31/12/14

Verso Human Factor

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Human Factor – cogli il segno del cambiamento” è la conferenza programmatica lanciata da Sinistra Ecologia Libertà che si terrà a Milano dal 23 al 25 gennaio 2015.
Può essere quella la sede per lanciare con forza l’idea di una nuova, articolata soggettività politica della sinistra italiana, sulla base di una elaborazione collettiva che avverrà in una serie di gruppi di lavoro.
Il dibattito sulla necessità di dare vita, finalmente, ad una soggettività unitaria della Sinistra è più vivo che mai; e SEL dà il suo contributo, al pari di quanto hanno fatto e stanno facendo, tra gli altri, l'associazione “È Possibile” di Pippo Civati e L'Altra Europa con Tsipras, che il 17 e 18 gennaio riunisce l'assemblea nazionale.
In vista dell'appuntamento di fine gennaio, il circolo di Macerata di SEL lancia un momento di confronto e di riflessione aperta, per discutere dell'iniziativa e delle sue prospettive per SEL e per la Sinistra italiana.
Ci vediamo lunedì 5 gennaio, alle ore 18:00, presso “Sotto il Ciliegio” (piazza della Libertà, 24).

Quale futuro per il cinema Italia?

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Lunedì sera abbiamo partecipato all'assemblea aperta convocata per discutere il futuro e le prospettive del Cine Teatro Italia.
La situazione sembra complessa: l'Associazione Nuovo Cinema ha ottenuto il rinnovo della gestione fino al 2020 ed ora chiede un contributo al Comune per poter proseguire la sua attività.
Stefania Monteverde si è dimostrata disponibile - pur non nascondendo le difficoltà di questa soluzione - a ragionare sull'erogazione di una certa somma a fronte della quale i locali del cinema sono a disposizione del Comune per alcune giornate.
In molti interventi è emersa la necessità di aumentare gli incassi.
Credo anch'io che sia questa la questione primaria.
Bisogna capire se esiste una gamma di film (diversa da quella odierna) che consenta di aumentare le presenze senza snaturare eccessivamente l'offerta culturale del cinema (non si tratta, evidentemente, di proiettare il cinepanettone!), così da arrivare ad una gestione sostenibile economicamente, che non dipenda unicamente dai contributi pubblici né dalla generosità dei gestori.
Una frase, tra le tante ascoltate lunedì, mi ha colpito e fatto riflettere: oggi, molte studentesse e molti studenti non conoscono il cinema Italia.
Serve, allora, un progetto forte. Servirebbe una rete di associazioni che collabori alla gestione del cinema, che, a quel punto, potrebbe divenire il posto perfetto per le assemblee d'istituto delle scuole superiori, per conferenze, incontri e dibattiti pubblici, per le compagnie teatrale che vogliono provare e mettere in scena i loro spettacoli ed, infine, per l'organizzazione di eventi musicali. Tutto ciò, ovviamente, senza tralasciare la tradizionale attività cinematografica.
A quel punto, con un cinema Italia vivo, per il Comune sarebbe forse più semplice contribuire, nelle forme e nei modi corretti, alla gestione.
"Cinema Italia Bene Comune" è uno slogan trito e ritrito, ma sintetizza al meglio quella che, probabilmente, ad oggi, è l'unica possibilità per il cinema di avere un futuro all'altezza del suo passato.

30/12/14

La carica dei 101


Curiosità: questo è il post numero 101.
101, come i franchi tiratori (quasi tutti democratici) che chiusero la porta del Quirinale in faccia a Romano Prodi, padre di un progetto politico (l'Ulivo) da cui, qualche anno dopo, è sostanzialmente nato il Partito Democratico.
Oggi, con un Presidente della Repubblica praticamente dimissionario (sembra che l'uscita di scena di Giorgio Napolitano sia attesa entro la prima metà di gennaio), il nome del'ex Presidente del Consiglio è tornato alla ribalta.
Prima l'incontro con Matteo Renzi, poi la caduta del veto di Forza Italia: e se, con un paio di anni di ritardo, fosse scoccata l'ora del Professore?
Evidentemente, purtroppo, il Partito Democratico non sosterrà mai candidature eccellenti come quella di Stefano Rodotà. Studiando la composizione dell'assemblea chiamata ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, è difficile - tra i papabili alla successione di Napolitano - una figura migliore di quella di Prodi. Sarà... #lavoltabuona?

18/12/14

L'alternativa al potere: Officina Universitaria vince le elezioni studentesche

Articolo pubblicato su Via Libera.


Mercoledì 26 e giovedì 27 novembre si sono svolte le elezioni per il rinnovo della componente studentesca negli organi dell'Università degli Studi di Macerata per il biennio 2014 – 2016.
Le studentesse e gli studenti dell'ateneo della nostra città hanno deciso di cambiare: raccogliendo il 47% dei consensi, Officina Universitariaè uscita largamente vincitrice da questa tornata elettorale.
Dopo moltissimi anni, dunque, Obiettivo Studenti abdica, e lascia spazio ai ragazzi guidati da Tommaso Alabardi: i circa trecento voti raccolti nei vari organi maggiori rappresentano circa la metà di quelli raccolti due anni fa.
Obiettivo Studenti si è lasciata superare anche da Rete Universitaria Nazionale che, dopo l'infelice risultato del 2012, si presenta – oggi – quale seconda lista d'ateneo, forte di un consenso che oscilla attorno al 20%.
Completano il quadro Azione Universitaria e Scossa UniMc.
La composizione del Consiglio degli Studenti consente di fotografare al meglio i rapporti di forza delineati dall'esito dello spoglio: Officina Universitaria si aggiudica quasi i due terzi dei seggi (tredici su ventuno). I restanti sette sono così ripartiti: quattro a RUN; tre ad Obiettivo Studenti e l'ultimo ad Azione Universitaria.


“L'alternativa credibile” è lo slogan con cui le ragazze ed i ragazzi di Officina Universitaria si sono presentati alla comunità studentesca.
Ed i risultati hanno premiato senza ombra di dubbio chi ha presentato una proposta di rottura rispetto al passato che, però, allo stesso tempo, fosse realistica e praticabile.
Ora, Officina Universitaria ha davanti a sé una sfida importante. Il contesto è sicuramente complesso: Renzi e Giannini, come già chi c'era prima di loro, stanno dimostrando di non avere particolarmente a cuore il destino dell'università e, più in generale, dell'istruzione pubblica e laica. A Macerata la situazione non è migliore: è possibile che la tassazione studentesca conosca un nuovo, ulteriore incremento, dopo quello sfumato pochi mesi fa (grazie alla battaglia condotta dal Consiglio degli Studenti). Gli spazi liberamente fruibili dalle studentesse e dagli studenti scarseggiano; e spesso possono essere ottenuti solo al termine di una lunga procedura burocratica. Manca una reale ed effettiva integrazione del corpo studentesco nel contesto della nostra città.
È possibile, allora, ipotizzare un'Università di Macerata "altra" rispetto a quella conosciuta fino ad oggi. I numeri sembrano dire di sì; ora sta - in primis - ad Officina Universitaria (senza voler dimenticare in alcun modo il contributo delle altre associazioni) non disperdere il capitale fiduciario accumulato in questi mesi.
Un'ultima riflessione va spesa relativamente all'affluenza. Purtroppo, le elezioni studentesche scontano un deficit di partecipazione. La politica universitaria sembra interessare poche persone: le università, oramai, si stanno trasformando in esamifici in cui l'unica cosa che conta è dare, senza sosta, un esame dopo l'altro. Molti pendolari, poi, vivono l'università giusto il tempo di frequentare le lezioni ed, appunto, sostenere gli esami, non curandosi di quelli che vengono ritenuti (a mio avviso, a torto) aspetti secondari. Ciò nonostante, l'affluenza alle urne ha registrato un piccolo aumento, attestandosi di poco oltre il 15%. L'auspicio, allora, è che queste ragazze e questi ragazzi sappiano riaccendere la curiosità della comunità studentesche per il destino dell'Università di Macerata.
“Puoi anche non occuparti di Politica, ma la Politica si occuperà comunque di te.”

