29/12/20

La famiglia di ConfCommercio


L’uomo porta il pane a casa e si fa carico – lui e solo lui – di mantenere la “sua” famiglia. La donna è la moglie dell’uomo. Cucina, lava e stira. Stop. Il bambino è il futuro dell’uomo.
Negli uffici della provincia di Lucca e Massa Carrara di Confcommercio le lancette del tempo si sono fermate diversi anni fa. Oltre gli stereotipi di questa grafica esiste un mondo che cambia, una realtà articolata fatta di donne che lavorano e che lottano per la loro autodeterminazione, di famiglie arcobaleno piene di amore e di rispetto, di bambine e di bambini, di ragazze e di ragazzi che devono crescere nella consapevolezza della necessità e dell’importanza di costruire una reale parità di genere.
Le semplificazioni non fanno bene. Mai.

28/12/20

Rosina, una donna


La nostra provincia è stata colpita, ancora una volta, da un fatto di cronaca che l’ha tristemente portata alla ribalta nazionale.
A Rosina Cassetti va un pensiero affettuoso. Le autorità competenti sono già al lavoro per fare luce sulla sua morte e l’auspicio è che il tempo e le indagini le rendano giustizia.
Un fatto, al momento, è certo, ma non necessariamente legato all’omicidio: martedì prossimo Rosina avrebbe dovuto incontrare l’avvocata del Centro Sos Donna di Macerata. Questo appuntamento è la spia di una situazione familiare complessa che le parole delle amiche di Rosina confermano quando descrivono una donna impossibilitata ad utilizzare il suo giardino ed a guidare la sua automobile.
Illustrando uno dei numerosi DPCM, Giuseppe Conte ha dichiarato che, in uno stato liberale, il Governo non entra nelle nostre case per controllare il rispetto delle norme. È giusto. La politica, però, ha il compito di fare luce sulle troppe zone d’ombra nelle quali si fa spazio la violenza, spesso di genere.
La telefonata al Centro antiviolenza segnala un malessere non necessariamente legato alla morte di Rosina. Sentirsi ospite o, peggio ancora, indesiderate a casa propria è una situazione terribile, che molte donne vivono quotidianamente.
Questa telefonata ci richiama, ancora una volta, alla necessità di praticare un’educazione paritaria tra donna e uomo ed al rispetto quotidiano delle donne, ben oltre le parole, a volte retoriche, di ogni 8 marzo e 25 novembre.
Ripartiamo da qui: sembra scontato, ma evidentemente non lo è.

