unita, o si sta unendo: rischierebbe di essere l'ennesimo buon proposito che, tra qualche mese, potrebbe naufragare.
La crisi morde nei termini che sono stato ricordati da molti compagni che hanno preso la parola prima di me. E la risposta non può essere l'unità della sinistra.
Servono risposte concrete; e noi, allora, dobbiamo raccontare le nostre idee “altre” per una regione “altra”: le nostre proposte per l'ambiente, per il territorio, per l'economia, per il lavoro.
“Alternativa” è stata una delle parole più pronunciate negli interventi che mi hanno preceduto. Io la declinerei in due modi. Il primo, senza dubbio, è nei confronti del governo regionale di questi ultimi anni. Ma il secondo è nei confronti di una cosa complessa, spesso semplificata col termine di antipolitica, che – noto – sta entrando anche nel nostro campo. Procediamo tutti assieme: partiti, associazioni, movimenti, donne e uomini che hanno tempo e voglia da dedicare a questo progetto. C'è bisogno del contributo di tutte e di tutti.
Chiudo con un breve resoconto dell'assemblea del comitato provinciale che si è riunita mercoledì scorso. Sono emerse due questioni.
La prima riguarda la necessità e l'urgenza di procedere lungo la strada della costruzione di questo spazio politico. I recenti risultati elettorali di Emilia Romagna e Calabria ci dicono che, a sinistra del PD, c'è spazio per una sola formazione politica. E pure in Liguria e, da ultimo, in Toscana si sta procedendo lungo questa direzione.
Infine, si è discusso sulla figura del candidato alla presidenza. Si è ritenuto di indicare alcuni criteri da seguire nella scelta del nostro presidente (e, a cascata, in quella dei consiglieri): serve una figura che garantisca il percorso in atto e che sia presente anche dopo le elezioni: un garante di oggi e di domani. Serve, inoltre, un candidato pronto a spendersi attivamente e con forza in una campagna elettorale che si preannuncia tutt'altro che semplice. In questo senso, il comitato maceratese propone una rosa di tre nomi: oltre a quelli di Edoardo Mentrasti e Roberto Mancini, è emerso il nome di Riccardo Piacciafuoco, ambientalista già attivo nei comitati a difesa dell'acqua pubblica.

10/03/15

SEL e Rifondazione: "la nuova storia iniziata nel 2010 merita un secondo capitolo"

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Le primarie che si sono concluse ieri sera hanno certificato quello che avevamo già detto nelle settimane scorse.
Il governo di Romano Carancini, la sua persona, possono aver suscitato qualche perplessità nelle assemblee e nelle stanze di questo o di quel partito.
I dati reali, invece, dicono il contrario, e raccontano di un’affluenza che ha superato ogni più rosea aspettativa e di un risultato chiaro ed incontrovertibile: Romano Carancini sfiora i tremila voti (oltre 400 in più di Bruno Mandrelli), raggiungendo il 53,93% dei consensi.
La città ha affidato anche questa volta (come già cinque anni fa) a Romano Carancini il compito di guidare la coalizione di centrosinistra in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo maggio. Lo ha fatto sulla base di proposte programmatiche che mirano a completare il lavoro iniziato in questo mandato. Ci piace ricordare, a questo proposito, alcuni degli impegni assunti dal Sindaco uscente: la prosecuzione della riqualificazione del centro storico, lo stop al consumo del territorio e l’attenzione al settore della scuola.
Non appena il risultato è stato ufficializzato, sui giornali sono apparse polemiche strumentali sulla composizione del voto: alcuni rimarcano come abbia pesato il voto della destra, altri si concentrano sul voto cattolico.
Noi ci limitiamo a ricordare il contributo portato da Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista in un successo che, in prima battuta, appartiene a tutte le donne e tutti gli uomini che, senza una struttura alle spalle, hanno creduto che la nuova storia iniziata nel 2010 sia un bel libro che merita un secondo capitolo.

08/03/15

#MacerataCredici

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Giovedì, assieme a Roberto Muscolini e Pierpaolo Tartabini, abbiamo ufficializzato il sostegno di SEL e di Rifondazione Comunista a Romano Carancini al ballottaggio di oggi.
Perché? Perché abbiamo ottenuto le risposte che cercavamo relativamente alla coalizione e, soprattutto, ai programmi: avanti con la riqualificazione del centro storico, stop al consumo del territorio e maggiore attenzione alla scuola.
Ne segnalo altre due, che prendo dal programma di Romano.
Il consigliere comunale aggiunto, per valorizzare, finalmente e definitivamente, il ruolo della comunità studentesca nella nostra città.
Ed i 100.000,00 € da destinare annualmente alla creazione di cinque start up che sostengano l'occupazione giovanile.
Noi ci crediamo. Per questo, vi invitiamo ad andare a votare Romano Carancini al ballottaggio delle ‪primarie del centrosinistra‬.
I seggi sono aperti fino alle 22:00 e non si deve versare alcun contributo.
Macerata, credici‬!