16/12/14

Spunti dal coordinamento regionale SEL

Post pubblicato nel blog della federazione SEL Macerata.


Tre cose che ho detto nel corso dell'ultimo coordinamento regionale di SEL Marche.

  • La prima: siamo un partito piccolo, ma ambizioso. E la nostra ambizione è quella di riuscire a dare il nostro contributo alla costruzione di una Sinistra all'altezza dei tempi complessi e contraddittori che stiamo vivendo. Il lavoro del “Cantiere delle Altre Marche – Sinistra Unita” prova a muoversi in questa direzione. Dobbiamo costruire un campo largo, che sappia mettersi in sintonia con le istanze della società. Dobbiamo aprirci al dialogo ed allargare la partecipazione. Solo così riusciremo a dar vita ad un progetto non minoritario e credibile anche agli occhi di chi ha perso, e continua a perdere, fiducia nella politica e, nello specifico, nella Sinistra.
  • La seconda: nelle ultime settimane, è esplosa la crisi tra Gian Mario Spacca ed il Partito Democratico. Nel PD si è aperto un dibattito: alcuni esponenti di rilievo di quel partito hanno auspicato aperture a sinistra in vista della prossima tornata elettorale; altri hanno invocato le primarie per la scelta del nuovo candidato alla presidenza della Regione. In questo contesto, credo sia doveroso ascoltare le contraddizioni e le voci critiche che si alzano dalle parti dei democratici. Questo significa che la Sinistra debba allearsi con il PD? No: significa soltanto che deve prestare attenzione a quello che succede attorno a sé. La subalternità – credo – è una malattia che colpisce tanto chi si legherebbe mani e piedi al PD, quanto chi col PD non prenderebbe neanche un caffè.
  • La terza, ed ultima, cosa che ho detto riguarda più direttamente noi. È inutile nascondere che in SEL convivono due anime: una più vicina al PD ed una più attenta alla ricostruzione della Sinistra. Premesso che non credo che le due cose siano incompatibili, sabato ho detto che dovremmo prestare più attenzione e più considerazione alle opinioni di chi è vicino a noi. Finché l'avversario da combattere sarà la compagna o il compagno meno vicino a noi, non ci schioderemo mai dal 3 o 4%. È questo il primo errore, troppe volte commesso in passato, da non ripetere più.
Adelante!

Michele Verolo
(coordinamento provinciale SEL Macerata)

15/12/14

Oltre #900Buonaccorsi

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Oltre ‪#‎900Buonaccorsi‬, vi è l'idea che la cultura possa essere il traino di una città.
Ecco, allora, che il sacro si unisce al "profano": terminata la visita a Macerata Musei - Palazzo Buonaccorsi, la gente affolla le strade del centro storico e parte la caccia ai primi regali di Natale.
Ecco, allora, che l'idea di un centro fatto di persone e non di macchine acquista un senso ed un valore per tutta la comunità.
Ed ecco, infine, che l'idea di città su cui continua a lavorare Stefania Monteverde (assieme alla giunta) prende corpo. E raccoglie consenso.

11/12/14

Così non va!

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Domani, ‪12 Dic‬embre, parteciperemo allo ‪sciopero generale‬ e saremo in piazza assieme alle compagne ed ai compagni della CGIL, e non solo.
Ci saremo, perché il ‪‎jobs act‬ non è la risposta giusta al ‪lavoro‬ che non c'è.
Ci saremo, perché la disoccupazione cresce a dismisura ed il poco lavoro che c'è è sempre più precario.
Ci saremo, perché, alla voce "fattori che frenano l'ingresso di capitali stranieri nel nostro paese", dobbiamo lasciare in pace l'articolo 18 e guardare altrove (ogni possibile riferimento a ‪Mafia Capitale‬ non è casuale).
Ci saremo, perché una legge di stabilità che taglia la qualità dei servizi e ne aumenta le tariffe non fa che aggravare la portata della crisi che stiamo attraversando.
Ci saremo, perché le politiche economiche del governo Renzi, sostanzialmente fedeli all'austerità della troika, sono totalmente inadeguate al contesto che stiamo vivendo.
Ci saremo perché... ‪Così non va‬!
Ci vediamo domani ad ‪Ancona‬; il concentramento del corteo sarà in corso Carlo Alberto alle ore 9:00.

24/11/14

Sentimenti contrastanti


Da una parte, resta la nostalgia per i giorni che furono. Era il 2010, e quell'esperienza mi ha lasciato ricordi ed emozioni che questo video stenta a contenere.
Dall'altra, la consapevolezza che queste ragazze e questi ragazzi hanno tutte le carte in regola per scrivere un'altra bella pagina del diario di Officina Universitaria e – soprattutto – per rappresentare al meglio la comunità studentesca.
Se fossi ancora uno studente universitario, mercoledì e giovedì io voterei Officina Universitaria. Tu?

23/11/14

Il ParkSì all'APM?

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.

 

In questi giorni, è tornata al centro del dibattito politico la possibilità che l'APM acquisisca il ParkSì.
Sarebbe un'operazione significativa ed importante, che andrebbe ad inserirsi nel contesto della riqualificazione del centro storico avviata da questa amministrazione. Il parcheggio può risultare strategico per il futuro, oltre che come struttura da recuperare al servizio del centro storico, anche in relazione all'imminente trasferimento, a pochi metri dall'ascensore, del giudice di pace. Si aggiunge, a tutto questo, la possibilità di fornire un servizio di posto auto ai residenti, senza considerare che l’apertura giornaliera acquisirà ulteriori entrate.
Oggi, il ParkSì viene utilizzato al di sotto rispetto a quelle che sono le sue potenzialità. Una sua gestione a pieno regime potrebbe, se non aumentare il numero di parcheggi effettivamente fruibili, quantomeno razionalizzare ed ottimizzare quelli esistenti, soprattutto nel fine settimana.
Andrebbe pianificata una politica dei prezzi che renda appetibile e conveniente l'utilizzo del ParkSì, pensando – ad esempio – ad agevolazioni e convenzioni destinate, per fare un paio di esempi tra i tanti possibili, ai residenti o agli studenti pendolari.
Lascia, invece, qualche perplessità in più la questione relativa alle cifre attorno alle quali potrebbe chiudersi l'affare. Ma, collegando al tema del ParkSì quello annoso del parcheggio di Rampa Zara, è prioritario mettere a pieno regime le strutture attuali ed i servizi ad esse connesse con progetti e prezzi adeguati. Riqualificare l'esistente, dunque, invece di avviare la costruzione di nuove opere che produrrebbero un ulteriore consumo del territorio ed un investimento decisamente più consistente (e, con ogni probabilità, meno redditizio).
L'auspicio, allora, è che si riesca ad arrivare ad una conclusione – in tempi ragionevoli – che restituisca a Macerata un ParkSì pienamente operativo a condizioni sostenibili sotto tutti i punti di vista.

