31/07/20

Adesione del Comune di Macerata al “Manifesto della comunicazione non ostile”


Nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 20 luglio è stata approvata la mozione presentata dai nostri consiglieri comunali che impegna il Comune ad aderire al “Manifesto della comunicazione non ostile”, un impegno spontaneo e personale preso da politici e amministratori locali affinché il dibattito sia incentrato su contenuti ed idee orientati al bene comune, attraverso un linguaggio rispettoso e non ostile, evitando che la comunicazione, soprattutto “in rete”, possa diventare una zona franca dove tutto è permesso. 
Credevamo che queste parole potessero essere largamente condivise dalle altre consigliere e dagli altri consiglieri. Purtroppo questo non è avvenuto durante il dibattito né al momento del voto, quando il centrodestra e l’UDC hanno votato no ed il Movimento Cinque Stelle è uscito dall’aula.
La mozione è stata, comunque, approvata con i voti delle consigliere e dei consiglieri di maggioranza. Spiace notare come il Consiglio, nel suo complesso, abbia privilegiato le piccole beghe di bottega all’interesse generale.
Ci piace sottolineare un ultimo aspetto: la mozione è stata calendarizzata a fine febbraio ed è stata discussa solo ieri, con la campagna elettorale già iniziata, a causa della pandemia. Nelle riunioni consiliari in videoconferenza degli scorsi mesi i nostri consiglieri avevano deciso di posticiparne la presentazione per dare spazio a temi apparentemente più importanti in quelle settimane delicate.
Tuttavia, il modo e lo stile con cui si comunica non sono affatto temi secondari ed andrebbero messi al centro della nostra azione politica come prerequisito: non è una questione di sinistra o di destra, è una questione di buon senso e di innalzamento della qualità del confronto e del dibattito politico, affinché Macerata ed i suoi destini siano davvero il centro dell’interesse di tutti. 
Il futuro della nostra città viene prima di quello di chi, momentaneamente, ha il privilegio e l’onore di rappresentarla nelle sedi istituzionali e mai è accettabile un confronto che esce dal livello politico per degenerare, anche violentemente, in attacco personale. Una comunicazione attenta, rispettosa e pulita è sempre più necessaria: lunedì il Consiglio comunale lo ha ribadito, ma non con la forza che ci saremmo aspettati.

30/07/20

Verso le elezioni di settembre: no ai seggi nelle scuole


A settembre si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e di quello regionale e per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale votata pochi mesi fa.
Solitamente i seggi elettorali vengono costituiti nelle scuole, con la conseguente perdita di alcuni giorni di scuola.
La scuola pubblica è un pilastro ed è il motore della nostra società, ma troppo spesso è stata lasciata in secondo piano nella scala delle priorità del nostro paese.
Durante la quarantena ho avuto modo di ascoltare alcuni seminari nei quali si sono condivise riflessioni sulla società post Covid e molte volte si è affermata l’esigenza di restituire una nuova centralità alla scuola ed alla sanità: settori che definiscono la qualità di una società. A quelle belle parole, almeno a livello governativo, sono seguiti fatti non all’altezza e quelle premesse, fin qui, sono state, a mio giudizio, sostanzialmente disattese.
Le bambine, i bambini, le ragazze ed i ragazzi hanno pagato un prezzo molto alto alla pandemia. La sospensione della didattica in presenza è stata una scelta necessaria, ma dolorosa e non priva di conseguenze. La didattica a distanza non può sostituire la scola; la può, al massimo, affiancare nelle scuole superiori di secondo grado.
Le scuole riapriranno il 14 settembre; il 20 ed il 21 sono previste le elezioni. L’Ordine del Giorno invita la giunta a valutare l’opportunità e la possibilità di costituire i seggi in luoghi differenti dalle scuole. Sono già stati persi molti giorni di lezione; liberare la scuola dalla presenza dei seggi può essere un piccolo segnale in controtendenza per affermare la centralità e l’importanza della scuola, almeno a Macerata.