07/03/15

Sinistra Ecologia Libertà con Romano Carancini

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Domenica si chiude il percorso delle primarie del centrosinistra. Un percorso che, a nostro avviso, è nato male ed è proseguito peggio: basta leggere gli articoli della stampa locale per capire in quali condizioni si sta arrivando al ballottaggio di domenica 8 marzo. SEL non ha partecipato a questa competizione: a suo tempo, abbiamo posto al Partito Democratico ed agli altri partiti della coalizione che sostengono l'amministrazione uscente due questioni: qual è la cornice programmatica entro la quale i candidati possono muoversi? Qual è la coalizione che promuove la scelta del candidato sindaco? Abbiamo ricevuto risposte molto vaghe; a nostro giudizio insufficienti. Per cui, abbiamo deciso di non partecipare alle primarie. Martedì 3 marzo, Romano Carancini ci ha convocato per un confronto. Gli abbiamo esposto le criticità che ci hanno spinto a restare fuori dalle primarie e gli abbiamo chiesto la sua posizione in merito a tali questioni. Romano Carancini ha accettato le nostre tre priorità programmatiche: gli abbiamo chiesto di proseguire la riqualificazione del centro storico e la pedonalizzazione di piazza della Libertà, di prestare maggiore attenzione alle scuole (con particolare riferimento agli edifici scolastici) e di fermare, come già fatto in questi cinque anni, il consumo del territorio. Ha, inoltre, ribadito di voler ripartire dalla coalizione uscente, valorizzando il ruolo ed il contributo della sinistra ed opponendosi ad ingressi di persone e liste che snaturerebbero la natura del centrosinistra. Le sue risposte ci hanno convinto; così ieri – in una conferenza stampa convocata unitariamente a Rifondazione Comunista – abbiamo annunciato il nostro sostegno a Romano Carancini. Per questi motivi, vi invitiamo, domenica 8 marzo, a votarlo al ballottaggio delle primarie del centrosinistra. A questo link, trovate il suo programma. Ricordiamo, infine, che può votare anche chi non ha partecipato al primo turno.

06/03/15

Col pareggio ci perdi: proposta di legge popolare per abolire il pareggio di bilancio in Costituzione

Articolo pubblicato su Via Libera.


È possibile che il Parlamento dichiari illegale una certa politica economica?
Il buon senso porterebbe a rispondere di no: vi sono, infatti, differenti scuole di pensiero che si confrontano sul ruolo che lo Stato dovrebbe giocare in campo economico.
Eppure, nel 2012, il Parlamento italiano ha modificato l'articolo 81 della nostra Costituzione, inserendo nella carta fondamentale il principio del pareggio di bilancio. Erano i tempi del governo Monti, e si credeva che l'unica via uscita dalla crisi fosse l'adesione acritica alle disposizioni della troika.
Le camere hanno licenziato, a larga maggioranza, la legge costituzionale n.1 del 2012 che, in buona sostanza, impegna lo Stato italiano a spendere solo e soltanto quanto incassa.
Si tratta di una decisione assolutamente errata, che certifica l'impossibilità di indebitarsi per fronteggiare una fase recessiva come quella che stiamo vivendo ormai da molti anni e determina la perdita di uno strumento di politica economica estremamente efficace per impedire che una crisi possa produrre gli effetti che stiamo vivendo: disoccupazione, precarietà, assenza di reddito e di diritti.
Colpisce ancora di più come una simile idea sia arrivata addirittura nel testo che raccoglie i principi ispiratori e fondanti di uno stato. È accettabile che la scelta netta e chiara di una politica economica venga messa sullo stesso piano del principio di uguaglianza (formale e sostanziale) e del riconoscimento della pubblica istruzione, per fare un paio di esempi?
Le politiche di austerità hanno aggredito la democrazia italiana fino alle sue radici. Ed è da qui che si deve ripartire.


Alcuni mesi fa si è costituito un comitato che promuove la raccolta delle firme necessarie per invertire la rotta delle attuali politiche europee e costruire un modello diverso di Europa, in cui le persone non siano variabili subordinate alla contabilità ed alla finanza. Tale comitato è presieduto da Stefano Rodotà ed è composto, tra gli altri, da don Vinicio Albanesi, Giorgio Airaudo, Andrea Baranes, Leonardo Becchetti, Fausto Bertinotti, Francesca Chiavacci, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni, Luciano Gallino, Maurizio Landini, Giulio Marcon, Norma Rangeri, Marco Revelli e padre Alex Zanotelli.
Va detto che, dalla nascita di questo comitato, si sono un po' spenti i riflettori su questa iniziativa. Ed il tempo stringe: le firme andranno consegnate entro il 15 Aprile.
Nelle prossime settimane, anche a Macerata saranno organizzati alcuni banchetti: l'appuntamento è in corso Matteotti, il mercoledì mattina ed il sabato pomeriggio.
Con il pareggio ci perdiamo. Ed è il tempo di vincere.

