
Le ricorrenze possono servire a fare piena luce sulle ingiustizie da combattere per vivere in un mondo migliore e più giusto. Oggi ricordiamo la proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta 72 anni fa.
Oggi, allora, dobbiamo ricordare quei casi nei quali questi diritti non sono riconosciuti né rispettati.
Il pensiero corre a Patrick Zaky, ingiustamente recluso in Egitto da quasi un anno.
Il pensiero corre a Giulio Regeni ed alla fatica con cui, dopo quasi cinque anni, siamo in cerca della verità sulla sua morte.
Il pensiero corre alle donne polacche che combattono per la loro autodeterminazione ed ai migranti che scappano da guerre, fame persecuzioni e povertà.
Sì, perché la violazione dei diritti umani è un tema che riguarda tutte e tutti noi da vicino: pulsioni illiberali sono, oramai, entrate nell’Unione Europea e troppa gente, anche a casa nostra, strizza l’occhio a personaggi che nulla hanno a che vedere con gli ideali di uguaglianza e libertà che dovrebbero essere praticati ogni giorno.
“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo.”
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