25/07/20

Presentazione della mozione sull'adesione al Manifesto della comunicazione non ostile


La comunicazione e lo stile non sono affatto temi secondari. È un insegnamento della vicenda che ha riguardato Silvia Romano: la giovane cooperante che, rientrata in Italia dopo una lunga prigionia, è stata vittima di una campagna d’odio e di violenza verbale che ha riguardato la sua conversione, i suoi abiti ed il (vero o presunto) pagamento del riscatto. Sono state usate parole così violente da valutare se affidarle una scorta.
Un analogo discorso può essere esteso ai casi di Liliana Segre, Roberto Speranza e Lucia Azzolina: sono quattro esempi di un dibattito politico inquinato da un’incredibile violenza verbale.
Esiste un tema legato a cosa si comunica ed a come lo si fa, soprattutto in rete: internet sembra una zona franca dove tutto è permesso, ma gli insulti sono una cosa ben diversa dalla libertà di espressione.
È necessario un altro modo di comunicare: più pulito, più rispettoso ed in grado di valorizzare le proprie idee senza scadere nella denigrazione e nell’offesa.
Il linguaggio non è un semplice strumento di comunicazione, ma può essere un potente motore di cambiamento.
Parole Ostili, Università Cattolica del Sacro Cuore ed Osservatorio Giovani dell'Istituto Tonolio promuovono il Manifesto della comunicazione non ostile: è un progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, soprattutto in rete, che promuove uno stile nuovo per stare in internet. Si tratta di un lavoro di sensibilizzazione sull’importanza della scelta delle parole da usare e non usare. Le parole sono importanti: feriscono e commuovono, offendono e scaldano il cuore, allontanano ed uniscono.
La rete è virtuale, ma oltre lo schermo esiste una persona in carne ed ossa ed il passaggio dal virtuale al reale può essere molto più rapido di quanto immaginiamo.
Il manifesto si compone di dieci punti: virtuale è reale; si è ciò che si comunica; le parole danno forma al pensiero; prima di parlare bisogna ascoltare; le parole sono un ponte; le parole hanno conseguenze; condividere è una responsabilità; le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare; gli insulti non sono argomenti; anche il silenzio comunica.
La mozione, presentata a fine febbraio, impegna il Comune ad aderire al manifesto e ad incentivare iniziative specifiche volte a sensibilizzare ad un usco corretto della comunicazione politica, nel quadro della promozione di una cultura del rispetto. È un momento anche simbolico per aderire a tale manifesto, visto che siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale.

21/07/20

Il passato ed il futuro. La mobilità sostenibile e le polemiche


Nei giorni scorsi si è parlato molto di Narciso Ricotta per un paio di sue uscite pubbliche.
Se la pratica dello yoga è un fatto personale, l’investimento di 100.000,00 € sul bike sharing merita qualche riflessione in più.
Nel dibattito consiliare sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile i nostri consiglieri hanno ribadito l'interesse e la nostra curiosità per tutto quanto consenta di costruire una mobilità che non sia fossilizzata sulle automobili. Una città verde e sostenibile per noi è un bene comune, punto centrale del nostro programma per le prossime elezioni amministrative.
Non siamo gelosi del nostro piccolo orticello, anzi: lavoriamo affinché il nostro orto possa crescere ed ospitare sempre più persone. Siamo felici se il nostro candidato sindaco del centrosinistra fa proprio un tema che ci sta molto a cuore e ci mettiamo al lavoro con ancora più forza per ottenere un buon risultato alle elezioni che ci consenta di realizzare il programma elettorale.
A chi denuncia (a volte giustamente) le mancanze degli ultimi dieci anni, ma più spesso lancia accuse infondate come fumo negli occhi, rispondiamo con la volontà di lavorare ancora più energicamente alla città dei prossimi dieci anni.