22/12/20

Patrimoniale, ne abbiamo parlato


Un emendamento alle legge di bilancio presentato nei giorni scorsi ha fatto molto discutere. Chi, nel mondo dell’informazione e della politica, non condivide questa proposta l’ha semplificata parlando di patrimoniale in termini denigratori, ma la realtà è che il testo dell’emendamento è ben più articolato.
Nicola Fratoianni e Matteo Orfini sono i primi firmatari di questo emendamento. Al momento della sua presentazione è stato bocciato dalla commissione bilancio per mancanza di coperture. Il ricorso contro questa ingiusta esclusione è stato vinto. Tuttavia, il parere contrario del Governo ha convinto i proponenti a ritirare l’emendamento che, dunque, non fa attualmente parte della discussione parlamentare.
Attorno a questo tema è stata fatta molta confusione, che ha portato a parlarne poco e male. Oggi, dunque, proviamo a mettere ordine e fare chiarezza: questa scelta ci è costata degli insulti sui social che, come spesso accade, hanno colpito soprattutto le donne. A Serena, dunque, va un grande abbraccio da tutte e tutti noi.
Questa proposta non è stata accolta benissimo dai grandi gruppi editoriali né da gran parte del mondo politico: secondo alcuni esponenti delle opposizioni dovremmo essere arrestati, mentre anche nella maggioranza le voci favorevoli sono state troppo poche. Nicola Zingaretti ha derubricato ad iniziativa personale le adesioni delle deputate e dei deputati del Partito Democratico, mentre nel Movimento Cinque Stelle l’unica voce a favore dell’emendamento che ho ascoltato è quella di Andrea Colletti in un’intervista al Manifesto di qualche settimana fa.
In Italia la parola patrimoniale è una parola tabù che evoca brutti ricordi. Penso, in particolare, al prelievo forzoso del governo Amato dei primi anni novanta. Forse per questo è complesso riuscire ad entrare nel merito della nostra proposta.
In realtà questo emendamento non ha nulla di terrificante. La maggioranza della popolazione non ha nulla da temere, ma, anzi, ha qualcosa da guadagnare. L’emendamento fa una cosa molto semplice: cerca i soldi dove stanno, cioè nella fascia più ricca della popolazione (come chiede la Costituzione).
L’emendamento è stato ritirato, ma Fratoianni ed Orfini non hanno intenzione di fermarsi: hanno già dichiarato di volerlo ripresentare in aula alla Camera, al Senato, dichiarandosi pure pronti a lavorare ad un apposito Disegno di Legge. Credo che facciano bene: da anni diciamo che il sistema tributario italiano va riformato secondo criteri di equità, giustizia e progressività. Questa proposta è un primo passo nella giusta direzione. Alcuni paesi, peraltro, lo stanno facendo: penso, in particolare alla riforma fiscale adottata dalla Spagna. Provvedimenti come questi danno un senso alla presenza delle forze di sinistra al governo. Ricordo un’intervista di Nicola Fratoianni al Riformista di qualche mese fa il cui titolo dice tutto: “che guaio se la sinistra al governo si scorda di cambiare il mondo”.
Questa proposta, secondo me, ha un ulteriore duplice merito.
Astrattamente, afferma un principio di giustizia fiscale secondo cui chi ha di più deve dare di più.
Concretamente, va a trovare e recuperare nuove risorse che mai come ora sono urgenti ed importanti.
La pandemia segnala, da un lato, l’importanza dello Stato in settori chiave come la sanità e l’istruzione e, dall’altro, rivela quanto errate siano state le politiche economiche degli ultimi anni, improntate su austerità e tagli lineari alla spesa pubblica in nome dei conti pubblici da tenere in ordine.
Il risultato è che lo Stato si è trovato incapace di fronteggiare a pieno gli effetti della pandemia perché, nel tempo, è stato privato di risorse importanti ed utili.
Serve un’inversione di marcia che consenta di aumentare la capacità di spendere senza attendere le decisioni dell’Unione Europea (penso al Next Generation EU ed al dibattito sul ricorso al MES sanitario) e di individuare e definire le priorità per costruire una società più giusto.
È un compito che solo la politica può svolgere.

20/12/20

Patrimoniale, ne parliamo


Nei giorni scorsi Nicola Fratoianni e Matteo Orfini hanno presentato un emendamento alla legge di bilancio per introdurre una tassa patrimoniale. O, almeno, questo è quello che abbiamo letto nei mezzi di comunicazione ed ascoltato ai telegiornali.
Da destra a sinistra, passando per il Movimento Cinque Stelle, molte sono state le critiche avanzate contro questa proposta.
Perché? Stiamo davvero mettendo le mani nelle tasche degli italiani? Stiamo davvero attaccando il ceto medio? Quali sono le reali intenzioni di Fratoianni, Orfini e delle deputate e dei deputati di Liberi e Uguali e Partito Democratico che hanno firmato l’emendamento?
Lunedì sera Giovanni Paglia, deputato della scorsa legislatura ed attuale responsabile economia di Sinistra Italiana, sarà in diretta con noi per discutere di questo e di altro ancora.
Dialogheranno con lui Giuseppe Buondonno (segretario regionale di Sinistra Italiana) e Michele Verolo (coordinatore provinciale di Sinistra Italiana).
L’appuntamento è alle ore 21:15 di domani – lunedì 21 dicembre – in diretta nella pagina Facebook Sinistra Italiana Macerata.

15/12/20

Produci. Consuma. Crepa.