31/10/14

#TuTogliIoIncludo: riflessioni del giorno dopo

Articolo pubblicato su Via Libera.


Il 25 ottobre 2014 come il 23 marzo 2002?
Azzardare paragoni con il passato, in realtà, è un esercizio di stile che lascia il tempo che trova.
Quello che non è cambiato, in questi dodici anni, è l’idea del governo di far crescere l’occupazione mediante una riduzione dei diritti e delle tutele di cui godono le lavoratrici ed i lavoratori. In sostanza, la possibilità di licenziare facilmente sarebbe un toccasana per i dati occupazionali del nostro Paese.
Quello che è cambiato, invece, è il colore politico del governo in carica: nel 2002, la CGIL ha portato al Circo Massimo circa tre milioni di persone contro l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. Dodici anni dopo, a Palazzo Chigi c’è il Partito Democratico, che, però, si è ritrovato a parlare la stessa lingua ed a praticare quasi le medesime politiche degli avversari di ieri.
Alla vigilia della manifestazione di sabato scorso, la CGIL ha ritrovato una determinazione che, negli ultimi tempi, sembrava – almeno in parte – smarrita, e la sua mobilitazione ha portato nella capitale un milione di persone. Un dato, quello sulla partecipazione, assolutamente non scontato né da sottovalutare, soprattutto alla luce della sfiducia che si respira nei confronti delle istituzioni politiche e sindacali. Nel piccolo della nostra realtà, da Macerata sono partiti circa venti pullman, con una rappresentanza anche di Officina Universitaria e della Rete degli Studenti Medi.


Ma, come canta Ligabue, il meglio deve ancora venire. Il primissimo passo è la votazione del jobs act. Piazza San Giovanni aspetta dalla Camera dei Deputati una risposta chiara, netta e precisa. La avrà da Sinistra Ecologia Libertà (unica rappresentanza parlamentare del variegato arcipelago della sinistra radicale). La avrà, con tutta probabilità, dal Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Ma sono più che maturi i tempi perché un’analoga risposta arrivi anche dalla minoranza del Partito Democratico, oramai rinchiusa in un angolo dall’attivismo renziano. Finora, i vari Bersani, Civati, Cuperlo e Fassina hanno manifestato, un giorno sì e l’altro pure, molte criticità nei confronti di Renzi e del suo governo, ma, al momento della votazione, si sono sempre adeguati.
Sarà così anche stavolta? Piazza San Giovanni merita una rappresentanza politica all’altezza delle sfide che i tempi moderni stanno lanciando. Piazza San Giovanni chiede di essere ascoltata, perché un’alternativa al pensiero unico renziano esiste e va praticata.
Dall’estensione dell’articolo 18 all’introduzione di un reddito garantito, le proposte non mancano. Le politiche economiche del governo Renzi, invece, si pongono sulla stessa fallimentare strada degli esecutivi precedenti, con tagli lineari a settori strategici quali la scuola, l’università, la sanità, ed i trasporti. Non vi è traccia di politiche di sostegno al reddito o di rilancio del welfare, né di provvedimenti contro l’evasione fiscale. Al contrario, si lavora all’ennesimo piano di dismissioni pubbliche, e continua a mancare un piano industriale o energetico nazionale. Nel documento di stabilità le coperture sono aleatorie e si addossano gran parte degli oneri ancora agli enti locali.
Sarebbe necessario un nuovo piano di investimenti pubblici e privati per rilanciare l’economia. In tutta Europa, meno che in Italia ed in Grecia, sono previste forme di reddito garantito e/o di cittadinanza che sostengono le persone in difficoltà.
Nel fine settimana che si è appena concluso, Matteo Renzi ha dato appuntamento ai suoi alle Leopolda, per la quinta edizione della kermesse che lo ha lanciato su scala nazionale. In quella sede, Davide Serra ha dichiarato, ancora una volta, che il diritto allo sciopero dovrebbe essere limitato, a causa dei suoi costi troppo elevati.
Il ricordo del 25 ottobre deve dare a chi era a Piazza San Giovanni una spinta ed una motivazione in più per raggiungere questi obiettivi ambiziosi: “se parliamo di fare il possibile, sono capaci tutti. Il compito della politica è pensare l’impossibile. Solo se pensi l’impossibile hai la misura di quello che puoi cambiare.”

18/10/14

Macerata “Città dei Diritti”

Articolo pubblicato su Via Libera.


Per molto tempo, “spread” è stata la parola chiave della politica italiana. Ne sanno qualcosa Silvio Berlusconi e Mario Monti, protagonisti, nel 2011, di una staffetta a Palazzo Chigi perché il rendimento dei nostri titoli di Stato stava raggiungendo picchi difficilmente sostenibili e l’Europa chiedeva politiche volte a contenere e ridurre lo spread.
È proprio questo, a mio avviso, il limite più grande dell’Unione Europea, che chiede di controllare i conti, di proseguire la strada dell’austerità, di rendere sempre più precario e flessibile il mondo del lavoro. Come se al mondo non esistesse altro che un bilancio da chiudere in pareggio. Una politica che si limita a questo è destinata a perdere.
Il dibattito politico delle ultime settimane ha evidenziato tutta l’arretratezza e l’inadeguatezza del nostro paese sul tema dei diritti civili. Ma chi si occupa di misurare il nostro spread in questo settore?


I fatti, molto rapidamente: il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha chiesto ai prefetti di annullare la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero, scatenando l’ira di molti sindaci, tra i quali Luigi De Magistris (Napoli), Virginio Merola (Bologna) e Giuliano Pisapia (Milano), intenzionati a non ascoltare le direttive del leader del Nuovo Centrodestra.
Qualche mese fa, il consiglio comunale di Macerata ha deliberato l’adozione del registro delle unioni civili. Tuttavia, la sua regolamentazione sta seguendo tempi troppo lunghi. Si tratterebbe di un primo passo, peraltro ben lontano dal pieno riconoscimento del matrimonio omosessuale, già riconosciuto in molti Paesi europei e che solo il permanere di una cultura intollerante e retrograda ha impedito finora di introdurre in Italia. Ciò che rende ancor più inaccettabile l’attuale stato di fatto è che, per tante situazioni giuridiche, l’amministrazione pubblica riconosce la rilevanza delle unioni di fatto. Peccato che ciò avvenga solamente laddove c’è da limitare l’accesso a benefici di legge, come nel caso di sovvenzioni e agevolazioni di imposte, in cui rileva anche il reddito della persona convivente, seppur non sposata. In questo caso, come è evidente, lo Stato e le sue amministrazioni non si fanno scrupolo nel riconoscere la rilevanza giuridica delle unioni omosessuali.
Le elezioni comunali sono alle porte. Occorre proporre con forza l’idea di Macerata “Città dei Diritti”. Non solo il registro delle unioni civili con l’estensione alle coppie di fatto delle misure per il sostegno al reddito; ma anche il testamento biologico, lo sportello per la consulenza per la fecondazione eterologa e, infine, la sala del commiato, un luogo dignitoso in cui, chi lo desidera, possa ricevere un ultimo saluto senza dover accettare la presenza di simboli di una fede che non gli appartiene, coerentemente con una visione laica dell’esistenza.

08/10/14

Il lavoro (precario) al tempo del jobs act

Articolo pubblicato su Via Libera.