19/07/20

Pillole dal Consiglio comunale


Nell’ultimo Consiglio comunale, tre sono stati i temi sui quali si è concentrata l’attenzione di A sinistra per Macerata Bene Comune.
Ci siamo astenuti sulla proposta di delibera per la Banca di Macerata. Il dibattito consiliare su questo argomento è stato denso, interessante e ricco di spunti, soprattutto in alcuni interventi. La Banca di Macerata è una realtà in crescita ed ha il diritto di pianificare e programmare al meglio il suo sviluppo; ma la politica ha il dovere di tutelare e di mettere al centro della sua azione l’interesse della collettività.
Abbiamo convintamente votato la proposta di delibera sull’eredità di Marcella Marchetti, che ha lasciato al Comune una collezione di oltre quaranta opere per un valore complessivo che si aggira sui quarantamila euro. Tali opere saranno esposte in una mostra specifica nei musei civici di Palazzo Buonaccorsi. Ci piace sottolineare, a questo proposito, il prezioso contributo dell’istituzione Macerata Cultura e delle persone che ne fanno parte, a cominciare dal suo presidente (Gildo Pannocchia). Tanto si è discusso di Macerata Cultura in questi mesi; questa vicenda è una rappresentazione chiara del suo valore, delle sue potenzialità e della sua capacità di costruire relazioni e legami. Il nostro auspicio è che, in futuro, all’istituzione possano essere affidati ruoli e funzioni più significativi.
Abbiamo, poi, parlato della Zona a Traffico Limitato e della pedonalizzazione del centro storico.
Stiamo, senza dubbio, vivendo tempi difficili. Si notano, tuttavia, piccoli segnali di ripresa: già da qualche settimana abbiamo ripreso la nostra vita sociale, ma non vanno mai dimenticate tutte le attenzioni e le precauzioni necessarie per prevenire un’eventuale seconda ondata del virus. L’economia soffre: a fine maggio circa venticinquemila persone non avevano ancora ricevuto l’assegno della CIG. Settembre è alle porte e le difficoltà potrebbero presentarsi nuovamente.
È proprio in queste fasi ed in questi momenti che la politica deve mantenere lucidità e razionalità, senza farsi trascinare dalle difficoltà del momento come una nave in tempesta.
Quella del commercio è una categoria non omogenea e che, ovviamente, si estende anche al di fuori del centro storico. E lo stesso centro storico non è abitato solo dai commercianti: ci sono i residenti, ci sono gli studenti universitari, ci sono le donne e gli uomini che lo frequentano per una tranquilla passeggiata.
La ZTL è la scelta fatta dall’amministrazione e dalla maggioranza per il nostro centro storico. È una scelta che A sinistra per Macerata Bene Comune condivide e sostiene e che muove da un presupposto: il centro vive con le persone e non con le automobili.
Ci si lamenta di un centro storico blindato ed inaccessibile. Esistono quattro parcheggi a supporto del centro, senza dimenticare gli stalli lungo le mura. Il Parcheggio Centro Storico è un esempio di recupero, riqualificazione e restituzione alla collettività di un luogo in precedenza poco utilizzato e consente di uscire con l’ascensore in via Crescimbeni. Il Parcheggio Garibaldi ed il Parcheggio Sferisterio sono anch’essi dotati di risalita meccanizzata, rispettivamente, fino ai cancelli ed a corso Cairoli. Infine, c’è il Parcheggio Centrale in via Armaroli.
Mi pare fuorviante, dunque, parlare di un centro inaccessibile. Il vero tema è avere un motivo per cui andare in centro storico. E la risposta non è l’apertura o meno alle macchine. La risposta, ad esempio, può essere un investimento su una cultura diffusa in grado di dare un senso all’accesso al centro storico. Da casa mia al centro, trovo numerosi bar lungo il tragitto. Eppure, ho piacere ad andare nel bar che sono solito frequentare perché i titolari rappresentano un valore aggiunto e sono, per me, un valido motivo per salire in centro.
La revisione della ZTL si sposa male con i maggiori spazi esterni concessi alle attività commerciali e mi sembra incoerente rispetto alla visione promossa dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di una mobilità non incentrata sulle autovetture.
La ZTL è la scelta fatta da molte città; piazza Conchiglia a Civitanova Marche è solo l’ultimo di molti esempi.
Il Covid ci costringe ad affrontare nuove sfide e nuovi problemi. Pensare di rispondere alle questioni del centro storico con più o meno ZTL mi sembra un tentativo di voler rimettere indietro le lancette del tempo.
Serve un motivo per andare in centro; ed il motivo non è una ZTL più o meno ampia.