Il Presidente di Confindustria Macerata dice una cosa giusta: la pandemia ci fa tristemente compagnia oramai da quasi un anno. Tutte e tutti noi siamo stanchi di questa situazione e l’auspicio è che la somministrazione del vaccino possa essere l’inizio di una risalita verso una normalità da riscrivere su parametri di sostenibilità.
Lascia, invece, senza parole la seconda parte del suo discorso: il cinismo con cui vengono auspicate nuove ed ulteriori riaperture, sacrificando con leggerezza ed inevitabilità altre vite umane, offende le persone morte in questi mesi. È una grave mancanza di rispetto nei confronti di chi non ha potuto piangere la morte dei loro cari e verso il personale sanitario che è in prima linea contro la pandemia: troppe risorse, negli anni precedenti, sono state dirottate alla sanità privata, ma ora dobbiamo ringraziare il Servizio Sanitario Nazionale e restituirgli, anche dal punto di vista economico e finanziario, la centralità che merita.
Abbiamo tanta nostalgia degli abbracci ai nostri amici ed ai nostri parenti. Ci manca la scuola in presenza, che mai può essere rimpiazzata dalla tecnologia. Ma la nostra salute viene prima di tutto, anche prima del profitto di pochi.
Ci chiediamo, infine, quali siano le posizioni del Sindaco di Macerata e del Presidente della Regione Marche: entrambi erano presenti all’iniziativa organizzata da Confindustria; nessuno dei due ha ancora commentato queste parole dalle quali ci aspettiamo una netta presa di distanza, anche con provvedimenti che tutelino la salute di tutte e tutti noi.

10/12/20

10/12/48


Le ricorrenze possono servire a fare piena luce sulle ingiustizie da combattere per vivere in un mondo migliore e più giusto. Oggi ricordiamo la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta 72 anni fa.
Oggi, allora, dobbiamo ricordare quei casi nei quali questi diritti non sono riconosciuti né rispettati.
Il pensiero corre a Patrick Zaky, ingiustamente recluso in Egitto da quasi un anno.
Il pensiero corre a Giulio Regeni ed alla fatica con cui, dopo quasi cinque anni, siamo in cerca della verità sulla sua morte.
Il pensiero corre alle donne polacche che combattono per la loro autodeterminazione ed ai migranti che scappano da guerre, fame persecuzioni e povertà.
Sì, perché la violazione dei diritti umani è un tema che riguarda tutte e tutti noi da vicino: pulsioni illiberali sono, oramai, entrate nell’Unione Europea e troppa gente, anche a casa nostra, strizza l’occhio a personaggi che nulla hanno a che vedere con gli ideali di uguaglianza e libertà che dovrebbero essere praticati ogni giorno.
“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.”

08/12/20

La (brutta) politica ed il corpo delle donne


Tutto è partito dall’infelice omelia di don Andrea, vicario del vescovo di Macerata, che si è scoperto sostenitore del governo polacco e della sua legge sull’aborto contro cui in Polonia molte donne e molti uomini sono scesi in piazza.
Poi è arrivata l’assessora Giorgia Latini, unica donna scelta da Francesco Acquaroli per la sua Giunta, che rivendica la sua contrarietà all’aborto in un’intervista al TG3 a proposito di un’ipotetica revisione delle modalità di accesso alla pillola abortiva sulla falsa riga di quanto fatto in Umbria.
Infine, è giunto il turno del dottor Andrea Corsalini, presidente dei medici cattolici di Macerata, con un contributo che sembra banalizzare e semplificare l’aborto, rimuovendo tutte le difficoltà che portano una donna incinta a prendere questa decisione.
Sono parole gravi che trasformano il corpo delle donne in una piazza in cui tenere un confronto politico.
E sono gravi perché, nel caso dell’assessora Latini, provengono da una rappresentante delle istituzioni: non siamo interessati alla legittima opinione della neo assessora regionale alle pari opportunità sulla legge 194.
Chiediamo “solo”, come abbiamo già fatto, che la legge 194 sia pienamente attuata anche nelle Marche.
E diciamo basta al dibattito politico sui corpi delle donne. Probabilmente, la piena autodeterminazione di tutte e tutti è ancora lontana. Ma quando quel giorno arriverà, vivremo in una società migliore.