“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Ed ancora: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”
Molti di voi avranno riconosciuto le parole racchiuse tra virgolette: non si tratta del programma politico dell'ennesimo velleitario partitino di sinistra, ma dei primi commi degli articoli 1 e 36 della nostra Costituzione, la legge fondamentale dello Stato italiano.
In un mondo che, negli ultimi venti anni, è profondamente e radicalmente cambiato, la classe politica italiana – tutta o quasi – non ha saputo leggere in tempo quello che stava accadendo, con il risultato che molti settori del nostro Paese non sono all'altezza dei tempi nuovi.
Il mondo del lavoro non sfugge a queste considerazioni. Dal pacchetto Treu al jobs act attualmente in discussione in Parlamento, sembra esistere un filo conduttore che lega i provvedimenti presi in quest'ambito.
Nel 1997, il primo governo Prodi introduce i primi elementi di precarizzazione del mercato del lavoro. Oggi, Matteo Renzi e Maurizio Poletti giungono a presentare un provvedimento che presenta molte, troppe analogie sinistre con gli interventi degli ultimi anni.
Le criticità del jobs act sono molte: dalla cancellazione di quel che resta dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (già modificato dalla legge Fornero) alla questione del reintegro, fino ad arrivare alle disposizioni in materia di demansionamento e controllo dei dipendenti.
Tutto, o quasi, si inserisce in scia agli altri interventi normativi che lo hanno preceduto. Ogni volta che si è messo mano al mondo del lavoro, si è detto che l'obiettivo fosse la lotta alla disoccupazione ed al precariato.


La realtà, invece, ci dice che il tasso di disoccupazione supera il 10%; quasi un ragazzo con due non ha un lavoro ed i contratti a tempo indeterminato sono, ormai, una chimera.
Si capisce, quindi, come sia necessario un cambio di rotta radicale rispetto a quanto si è fatto negli ultimi anni ed a quanto si sta per fare oggi. Riprendendo uno slogan caro a Matteo Renzi, bisognerebbe cambiare verso.
A questo proposito, il contratto di inserimento a tutele crescenti può essere un primissimo punto di partenza. Purché le tutele siano davvero presenti e crescano in tempi ragionevoli: dettagli che il governo non ha ancora esplicitato. E purché, soprattutto, siano cancellate le oltre quaranta tipologie di contratti di lavoro attualmente esistenti.
Ma ancora più importante, significativa e necessaria sarebbe l'introduzione, anche nel nostro paese, di una forma di reddito minimo, che consenta ad ogni donna e ad ogni uomo di pianificare con maggiore serenità la propria vita.
Soluzioni del genere esistono in quasi tutta Europa. Che sia questa la differenza tra la precarietà italiana e la flessibilità europea?

03/09/14

Il nuovo Toro

Articolo pubblicato su Tutto Granata.


Alla fine di ogni sessione di calciomercato, la domanda che ciascun tifoso si pone è, più o meno, la seguente: “la mia squadra del cuore si è rafforzata?”.
E qual è la risposta che si dà il tifoso del Toro? Credo di andare controcorrente quando dico che i granata hanno condotto un buon mercato.
Trattenere Cerci ed Immobile era quasi impossibile; ed infatti i due azzurri non sono più a disposizione di mister Ventura.
Sono arrivati Quagliarella ed Amauri, ma intorno a loro – soprattutto all'ex attaccante del Parma – vi è molto scetticismo.
Ma chi erano, l'estate scorsa, Alessio Cerci e Ciro Immobile?
Il primo era un'ala destra che solo Ventura aveva saputo domare, arrivando a disegnargli il nuovo ruolo di seconda punta.
L'altro era un attaccante reduce da un primo anno di Serie A al di sotto delle aspettative con la maglia del Genoa.
Anche allora, casualmente, il Torino si era privato di due pezzi da novanta del suo organico: capitan Rolando Bianchi ed Angelo Ogbonna.
Ciò nonostante, Ventura ha saputo costruire una squadra che, collezionando una buona prestazione dietro l'altra, è arrivata a bussare alle porte dell'Europa League.
Per ben figurare nel palcoscenico continentale, Cairo ha portato a Torino l'esperienza di Nocerino, Molinaro e dei già citati Amauri e Quagliarella. È arrivato l'ex interista Benassi, centrocampista molto interessante. Fanno loro compagnia altri calciatori sulla carta di secondo piano, tra i quali Martinez, che pare aver già convinto Ventura.
È stato confermato l'intero blocco arretrato, protagonista – l'anno scorso – di un ottimo campionato. E c'è ancora El Kaddouri: sarà la stagione della sua consacrazione?
Certo: forse alcuni tifosi speravano nell'arrivo di qualche nome maggiormente accattivante. Ma credo ci siano tutti gli ingredienti per disputare un'altra buona stagione. La conferma di Giampiero Ventura, in questo senso, è la garanzia migliore su cui può contare il popolo granata.

02/09/14

L'attimo fuggente


Londra. L'Arsenal di Arsène Wenger si prepara ai playoff per accedere alle fasi a giorni della Champions League acquistando, per 40 milioni di euro, Alexis Sánchez dal Barcellona. E proprio l'attaccante cileno risolve il doppio confronto contro il Besiktas portando i Gunners nell'Europa che conta.


Napoli. La stagione passata era stata archiviata con la vittoria, la seconda negli ultimi tre anni, della Coppa Italia. Un successo che, in qualche modo, aveva messo sotto il tappeto quel pizzico di polvere sollevato da un terzo posto figlio, sì, di una Juventus e di una Roma che hanno disputato un campionato sopra le righe, ma anche di troppi punti che i partenopei hanno perso contro le piccole squadre.
E, però, l'entusiasmo è scemato ben presto, sotto i colpi di un mercato tutt'altro che paragonabile a quello che, dodici mesi fa, ha portato sotto il vesuvio calciatori del calibro di Reina, Mertens ed Higuain, senza dimenticare l'ingaggio di Rafa Benitez.
Sono stati ceduti tre titolari: Pepe Reina, in prestito dal Liverpool, non è stato riscattato ed oggi è il secondo di Neuer. In difesa, Federico Fernández, finalista agli ultimi mondiali brasiliani con la maglia della sua Argentina, ha accettato la corte dello Swansea. Infine, lo svizzero Valon Behrami è stato ceduto all'Amburgo.
La società ha, probabilmente, sottovalutato l'impegno continentale contro l'Athletic Bilbao: i risultati sono sotto gli occhi di tutti; ha poco senso – oggi – continuare ad analizzare quei centottanta minuti che hanno condannato il Napoli all'Europa League.


Mister Benitez aveva presentato una lista della spesa composta, in larga parte, di suoi fedelissimi che avrebbero accresciuto l'esperienza internazionale degli azzurri. Si è parlato di Mascherano e Lucas Leiva, ma in mezzo al campo ha trovato posto il rientrante Gargano, reduce da due stagioni tutt'altro che esaltanti in prestito all'Inter ed al Parma. Benitez avrebbe gradito uno tra Agger e Škrtel per potenziare la fase difensiva. È arrivato, invece, Kalidou Koulibaly, un ragazzo che nulla aggiunge al tasso tecnico del reparto arretrato napoletano, né all'esperienza internazionale che aveva uno come Reina e che il suo sostituto, Rafael, non può ancora avere (al netto del grossolano errore di Bilbao).
Probabilmente, De Laurentiis puntava sui nuovi introiti garantiti dalla qualificazione in Champions League per chiudere il mercato e consegnare al suo allenatore un organico buono per competere ai massimi livelli su tutti i fronti. Ha finito, però, per ritrovarsi con il cerino in mano, ingaggiando il mediano spagnolo David Lopez. “Non possiamo pensare che lui sia Gonalons, con tanti anni d'esperienza, ma è uno che ci può aiutare”: le parole con le quali Benitez ha salutato il suo arrivo lasciano immaginare che, in realtà, i piani originari fossero più ambiziosi. Ma è difficile arrivare ai giocatori buoni per il salto di qualità se non si è in grado di offrire loro la vetrina della massima competizione europea.
Ecco, allora, che il calcio inglese ci impartisce, ancora una volta, un'altra lezione. Per raggiungere un obiettivo bisogna osare; altrimenti il rischio di incappare in un fallimento è dietro l'angolo.