17/07/20

Prima la scuola


Le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi che frequentano quotidianamente le nostre scuole hanno pagato un prezzo altissimo alla pandemia.
La situazione di emergenza che abbiamo vissuto ha spinto molte scuole a sperimentare la didattica a distanza. Dobbiamo, però, dire con chiarezza che la scuola è altro rispetto a quello che si è visto negli ultimi mesi: la necessità di avere un’ottima connessione ed un’adeguata strumentazione (PC o tablet), l’impossibilità per i più piccoli di seguire le lezioni in autonomia ed il conseguente carico di lavoro che le famiglie hanno dovuto sopportare, sono solo alcuni dei motivi che devono spingere tutte le istituzioni coinvolte a lavorare, in vista del nuovo anno scolastico, per una didattica in presenza ed in sicurezza per tutte e tutti.
Apprezziamo il lavoro svolto dall’assessora Stefania Monteverde che già durante la pandemia aveva incontrato i dirigenti scolastici delle scuole della nostra città per raccogliere eventuali criticità e ora insieme ai dirigenti scolastici e agli uffici comunali lavorano per il ritorno in classe per tutti. Nel sito istituzionale si legge che il Comune è stato ammesso dal Miur al finanziamento dei  Fondi Strutturali Europei per 160.000€ per i primi interventi: non è abbastanza. Ancora una volta la scuola sembra scivolare in coda alle priorità del nostro paese. 
E soprattutto adesso non si fermi la scuola con i seggi elettorali. I nostri consiglieri comunali chiedono alla Giunta di valutare una differente ubicazione dei seggi, liberando le scuole e restituendole a pieno titolo a chi manca da quei luoghi da tanto, troppo tempo. Auspichiamo che il Consiglio comunale di Macerata sappia dare un segnale forte quando sarà discusso l’ordine del giorno presentato dalla nostra lista.

