“I lunedì dei beni comuni” è una rassegna proposta da A sinistra per Macerata Bene Comune per parlare di Macerata con donne e uomini che hanno a cuore il presente ed il futuro della nostra città.
Nei tre appuntamenti precedenti abbiamo parlato di anello verde (è stata approvata la nostra mozione in Consiglio comunale e la Giunta ha deliberato l’avvio dei lavori per il primo tratto da Fontescodella a Collevario), inclusione e socialità: temi che il Covid impone di declinare in maniera differente rispetto al passato.
Abbiamo deciso di proseguire perché stimolare dibattiti ed ascoltare le tante voci di persone in città (e non solo) aiutano a maturare progetti e proposte concrete per la città. Ed abbiamo deciso di continuare perché altri ancora sono i beni comuni di cui intendiamo parlare e che vogliamo assumere a linea guida della nostra azione politica: definire quali sono i beni comuni è necessario per capire quale sono le visioni, le azioni, le scelte politiche per cui vale la pena combattere, impegnarsi per costruire una comunità in cui si vive meglio, in cui il benessere e la qualità della vita sia per tutti e non privilegio di pochi.
Sostenibilità, creatività ed inclusione sono le tre parole chiave, i tre hashtag, attorno a cui abbiamo iniziato a costruire il programma della nostra lista in vista delle prossime elezioni comunali, rilanciando l’idea di una sinistra che vuole misurarsi con la sfida del governo della città e non si chiude nel settarismo dei duri e puri come canta Caparezza, “e c'è sempre qualcuno più artista di qualcun altro; più vero, più puro, più a sinistra di qualcun altro.”
Ma sono state le linee guida di questa mia (e di Lina) breve, ma intensa, esperienza in Consiglio Comunale e, da più tempo, di Stefania in Giunta.
Il tema di oggi è lo sport: lo sport come bene comune. Lo sport riguarda la vita di tutte e tutti noi: lo sport che tanto amiamo, lo sport che ci accompagna tutta la vita: da piccoli a scuola, nelle palestre, nei campetti dei quartieri; da grandi, ancora, nelle palestre, allo stadio, nei palazzetti. È una parte imprescindibile della vita, che ci fa stare tanto bene e riguarda tutti. Ne abbiamo sentito la mancanza durante il lockdown.
Oggi indaghiamo la faccia dello sport più nascosta, quella privata della luce dei riflettori: lo sport “di base”, lo sport “minore”, quello praticato da tante e tanti per restare in forma.
Lo sport professionistico o ad alto livello è una vetrina, dà visibilità, crea indotto. Ed è quello su cui si è discusso anche troppo negli ultimi anni: il trasferimento della Lube a Civitanova, la retrocessione della Maceratese dalla Serie C in Promozione (dopo i lavori allo stadio). Ma è la punta di un iceberg. I dilettanti e gli amatori popolano un mondo dove soldi e fama scarseggiano, ma la passione, l’impegno ed il sacrificio sono l’anima di queste realtà.
Nella nostra città ci sono tantissimi sport che coinvolgono piccoli e grandi ed ottengono risultati di un certo livello: softball, basket, rugby, sono alcuni e sono quelli di cui parliamo oggi con i nostri tre ospiti (Marta Gambella, Matteo Palmioli ed Edilio Venanzoni). Ma potremmo aggiungere le attività svolte dall’AVIS e dalla SEF; l’importanza delle bocciofile come luogo ricreativo ed associativo; i numerosi circoli di tennis presenti in città.
Oggi parliamo con donne e uomini impegnati nello sport di Macerata per capire che cosa serve a Macerata per crescere con un’idea di sport per tutti. Non intendiamo negare le questioni irrisolte (dalle piscine all’Helvia Recina, per finire col campo da rugby ancora assente, ma in arrivo con la riqualificazione del centro fiere), ma va riconosciuto allo sport il suo valore sociale importantissimo: un valore che, forse, abbiamo apprezzato fino in fondo solo durante la quarantena, quando si finiva al centro dell’attenzione mediatica per una semplice corsa nei pressi della propria abitazione.

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