Nella prima giornata della nostra Serie A, il Napoli ha espugnato il Marassi con una rete di Jonathan de Guzmán, centrocampista della nazionale olandese arrivato acquistato pochi giorni prima di David Lopez, ma, in ogni caso, non utilizzabile contro l'Athletic Bilbao.
Cosa sarebbe successo se ADL avesse aperto il portafoglio con qualche settimana di anticipo?

23/08/14

Tre portieri per una maglia

Articolo pubblicato su Tutto Granata.


Porte girevoli nella metà granata della città della mole.
Qualche giorno fa Jean François Gillet ha finito di scontare la squalifica relativa al suo coinvolgimento nel secondo filone barese del calcioscommesse.
Il belga, allora, ha ceduto i guantoni a Daniele Padelli. Il ragazzo, la scorsa stagione, ha ben figurato, risultando uno dei protagonisti della cavalcata che ha riportato il Torino in Europa.
Oggi la situazione è più complessa: mister Ventura ha a disposizione due potenziali titolari (Gillet e Padelli), ai quali si è aggiunto l'ex cagliaritano Avaramov, che – tuttavia – sembra partire in seconda fila.
Le soluzioni sono molteplici. Vi è la possibilità di alternare due portieri, utilizzandone uno in campionato ed un altro in Europa League. Quello del portiere è un ruolo molto delicato, in cui un'eccessiva concorrenza può finire per nuocere ai diretti interessati. L'anno scorso, però, Carlo Ancelotti ha sapientemente gestito il dualismo tra Diego Lopez ed Iker Casillas, schierando il primo in Spagna ed il secondo in Europa e regalando la decima Champions League al suo Real Madrid.
Tuttavia, è più probabile che il mercato risolva questo intrigo, portando uno dei due pretendenti lontano da Torino. Gillet è finito nel mirino di Catania e Sassuolo; e la sua cessione sembra essere la scelta più opportuna per i due portieri, per il Torino e per l'eventuale acquirente, che si troverebbe in rosa un estremo difensore di sicuro affidamento.

14/08/14

Supercoppa tedesca: vince il Borussia Dortmund di Immobile

Articolo pubblicato su Tutto Granata.


Ferragosto è ormai alle porte, e la stagione calcistica 2014-2015 sta per prendere il via.
Come da tradizione, la nostra Serie A e la Liga sono i campionati del vecchio continente che partiranno per ultimi.
In molti paesi d'Europa, invece, il calcio d'agosto è un ricordo, e si è già iniziato a fare sul serio. È partita la Ligue 1; l'Arsenal ha rifilato un sonoro 3-0 al Manchester City nella Community Shield. In Germania, infine, il Bayern Monaco è caduto – come l'anno scorso – sotto i colpi del Borussia Dortmund, che ha conquistato la Supercoppa tedesca.
Un debutto, quindi, più che positivo per una vecchia conoscenza della Serie A e del Torino: Ciro Immobile.
Salutato Robert Lewandowski, approdato a Monaco alla corte di Pep Guardiola, Jurgen Klopp ha voluto fortemente il centravanti di Torre Annunziata per sostituire il fortissimo bomber polacco.
La stagione è lunga e tutta da giocare. L'inizio, però, è stato sicuramente ottimo: Immobile, pur non trovando la rete, ha disputato tutti i novanta minuti. Ed il Borussia ha vinto con merito l'incontro.
La vittoria di dodici mesi fa si è rivelata un lampo in una stagione altrimenti dominata dal Bayern Monaco. L'auspicio, dalle parti di Dortmund, è che stavolta le cose vadano in un altro modo. Anche grazie alle reti del nostro Ciro!

24/07/14

SEL Macerata: piena fiducia nei confronti di Stefania Monteverde

Articolo pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


La delibera sul centro storico che è stata recentemente approvata dalla giunta non è quella che avremmo voluto.
È, comunque, il punto di mediazione più alto raggiungibile tra le varie anime e le varie sensibilità della maggioranza.
Riteniamo che questo provvedimento debba essere letto come un punto di partenza verso la realizzazione di un centro storico fruibile liberamente, senza ritrovarsi a dover compiere improbabili slalom tra le macchine in sosta.
Togliere le automobili da piazza della Libertà è un primo passo in questa direzione. Non sufficiente, non risolutorio. Ma è, comunque, un primo punto fermo nel percorso di riqualificazione del nostro centro storico.
Negli ultimi giorni, il dibattito su questo tema è stato alimentato dal contributo – tra gli altri – di Lorenzo Marconi e Maria Teresa Carloni. Sia Lorenzo che Pilli sono due figure molto importanti non solo per Sinistra Ecologia Libertà, ma per tutta la sinistra maceratese. Tuttavia, le loro parole vanno lette come un apporto personale al dibattito in corso. Sono parole che, in ogni caso, si fanno portavoce di quella che è e resta una istanza forte di Sinistra Ecologia Libertà: l'idea di una piazza pedonale.
Sempre in questi giorni, Stefania Monteverde è stata al centro di critiche molto pesanti, culminate nella richiesta delle sue dimissioni. La mia, la nostra risposta a tutto questo non può che essere una: piena fiducia in Stefania e nelle sue qualità. D'altro canto, quanto fatto in questi anni (tanto in precedenza alle politiche sociali quanto ora alla cultura) parla a suo favore.

03/07/14

Verso il 2015: prima le idee

Articolo pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Si sta facendo un gran parlare, in questi giorni, dell'appuntamento elettorale del 2015.
Il Partito Democratico ha già lasciato intendere che il suo prossimo candidato sindaco sarà deciso tramite le primarie.
Tuttavia, primarie sì - primarie no rischia di essere un dibattito sterile che non affronta il nodo della questione e finisce per essere una sorta di regolamento di conti che allontanerebbe ancora di più le donne e gli uomini di Macerata dalle vicende politiche della nostra città.
Siamo l'amministrazione uscente: questo impone, a nostro avviso, una riflessione seria e serena sul nostro operato, prima di partire con il totonomi.
Bianchini e Mandrelli, in occasione dell'incontro pubblico promosso qualche giorno fa da Pensare Macerata, hanno espresso un giudizio molto severo sull'operato della giunta e del consiglio in carica.
Un giudizio che noi, come SEL Macerata, non ci sentiamo di condividere.
È inutile nascondere che alcune situazioni sarebbero dovute essere gestite in maniera migliore: pensiamo, per fare un esempio, alla vicenda Carelli che, nonostante le richieste dell'intera coalizione, è ancora al suo posto alla presidenza della terza commissione. Ancora, si pensi all'ottimismo - con ogni probabilità eccessivo - sbandierato dal Sindaco sul tema spinoso del polo natatorio di Fontescodella.
Non possiamo, però, dimenticare che qualcosa di buono, in questi anni, si è fatto e si sta facendo. Alla festa dell'Europa citata dagli stessi Bianchini e Mandrelli, aggiungiamo le politiche sociali e culturali adottate dalla nostra città. Si pensi, ad esempio, a Macerata Racconta, che, negli anni, si è affermata come un appuntamento imperdibile della primavera maceratese. O, da ultimo, si prenda la recente inaugurazione di Palazzo Buonaccorsi.
Siamo riusciti a mantenere buoni standard qualitativi, nonostante le difficoltà (che non possono trasformarsi in alibi) che derivano da una situazione nazionale ed europea tutt'altro che florida.
Quanto fatto non rappresenta di certo un punto di arrivo. Piuttosto, è un punto di partenza nella costruzione della Macerata che sarà.
Parliamo di contenuti e di idee, più che di persone: è, questo, il modo migliore per allacciare (o riallacciare) un buon rapporto con la cittadinanza.