16/07/20

Il nostro intervento all'assemblea regionale di Sinistra Italiana


Attorno alla scelta di sostenere, sia pur individualmente, Dipende da Noi, si è sviluppato nel nostro partito un dissenso.
La situazione attuale vede i partiti che a livello nazionale sostengono Conte divisi in tre schieramenti: PD ed Articolo 1 sostengono Mangialardi, il Movimento Cinque Stelle sta con Mercorelli e pezzi di Sinistra Italiana appoggiano, a titolo personale, Mancini.
Segnalo, a questo proposito, un appello promosso da cittadini di sinistra che chiedono l’unità delle forze democratiche ed antifasciste. Non dimentichiamo chi è il candidato del centrodestra unito: Francesco Acquaroli, collega di Fratoianni, candidato a tutto negli ultimi tempi e salito agli onori delle cronache per la partecipazione a cena commemorativa della marcia su Roma.
Esagero se dico che Lega e Fratelli d’Italia ripuliscono i rigurgiti neofascisti che emergono nella società? Forse, ma il tema esiste ed è sottovalutato dal campo progressista nel momento in cui quel campo esprime due, se non tre, candidati alla presidenza della Regione Marche.
Qualche mese fa, a Porto San Giorgio, Peppe De Cristofaro raccontava questo aneddoto: dal 2013 ad oggi, sono state praticate tutte le linee politiche: da Italia Bene Comune a L’altra Europa con Tsipras; da Liberi e Uguali a La sinistra. Una costante ha attraversato questi cambiamenti: i risultati elettorali sostanzialmente deludenti o, comunque, non all’altezza delle nostre attese. Servirebbe più politica e meno tattica, una maggiore e rinnovata capacità di ascoltare quello che un tempo sarebbe stato il nostro popolo e che oggi va riconquistato. Mettere in pratica queste parole è tanto difficile quanto necessario.
Bisogna pure ricordare, continuando quel ragionamento di De Cristofaro, che il paese è governato da almeno trent’anni da due coalizioni che troppe volte hanno dimostrato affinità culturali decisamente eccessive. Peppe lo diceva per la scuola, ma io credo che questo discorso possa essere esteso a molti, troppi settori del nostro paese.
Ne cito uno per tutti, che – per noi donne e uomini delle Marche – rappresenta forse l’errore più grande della Giunta uscente: la sanità. Quello dei finanziamenti insufficienti alle strutture pubbliche per favorire quelle private, con tutto ciò che questa scelta ha comportato, è un tema che chiama in causa tanti governi e tante amministrazioni, a partire dalle Marche.
Prendo questo esempio per dire che il mio giudizio sulla Giunta uscente non può essere positivo. Essendo di Macerata, cito pure i ritardi sulla ricostruzione e noto un piccolo cambio di passo col nuovo commissario alla ricostruzione.
Credo di poter dire che il giudizio negativo sulla Giunta uscente sia condiviso da ampi pezzi dell’attuale maggioranza, se è vero che praticamente tutti hanno chiesto un passo indietro a Ceriscioli e rivendicato discontinuità rispetto a tante, troppe scelte compiute in questi anni (ne cito un’altra, su cui Sinistra Italiana si è esposta pubblicamente con alcuni comunicati stampa ed un’interrogazione parlamentare: il Covid Hospital).
È inutile chiedersi, ora ed oggi, cosa avrebbe potuto fare Sinistra Italiana di più e di diverso nei mesi che hanno portato al passo indietro di Ceriscioli ed alla candidatura di Mangialardi. Di per sé, non candidare presidente uscente ricandidabile è un atto di discontinuità. Ne sarebbe servito uno più forte? Probabilmente sì, ma la storia non si fa con i se e con i ma.
Avrei gradito che il centrosinistra unito avesse preso altre decisioni, magari sposando con convinzione la causa di Sauro Longhi che avrebbe, forse, unito PD, Articolo 1, Movimento Cinque e Stelle e, penso e spero, Sinistra Italiana.
La sconfitta delle elezioni europee ha aperto una nuova fase in Sinistra Italiana, questa è la mia impressione. Ricordo alcune interviste Fratoianni che ho interpretato così, le sue dimissioni, l’ingresso di Sinistra Italiana e di Liberi e Uguali nel governo per dare il nostro piccolo (3%) contributo per fermare la destra. Siamo piccoli, ma le elezioni regionali del 2015 dovrebbero insegnare che ogni voto è importante, visto che Altre Marche non ha eletto alcun consigliere per una manciata di voti.
Ho l’impressione che, a livello nazionale, il nostro partito abbia accettato una sfida che, a livello regionale, abbiamo sostanzialmente ignorato. A Roma abbiamo ripreso un dialogo propositivo e costruttivo col PD; qui ci siamo limitati ad un incontro, uno di numero, del nostro segretario regionale (accompagnato da un candidato presidente che il partito non ha mai formalmente sostenuto) con il suo pari ruolo del PD.
Oggi, quindi, abbiamo due candidati che, per motivi diversi, mi appaiono entrambi deboli o, comunque, poco entusiasmanti. Un indistinto frontismo serve a poco nulla. Serve un progetto al tempo stesso unitario, alternativo e discontinuo. Non so quale contributo avremmo potuto dare; so, però, che Sinistra Italiana ha sostanzialmente rifiutato di giocare questa partita.
Ho apprezzato l’apertura di uno spazio di discussione a sinistra del PD, come sempre si fa alla vigilia delle elezioni. Il percorso di Dipende da Noi nasce da un appello firmato da alcuni consiglieri civici di sinistra, compreso me, per aprire un percorso a sinistra. La prima riunione a cui ho partecipato è stata mortificante; e su questo il nostro giudizio è stato sostanzialmente unanime. Non ho visto alcun futuro in quella riunione; ho abbandonato quel percorso per poca convinzione e per assenza di tempo tra gli impegni nella mia città, il lavoro ed altri impegni personali. Ho sperato in una situazione come quella dell’Umbria, dove i partiti che sostengono Giuseppe Conte si sono presentati assieme con un candidato civico alla presidenza della Regione, ma le resistenze di PD e M5S hanno fatto naufragare ben prima del tempo il tentativo.
Annunciare con largo anticipo la candidatura di Mancini alla presidenza della Regione, insistere su questa strada, rovesciare sul PD tutte, o quasi, le colpe del mancato accordo significa, secondo me, approcciare alla questione con un approccio supponente e superiore; una superiorità, purtroppo, non supportata dai numeri.
La politica contro qualcuno rischia di rafforzare questo qualcuno ben oltre i suoi presunti meriti. Non si tratta di organizzare un nuovo CLN, ma di portare nei territori le scelte fatte a livello nazionale: non perché debbano essere replicate automaticamente a cascata, ma perché penso che quelle siano le scelte necessarie in questo momento. Lo scenario che abbiamo ora di fronte non è il mio ottimale; avrei sicuramente preferito altro.
Questo, però, non è il tempo dei rimpianti né dei rimorsi, ma quello delle scelte. Non credo nel progetto di Dipende da Noi e non posso aderire a quel movimento. Credo, invece, nella presenza di una sinistra forte e credibile nel campo progressista, nel centrosinistra. La strada verso il raggiungimento di questo obiettivo è durissima ed in salita, ma, al momento, l'intenzione è quella di sostenere la candidatura di Maurizio Mangialardi e di lavorare alla costruzione di una lista di sinistra aperta, civica e plurale.

