01/03/15

Macerata, credici


La passione per la politica mi ha spinto fino al punto in cui mi trovo oggi.
Mi ha portato a diventare coordinatore del circolo locale e ad entrare nel coordinamento provinciale di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà.
Per questo, avverto la (piacevole e bella) responsabilità di rappresentare una comunità, magari non grandissima. Ma sento, in qualche modo, di non essere un cane sciolto: politicamente, alcune persone identificano in quello che faccio ed in quello che dico le parole e le scelte di SEL.
Vorrei provare, giusto il tempo di scrivere queste parole, a spogliarmi di questa responsabilità e parlare delle primarie cittadine per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra.
SEL non partecipa; qui è possibile leggere le motivazioni di tale decisione.
Ho seguito la campagna elettorale dei due sfidanti principali.
Ho avuto modo di (ri)apprezzare le cose buone che ha fatto l'amministrazione uscente. Ed ho (ri)notato, con una punta malcelata di orgoglio sellino, quello che di positivo è riuscito a fare Stefania Monteverde.
Ho ascoltato le proposte di Romano Carancini e di Bruno Mandrelli, da cui emergono due punti di rottura che mi hanno colpito.
Il primo punto riguarda il parcheggio a servizio del centro storico: tra chi propone di riqualificare il ParkSì e di costruire una nuova struttura a Rampa Zara, io sto con il primo (se n'era già discusso qui). Credo che la riqualificazione dell'esistente sia sempre da preferire alla costruzione di nuove opere. E poi, diciamolo chiaramente: Macerata non ha bisogno che altro cemento cada sulla sua testa.
Il secondo, se vogliamo, è meno immediato. Riguarda l'università e tocca il mio passato nel sindacato studentesco. Tra chi si spende per l'introduzione della figura del consigliere comunale aggiunto e chi per quella di un assessorato specificatamente dedicato all'università, io sto, ancora una volta, con il primo. Perché risponde all'idea di partecipazione che coinvolge in prima battuta la platea interessato (in questo caso, le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Macerata: una ricorda di questa città che, troppo spesso, passa in secondo piano). Temo, invece, che l'assessorato possa finire per rappresentare un ulteriore filtro tra rappresentanti e rappresentati. Anche se, va detto, le due proposte non sono necessariamente alternative. Ma, dovendo scegliere, scelgo la prima.
Per questi (e per altri che evito di elencare per non dilungarmi troppo) motivi, credo che la nuova storia iniziata cinque anni fa meriti un secondo capitolo. Non tutto, evidentemente, è andato bene; ed ogni cosa è perfettibile.
Ma, oggi, ho deciso di crederci.
Insieme a Romano Carancini.

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