02/07/14

"L'altro" centro storico

Articolo pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata, della federazione SEL Macerata e su Via Libera.


È di qualche giorno fa la notizia dell'approvazione di una delibera della giunta del comune di Macerata che riorganizza l'accesso delle vetture al centro storico di Macerata.
Ci piace l'idea che, finalmente, le persone possano riappropriarsi della piazza principale di Macerata per passeggiare o sedere sulle panchine e che, magari, i più piccoli possano tirare due calci ad un pallone sotto la torre dell'orologio senza doversi preoccupare del traffico delle auto né delle vetture in sosta.
Lentamente, piazza della Libertà si era trasformata in un parcheggio a cielo aperto, riempiendosi di macchine parcheggiate in ogni posizione possibile ed immaginabile.
Nei giorni immediatamente successivi al lancio del provvedimento, i media locali hanno dato ampio risalto alle proteste di una fetta dei commercianti che lavorano in centro, preoccupati perché, a loro avviso, la chiusura alle automobili comporterebbe grossi problemi alle loro attività.
A questo proposito, è bene ricordare che la giunta ha previsto alcuni posti per una sosta rapida (di 30 e 50 minuti) in via Gramsci ed in via Berardi; che i parcheggi a pagamento saranno gratuiti a partire dalle ore 19:00 (e non più dalle 20:00) e che sarà possibile sostare gratuitamente nel silos in via Armaroli fino alle ore 02:00.
Riteniamo che questo provvedimento possa essere un punto di partenza nella costruzione di un nuovo rapporto tra i cittadini maceratesi e quanto vive dentro ed a ridosso delle mura. Per questo ci piacerebbe che partecipassero al dibattito in corso tutte le forze vive del centro storico e, più in generale, della città: dai residenti a chi, semplicemente, sale le scalette per fare una passeggiata, fino ad arrivare agli studenti, una categoria a cui – troppo spesso – non viene riconosciuta l'importanza che ha nella vita della nostra città. Il confronto sul centro storico di oggi e su quello di domani non può e non deve restare “ostaggio” di una parte. Al contrario, ci piacerebbe che fosse il più partecipato possibile. Auspichiamo, inoltre, un dibattito che non si fermi alla mera protesta, ma che, al contrario, risponda alle aperture della giunta avanzando proposte che, fermo restando l'impianto del provvedimento, apportino ulteriori miglioramenti.
Noi, come coordinamento cittadino di SEL, crediamo che i centri storici appartengano alle persone, non alle macchine.
La nostra idea di centro storico è quella che si concretizza – per fare qualche esempio – durante Macerata Racconta, la Festa dell'Europa o Musicultura, quando il traffico delle autovetture lascia spazio a quello di donne e uomini, di ragazze e ragazzi che vivono a pieno piazza della Libertà e corso della Repubblica, via Gramsci e piazza Cesare Battisti.
La nostra idea di centro storico, nella vita di tutti i giorni, è quella di una piazza (e non solo) in cui si possa passeggiare in tranquillità, senza fare lo slalom tra le varie automobili. E chi ha detto che, alla passeggiata, non si possa abbinare l'acquisto di un libro, di una camicia e di un paio di occhiali o la consumazione di un caffè e di un aperitivo?

21/06/14

Sogni di serie A | intervista a Federico Melchiorri

Intervista pubblicata su Via Libera (scritta insieme a Stefano Casulli).


Da Macerata a Padova. Dai dilettanti al professionismo della Serie B.
Nell’estate delle polemiche scatenate dal prossimo trasferimento della Lube Banca delle Marche Macerata a Civitanova, la vicenda di Federico Melchiorri non ha avuto lo spazio che avrebbe meritato.
La sua è una bella storia. Federico, nato nel 1987 a Treia, ma cresciuto a Macerata, esplode giovanissimo nel Tolentino. Lo nota il Siena che, nel 2006, lo acquista e lo fa debuttare in Serie A. Sembra l’inizio di una carriera promettente che, però, viene bloccata da una malattia. Il calcio, ritrova, dopo sette mesi di riposo forzato, un giocatore di grande talento. Due stagioni infarcite di reti a Tolentino lo spingono alla Maceratese, che diviene il trampolino di lancio verso il ritorno nei professionisti: ad agosto firma un contratto biennale con il Padova, con il quale vive una stagione sorprendente e molto positiva, nonostante la retrocessione della squadra.
Abbiamo contattato, e lo ringraziamo per la sua disponibilità, Federico per una piacevole chiacchierata.

Federico, quando ti sei avvicinato al mondo del calcio?
A 6 anni, è stato il primo sport cui mi sono avvicinato per la passione di mio padre.

A 19 anni parti per Siena, dopo diverse ottime stagioni nelle giovanili del Tolentino. Cosa prova un ragazzo che così vicino al grande sogno della serie A?
Stavo facendo un ottimo campionato e molte reti, così i giornali si divertivano a montare storie su un mio possibile trasferimento. Non ci facevo caso, perché non amo stare dietro alle stupidaggini. Un giovedì, però, un mio compagno mi si è avvicinato prima dell’allenamento dicendomi “allora, te ne vai a Siena e nemmeno mi dici niente!”. E io: “Ancora leggi i giornali?”. Peccato che quel giorno entrando in campo mi sia trovato il DS e il Presidente che mi dicono che il giorno successivo mi aspettava il Siena e avrei potuto cambiare il mio futuro. L’indomani firmai.

Nei mesi difficili della malattia quanto ti ha aiutato la voglia di tornare nuovamente a calcare i campi da calcio?
È stato sicuramente un duro colpo e senza dubbio ne sono uscito con la voglia e l’affetto di chi ho avuto accanto.


“Nemo propheta in patria”. Mai come nel tuo caso, però, questa affermazione è sbagliata. A posteriori, la scelta di giocare nella squadra della tua città si è rivelata azzeccata. Prima di firmare il contratto che ti avrebbe legato alla Maceratese avevi qualche timore e/o perplessità che avrebbero potuto portarti altrove? O la Maceratese era la tua prima scelta?
Proprio questo motto è stato la mia sfida: rappresentare la città e la squadra che amo. Mi son caricato questa rischiosa responsabilità. Diciamo che alla fine ho avuto ragione. Il mio anno più bello per soddisfazione personale è stato quello alla Maceratese, dove ho incontrato persone eccezionali come la presidente Tardella. Se poi riuscisse a portare la squadra ancora più in alto…

Tornerai alla Maceratese a fine carriera?
L’ho promesso a tutti e a me stesso per primo.