14/07/20

Uno sport per tutte e tutti


“I lunedì dei beni comuni” è una rassegna proposta da A sinistra per Macerata Bene Comune per parlare di Macerata con donne e uomini che hanno a cuore il presente ed il futuro della nostra città.
Nei tre appuntamenti precedenti abbiamo parlato di anello verde (è stata approvata la nostra mozione in Consiglio comunale e la Giunta ha deliberato l’avvio dei lavori per il primo tratto da Fontescodella a Collevario), inclusione e socialità: temi che il Covid impone di declinare in maniera differente rispetto al passato.
Abbiamo deciso di proseguire perché stimolare dibattiti ed ascoltare le tante voci di persone in città (e non solo) aiutano a maturare progetti e proposte concrete per la città. Ed abbiamo deciso di continuare perché altri ancora sono i beni comuni di cui intendiamo parlare e che vogliamo assumere a linea guida della nostra azione politica: definire quali sono i beni comuni è necessario per capire quale sono le visioni, le azioni, le scelte politiche per cui vale la pena combattere, impegnarsi per costruire una comunità in cui si vive meglio, in cui il benessere e la qualità della vita sia per tutti e non privilegio di pochi.
Sostenibilità, creatività ed inclusione sono le tre parole chiave, i tre hashtag, attorno a cui abbiamo iniziato a costruire il programma della nostra lista in vista delle prossime elezioni comunali, rilanciando l’idea di una sinistra che vuole misurarsi con la sfida del governo della città e non si chiude nel settarismo dei duri e puri come canta Caparezza, “e c'è sempre qualcuno più artista di qualcun altro; più vero, più puro, più a sinistra di qualcun altro.”
Ma sono state le linee guida di questa mia (e di Lina) breve, ma intensa, esperienza in Consiglio Comunale e, da più tempo, di Stefania in Giunta.
Il tema di oggi è lo sport: lo sport come bene comune. Lo sport riguarda la vita di tutte e tutti noi: lo sport che tanto amiamo, lo sport che ci accompagna tutta la vita: da piccoli a scuola, nelle palestre, nei campetti dei quartieri; da grandi, ancora, nelle palestre, allo stadio, nei palazzetti. È una parte imprescindibile della vita, che ci fa stare tanto bene e riguarda tutti. Ne abbiamo sentito la mancanza durante il lockdown.
Oggi indaghiamo la faccia dello sport più nascosta, quella privata della luce dei riflettori: lo sport “di base”, lo sport “minore”, quello praticato da tante e tanti per restare in forma.
Lo sport professionistico o ad alto livello è una vetrina, dà visibilità, crea indotto. Ed è quello su cui si è discusso anche troppo negli ultimi anni: il trasferimento della Lube a Civitanova, la retrocessione della Maceratese dalla Serie C in Promozione (dopo i lavori allo stadio). Ma è la punta di un iceberg. I dilettanti e gli amatori popolano un mondo dove soldi e fama scarseggiano, ma la passione, l’impegno ed il sacrificio sono l’anima di queste realtà.
Nella nostra città ci sono tantissimi sport che coinvolgono piccoli e grandi ed ottengono risultati di un certo livello: softball, basket, rugby, sono alcuni e sono quelli di cui parliamo oggi con i nostri tre ospiti (Marta Gambella, Matteo Palmioli ed Edilio Venanzoni). Ma potremmo aggiungere le attività svolte dall’AVIS e dalla SEF; l’importanza delle bocciofile come luogo ricreativo ed associativo; i numerosi circoli di tennis presenti in città.
Oggi parliamo con donne e uomini impegnati nello sport di Macerata per capire che cosa serve a Macerata per crescere con un’idea di sport per tutti. Non intendiamo negare le questioni irrisolte (dalle piscine all’Helvia Recina, per finire col campo da rugby ancora assente, ma in arrivo con la riqualificazione del centro fiere), ma va riconosciuto allo sport il suo valore sociale importantissimo: un valore che, forse, abbiamo apprezzato fino in fondo solo durante la quarantena, quando si finiva al centro dell’attenzione mediatica per una semplice corsa nei pressi della propria abitazione.

