
Tutto è partito dall’infelice omelia di don Andrea, vicario del vescovo di Macerata, che si è scoperto sostenitore del governo polacco e della sua legge sull’aborto contro cui in Polonia molte donne e molti uomini sono scesi in piazza.
Poi è arrivata l’assessora Giorgia Latini, unica donna scelta da Francesco Acquaroli per la sua Giunta, che rivendica la sua contrarietà all’aborto in un’intervista al TG3 a proposito di un’ipotetica revisione delle modalità di accesso alla pillola abortiva sulla falsa riga di quanto fatto in Umbria.
Infine, è giunto il turno del dottor Andrea Corsalini, presidente dei medici cattolici di Macerata, con un contributo che sembra banalizzare e semplificare l’aborto, rimuovendo tutte le difficoltà che portano una donna incinta a prendere questa decisione.
Sono parole gravi che trasformano il corpo delle donne in una piazza in cui tenere un confronto politico.
E sono gravi perché, nel caso dell’assessora Latini, provengono da una rappresentante delle istituzioni: non siamo interessati alla legittima opinione della neo assessora regionale alle pari opportunità sulla legge 194.
Chiediamo “solo”, come abbiamo già fatto, che la legge 194 sia pienamente attuata anche nelle Marche.
E diciamo basta al dibattito politico sui corpi delle donne. Probabilmente, la piena autodeterminazione di tutte e tutti è ancora lontana. Ma quando quel giorno arriverà, vivremo in una società migliore.
Nessun commento:
Posta un commento