02/03/15

Provincia: risparmi sui precari, ma non sugli assessori

Post pubblicato nel blog della federazione provinciale SEL Macerata.

 

Abbiamo già denunciato le condizioni di difficoltà in cui versa la provincia di Macerata, in seguito all'approvazione della riforma Delrio. 
Difficoltà di carattere politico: l'ente sta lentamente perdendo le sue funzioni e le sue competenze; e sembra attendere passivamente il 2016, quando scadrà il consiglio attualmente in carica.
Ma le difficoltà hanno anche una natura prettamente economica e finanziaria. Non sono, evidentemente, sufficienti iniziative estemporanee, anche quando apprezzabili (si veda la rinuncia di Esildo Candria ai gettoni di presenza di sua competenza). E pure scelte poco più che folkloristiche (ha senso spegnere i termosifoni a dicembre, quando nevica?) lasciano il tempo che trovano.
In questo quadro, dispiace che la provincia abbia deciso di non prolungare la collaborazione in essere da alcuni anni con alcune lavoratrici ed alcuni lavoratori che, dall'oggi al domani, si sono trovati senza lavoro.
Dispiace perché, ancora una volta, i problemi vengono scaricati sulle spalle degli ultimi.
Lungi da noi la volontà di cavalcare l'antipolitica che, da qualche anno a questa parte, sta trovando terreno fertile nella nostra società; non possiamo, tuttavia, fare a meno di notare che restano inalterati gli impegni finanziari verso consiglieri ed assessori che, per loro stessa ammissione, si limitano a svolgere attività di ordinaria amministrazione.
Le istituzioni provinciali non possono essere l'ufficio di collocamento di chi prepara il terreno agli imminenti appuntamenti elettorali.
Auspichiamo, ancora una volta, che si apra un dibattito franco e serio su quanto la provincia possa dare alle donne ed agli uomini del territorio maceratese da qui al 2016.

01/03/15

Macerata, credici


La passione per la politica mi ha spinto fino al punto in cui mi trovo oggi.
Mi ha portato a diventare coordinatore del circolo locale e ad entrare nel coordinamento provinciale di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà.
Per questo, avverto la (piacevole e bella) responsabilità di rappresentare una comunità, magari non grandissima. Ma sento, in qualche modo, di non essere un cane sciolto: politicamente, alcune persone identificano in quello che faccio ed in quello che dico le parole e le scelte di SEL.
Vorrei provare, giusto il tempo di scrivere queste parole, a spogliarmi di questa responsabilità e parlare delle primarie cittadine per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra.
SEL non partecipa; qui è possibile leggere le motivazioni di tale decisione.
Ho seguito la campagna elettorale dei due sfidanti principali.
Ho avuto modo di (ri)apprezzare le cose buone che ha fatto l'amministrazione uscente. Ed ho (ri)notato, con una punta malcelata di orgoglio sellino, quello che di positivo è riuscito a fare Stefania Monteverde.
Ho ascoltato le proposte di Romano Carancini e di Bruno Mandrelli, da cui emergono due punti di rottura che mi hanno colpito.
Il primo punto riguarda il parcheggio a servizio del centro storico: tra chi propone di riqualificare il ParkSì e di costruire una nuova struttura a Rampa Zara, io sto con il primo (se n'era già discusso qui). Credo che la riqualificazione dell'esistente sia sempre da preferire alla costruzione di nuove opere. E poi, diciamolo chiaramente: Macerata non ha bisogno che altro cemento cada sulla sua testa.
Il secondo, se vogliamo, è meno immediato. Riguarda l'università e tocca il mio passato nel sindacato studentesco. Tra chi si spende per l'introduzione della figura del consigliere comunale aggiunto e chi per quella di un assessorato specificatamente dedicato all'università, io sto, ancora una volta, con il primo. Perché risponde all'idea di partecipazione che coinvolge in prima battuta la platea interessato (in questo caso, le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Macerata: una ricorda di questa città che, troppo spesso, passa in secondo piano). Temo, invece, che l'assessorato possa finire per rappresentare un ulteriore filtro tra rappresentanti e rappresentati. Anche se, va detto, le due proposte non sono necessariamente alternative. Ma, dovendo scegliere, scelgo la prima.
Per questi (e per altri che evito di elencare per non dilungarmi troppo) motivi, credo che la nuova storia iniziata cinque anni fa meriti un secondo capitolo. Non tutto, evidentemente, è andato bene; ed ogni cosa è perfettibile.
Ma, oggi, ho deciso di crederci.
Insieme a Romano Carancini.