13/07/20

Fare sport in città – quarta diretta Facebook con “I lunedì dei beni comuni”


Quarto appuntamento su Facebook con “I lunedì dei beni comuni”.
Dopo aver discusso di anello verde, inclusione e socialità, l’incontro di domani – lunedì 13 luglio – verterà sullo sport.
Anche lo sport è un bene comune che ci accompagna tutta la vita: da piccoli a scuola, nelle palestre, nei campetti dei quartieri; da grandi, ancora, nelle palestre, allo stadio, nei palazzetti. Ha, poi, un innegabile valore sociale: un valore che, forse, abbiamo apprezzato fino in fondo solo durante la quarantena.
Una città attiva è una città che offre spazi e occasioni per la pratica sportiva, di qualunque genere, a qualunque età e senza esclusione.
Nella nostra città ci sono tantissimi sport che coinvolgono piccoli e grandi e che portano a casa ottimi risultati: softball, basket e rugby sono solo alcuni di questi e sono quelli di cui parleremo lunedì. Saranno nostri ospiti Marta Gambella, (manager dell’ASD Softball Macerata), Matteo Palmioli (allenatore dell’Associazione Basket Maceratese) ed Edilio Venanzoni (coach del minirugby del Banca Macerata Rugby). Dialogherà con loro Michele Verolo (consigliere comunale di “A sinistra per Macerata Bene Comune”).
L’appuntamento è lunedì 13 luglio, alle ore 21:15, in diretta nella pagina Facebook della nostra lista, raggiungibile al seguente link: https://www.facebook.com/maceratabenecomune/.

07/07/20

Il nostro sì al piano urbano della mobilità sostenibile


Sostenibilità è la parola chiave del futuro. È un insegnamento di Greta e delle tante ragazze e dei tanti ragazzi del movimento Fridays for Future.
Il tema di oggi è come gestire e governare la sostenibilità. Anticipare i tempi e giocare d’anticipo può essere importante per evitare, in futuro, di subire decisioni obbligate ed emergenziali che, in quanto tali, potrebbero essere complicate.
È importante pianificare e programmare; è importante tracciare una strada per non farsi trovare impreparati. L’emergenza Covid mantiene intatta la necessità di immaginare il futuro.
Riteniamo che la scelta di ragionare su una mobilità costruita su un criterio di sostenibilità sia giusta, corretta e doverosa. La bontà di questa scelta è dimostrata dal numero crescente di piani urbani della mobilità sostenibile adottati da molte città.
Come ogni decisione strategica, sarà resa operativa dalle decisioni che saranno prese nei prossimi tempi. Ecco perché il PUMS non è un’ipoteca sul futuro di Macerata, ma “solo” un’idea sulla sua mobilità.
Il nostro, quindi, è un voto favorevole all’idea di realizzare una mobilità non schiacciata sull’automobile (ed è proprio questo il motivo che ci ha portato a respingere l’emendamento sul parcheggio a Rampa Zara), nella consapevolezza che alcuni aspetti implicano cambiamenti culturali che possono essere lunghi da metabolizzare. Ma i tempi lunghi non devono scoraggiare: bisogna partire, se si crede in ciò che si fa.