La scorsa estate sei stato contattato da numerose società di Serie B e di Lega Pro. Alla fine la tua scelta è caduta sul Padova. Sei soddisfatto della scelta fatta l’anno scorso?
Sì. Ho toccato con mano cos'è il calcio professionistico e sono soddisfatto perché sono riuscito a tornare al livello cui ero arrivato prima dei miei problemi di salute. È stato un modo per fare un ulteriore salto di qualità, dopo aver già vinto la sfida di giocare con la Maceratese un campionato vissuto come un professionista.

Dopo una stagione del genere, prevale la soddisfazione per una stagione personalmente positiva o l’amarezza per la retrocessione?
Sono molto contento per i miei risultati personali. Ovviamente mi rammaricano molto quelli complessivi della squadra, ma comunque non posso che ritenermi contento per la parte che ho fatto.

Quali sono i compagni di squadra con cui hai legato di più? È vero che ci sono stati problemi con alcuni compagni di squadra?
Osuji e alcuni dei nuovi arrivati a gennaio sono stati i compagni con cui ho legato maggiormente. Non è assolutamente vero che ho litigato coi compagni: queste sono voci che forse i giornali mettono facilmente in giro quando un giocatore meno rinomato si prende la scena.

Le sei reti di questa stagione rappresentano un buon bottino, soprattutto per un attaccante alla prima esperienza in cadetteria. Quale di questi, a tuo avviso, è quello più bello?
Il primo, quello di testa al Varese. Forse non è eccezionale a livello tecnico, ma un gol segnato all’esordio stagionale dà una soddisfazione incredibile.


Hai iniziato il campionato da sesta e ultima punta, riserva delle riserve. A maggio, alla fine di un Bari - Padova in cui eri squalificato, il mister Serena ha dichiarato: “oggi ci è mancato Melchiorri, l’unica punta in grado di farci la differenza”. Come hai ribaltato la situazione?
Il fatto di avere sempre qualcuno di avanti ha rappresentato per me una sfida a fare sempre meglio. Poi avevo ancora tutto da dimostrare, per cui ho lavorato sempre a testa bassa. E in Serie B, un campionato di qualità, non basta avere il nome famoso per vincere.

Quanto c’è di vero nelle voci che ti accostano a Napoli, Parma, Sassuolo o Perugia?
Tutto falso, pura invenzione giornalistica.

E quali priorità ti dai per la prossima stagione? Un Padova con prospettive di risalita in Serie B potrebbe convincerti a restare? Oppure meglio la Serie B?
Se devo stare in Serie C preferisco tenermi vicino casa, dove posso più o meno fare avanti e indietro. Meglio una squadra di Serie B. L’ideale, sarebbe trovare una soluzione di B vicino casa.

E se ti proponessero di fare la punta di riserva in Serie A?
Io gioco a calcio per scendere in campo. Dover andare in un posto per non giocare non mi piacerebbe. Meglio guadagnare la metà ma avere spazio.

Chiudiamo con una curiosità. 7 agosto 2013: il Padova di Federico Melchiorri sfida il Sydney di Alessandro Del Piero. L’ex capitano della Juventus lascia il campo e tu gli dai il cinque. Raccontaci quel momento.
Quella scena è nata dalla mia fortuna di giocare sulla fascia delle panchine, per cui l’ho incrociato quando veniva sostituito. Avrei voluto dirgli un sacco di cose ma non mi sono uscite le parole e mi è stato possibile solo stringergli la mano. Il tuo idolo di una vita ti passa accanto e non trovi nemmeno le parole. Gli dici solo grazie, perché ha ispirato tutta la tua vita.

Grazie Federico della disponibilità, un grande in bocca al lupo.

25/05/14

Il ParaVerolo - trentottesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Ultimo appuntamento stagionale con il ParaVerolo.
La parata più bella è quella di Marco Sportiello sul colpo di testa di Gonzalo Bergessio. Il gran riflesso del numero trentasette orobico, comunque, non basta ai suoi compagni di squadra per conquistare almeno un punto al Massimino.
That's all, folks!

24/05/14

Il ParaVerolo - trentasettesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Il ParaVerolo della giornata numero trentasette va a Daniele Padelli ed al suo splendido intervento sul destro a giro del ducale Marco Parolo.

20/05/14

Bella Tsi'! L'Altra Europa con Tsipras verso il 25 Maggio

Articolo pubblicato su Via Libera.


Mancano ormai pochi giorni alle elezioni europee: domenica 25 maggio i cittadini del vecchio continente saranno chiamati ad eleggere gli eurodeputati del prossimo quinquennio.
In Italia l'appuntamento con le consultazioni europee è stato spesso sottovalutato: troppe volte, infatti, le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo si sono trasformate in una sorta di referendum sul governo in carica, soprattutto quando si è trattato di un esecutivo differente da quello promosso dalle elezioni politiche.
Le elezioni del prossimo 25 maggio, però, hanno un sapore diverso.
La costruzione dell'Europa unita è ad un bivio. Negli ultimi anni, l'Europa ha avuto il volto assai poco rassicurante e tranquillizzante dei tagli e dei sacrifici imposti dalla troika formata da Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea.
La Grecia è divenuta il simbolo dell'impatto prodotto dalle inutili e dannose politiche di austerità promosse in nome di un risanamento che stenta ad arrivare.


E proprio dalla Grecia arriva la candidatura alla presidenza della commissione UE della figura che, meglio di tutte, sta incarnando e rappresentando la necessità di un'alternativa rispetto a quanto è stato fatto finora.
Quest'anno, per la prima volta, i partiti europei sono chiamati ad indicare il loro candidato alla presidenza della Commissione Europea. La Sinistra Europea si affida ad Alexis Tsipras, 40 anni a luglio, presidente di Syriza e prossimo, secondo i sondaggi locali, ad arrivare al governo della penisola ellenica.
In Italia la sua candidatura è appoggiata da una lista aperta e plurale, in cui hanno trovato spazio le candidature di molte donne e molti uomini che, negli ultimi anni, sono stati attivi dentro e fuori i partiti.
Il primo obiettivo de L'Altra Europa con Tsipras è il superamento del 4%, anche se va detto che la Corte Costituzionale, a breve, sarà chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di tale soglia. Oggi la sinistra italiana è stretta nella morsa del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle. Questo, però, non deve far pensare che la candidatura di Tsipras sia di mera testimonianza: detto di Syriza, anche in Francia, Germania e Spagna la sinistra gode di buona salute.
Insomma: ci sono tutti gli ingredienti per essere cautamente ottimisti. La campagna elettorale sta per entrare nel vivo: nel week end arriveranno nella provincia di Macerata Nazzarena Agostini, Raffaella Bolini, Marco Furfaro, Roberto Mancini e Sandro Medici.
Il 26 maggio sapremo se sarà possibile costruire un'altra Europa. O se dovremo tenerci l'austerità di Angela Merkel e Martin Schulz.

13/05/14

Il ParaVerolo - trentaseiesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Una bella parata. Ed anche molto pesante, se si legge la trentaseiesima giornata alla luce di quanto successo domenica scorsa.
Gianluca Pegolo smanaccia la conclusione del rientrante Pepito Rossi (che, comunque, si toglie subito la soddisfazione di gonfiare la rete) e garantisce al suo Sassuolo tre punti che, uniti alla vittoria di ieri contro il Genoa, regala ai neroverdi un'insperata salvezza.

12/05/14

Scritti corsari. Web journalism e partecipazione attiva. Via Libera all’UniFestival

Articolo pubblicato su Via Libera.


Via Libera sbarca all'UniFestival.
LogAut, lista che alle scorse elezioni universitarie ha eletto un consigliere degli studenti ed alcuni rappresentanti nei vari consigli di dipartimento e di classe, ha organizzato un incontro pubblico sul tema dell'informazione al tempo del web 2.0.
Scritti corsari. Web journalism e partecipazione attiva” è il titolo della conferenza che si propone di osservare ed analizzare il web journalism da due punti di vista differenti e complementari: quello di una redazione locale (Via Libera) e quello di una redazione nazionale (Il Corsaro).
Il dibattito sarà anche l'occasione per presentare i Quaderni Corsari, rivista di approfondimento indipendente prodotta proprio dalla redazione de Il Corsaro.
“L’intento dell’incontro è quello di conoscere, attraverso l’analisi e il confronto su esperienze concrete, quelle che possiamo chiamare nuove forme di comunicazione e di informazione. Negli ultimi anni la rete è divenuta un terreno in cui si sono susseguiti profondi mutamenti, anche sociali ed in cui sono nati fenomeni diversi; penso alla diffusione dei blog e dei social network, piuttosto che dei giornali on-line”, dichiara Francesco Interlenghi, curatore dell'iniziativa per conto di LogAut. “Il web journalism, ad oggi, rappresenta una delle nuove frontiere, forse la più importante, che l’informazione sta attraversando. Noi vogliamo tentare di comprendere quali sono le opportunità che questo nuovo megafono può offrire (sia ai giornalisti/scrittori emergenti, che alla comunità) e quali limiti è necessario superare. In un modo in cui l’informazione è costretta a divincolarsi tra il rischio di appiattirsi sul pensiero dominante e quello di produrre una confusione inquinante di notizie, la serietà delle redazioni di Via Libera e de Il Corsaro possono dirci molto sulla loro esperienza di avanguardia giornalistica”, afferma ancora Interlenghi, che siede nel Consiglio degli Studenti dell'Università di Macerata per conto di LogAut.
Ci vediamo, allora, oggi pomeriggio – mercoledì 7 maggio – alle ore 17:00 presso l'aula C del Dipartimento di Filosofia.

03/05/14

Il ParaVerolo - trentacinquesima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


Porte girevoli, quest'anno, a Cagliari.
Ad inizio stagione il titolare era Michael Agazzi, accantonato a causa del mancato rinnovo del contratto in scadenza a giugno.
È arrivato, allora, lo spagnolo Adan che, a dispetto di un curriculum di tutto rispetto, ha perso il posto (e, successivamente, risolto il suo contratto con i sardi) a vantaggio di Avramov.
La squalifica del serbo ha consentito a Marco Silvestri (preso in prestito dal Chievo in cambio di Agazzi) di scendere in campo domenica scorsa contro il Parma.
I rossoblu hanno conquistato i tre punti necessari a garantirsi la permanenza nel massimo campionato anche nel 2014-2015.
Nella vittoria contro i lanciatissimi gialloblu, c'è anche la firma di Silvestri: molto bella la sua parata sul colpo di testa di Amauri.
Dopo una stagione decisamente travagliata, riuscirà il giovane numero uno (classe 1991) a dare un po' di stabilità e sicurezza ai pali rossoblu?

28/04/14

Il ParaVerolo - trentaquattresima giornata

Post pubblicato su Ti Amo Campionato.


In attesa dell'ultimo incontro della 35^ giornata, arriva - ancora una volta in colpevole ritardo - l'appuntamento con il ParaVerolo del penultimo turno.
Samir Handanovic è stato, una volta di più, il protagonista della giornata numero trentaquattro della Serie A.
Con il rigore parato ad Antonio Cassano, sì. Ma anche, e soprattutto, con il riflesso notevole che gli consente di alzare in corner il colpo di testa del numero novantanove ducale.

23/04/14

La finale che non t'aspetti


Guido Molinaroli (presidente della Copra Elior Piacenza) ha provato fino all'ultimo, con un ricorso discutibile per un errore tecnico della coppia arbitrale in gara 5 della semifinale Scudetto, a sparigliare le carte in tavola. Ma non ce l'ha fatta: la sua istanza è stata respinta. Alzi - allora - la mano chi, ad inizio stagione, avrebbe previsto che Cucine Lube Banca delle Marche Macerata e Sir Safety Perugia sarebbero arrivate a giocarsi lo Scudetto nella finale dei Play Off.
Mi pare di vedere una sola mano protesa al cielo: è quella di Gino Sirci. L'estroverso patron degli umbri ha portato i grifoni dall'inferno della Serie A2 al paradiso della finale Scudetto (con vista sulla Champions League 2014-2015) in soli tre anni.


Al contrario, la presenza della Lube fa meno notizia: da subito, Macerata è stata accreditata del ruolo di grande favorita della stagione. Strada facendo, però, le cose non sono andate secondo le previsioni della vigilia, e la Lube ha dimostrato di non saper reggere la pressione che grava sulle spalle di chi ha tutto o quasi da perdere. Ecco, allora, che Trento si è aggiudicata la Supercoppa Italiana, Piacenza ha vinto il derby italiano in Europa e Perugia ha chiuso le strade della finale di Coppa Italia a Zaytsev e compagni.
Vincere il campionato per salvare una stagione altrimenti deludente: questo è l'imperativo in casa Lube. Il gioco mostrato contro Casa Modena (liquidata in sole tre partite senza perdere neanche un set) ha ricordato la squadra spumeggiante di inizio stagione. In casa, poi, Macerata si è dimostrata imbattibile: nessuno, in Italia né in Europa, è riuscito a violare il Fontescodella prima ed il PalaBaldinelli poi.
Un rullino di marcia che, da un lato lascia ben sperare, ma che, dall'altro, non comporta alcun vantaggio: solo Kazan, quest'anno, aveva espugnato il Pala Banca, ma la Sir Safety è salita a Piacenza e si è presa prepotentemente (e meritatamente) la finale.


Gli umbri sono un cliente scomodissimo. Hanno disputato una stagione controcorrente, in cui hanno raggiunto traguardi straordinari ed impensabili finoa qualche mese fa: il terzo posto soffiato a Trento durante la regular season e le belle e convincenti vittorie contro Macerata e Piacenza che sono valse, rispettivamente, la finale di Coppa Italia e quella della Serie A1.
Boban Kovac ha sapientemente plasmato un gruppo in cui ciascun giocatore ha saputo dare un contributo importante affinché il sogno tricolore sia ancora possibile.
Certo: c'è da chiedersi cosa sarebbe successo senza il contributo fondamentale di Aleksandar Atanasijević.
Sarà, in ogni caso, una bella serie. Combattuta ed equilibrata, se la Sir Safety smaltirà per tempo le fatiche di una semifinale lunga e complessa. Macerata farà leva sulla sua esperienza e sulla sua voglia di riscatto; Perugia sull'entusiasmo di chi non ha proprio nulla da perdere e sul talento cristallino di Atanasijević.


Ricordo come fosse oggi un opposto serbo con la maglia numero 14 prendere per mano i suoi compagni di squadra e condurli al trionfo in campionato. Era il 21 maggio 2006, l'opposto è Ivan Miljković e la squadra è una delle attuali finaliste: la Cucine Lube Banca delle Marche Macerata.
La Serie A1 2013-2014 ci sta regalando un altro opposto, ancora serbo e sempre con il numero 14 sulle spalle, che sta trascinando i suoi compagni verso mete apparentemente impensabili.
L'auspicio – da tifoso della Lube – è che Alek si fermi qualche pallone prima di Ivan: è ancora giovane, si rifarà.
Pare che Macerata stia sondando il mercato alla ricerca di un nuovo opposto. Avrà il numero 14?