30/07/20

Verso le elezioni di settembre: no ai seggi nelle scuole


A settembre si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e di quello regionale e per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale votata pochi mesi fa.
Solitamente i seggi elettorali vengono costituiti nelle scuole, con la conseguente perdita di alcuni giorni di scuola.
La scuola pubblica è un pilastro ed è il motore della nostra società, ma troppo spesso è stata lasciata in secondo piano nella scala delle priorità del nostro paese.
Durante la quarantena ho avuto modo di ascoltare alcuni seminari nei quali si sono condivise riflessioni sulla società post Covid e molte volte si è affermata l’esigenza di restituire una nuova centralità alla scuola ed alla sanità: settori che definiscono la qualità di una società. A quelle belle parole, almeno a livello governativo, sono seguiti fatti non all’altezza e quelle premesse, fin qui, sono state, a mio giudizio, sostanzialmente disattese.
Le bambine, i bambini, le ragazze ed i ragazzi hanno pagato un prezzo molto alto alla pandemia. La sospensione della didattica in presenza è stata una scelta necessaria, ma dolorosa e non priva di conseguenze. La didattica a distanza non può sostituire la scola; la può, al massimo, affiancare nelle scuole superiori di secondo grado.
Le scuole riapriranno il 14 settembre; il 20 ed il 21 sono previste le elezioni. L’Ordine del Giorno invita la giunta a valutare l’opportunità e la possibilità di costituire i seggi in luoghi differenti dalle scuole. Sono già stati persi molti giorni di lezione; liberare la scuola dalla presenza dei seggi può essere un piccolo segnale in controtendenza per affermare la centralità e l’importanza della scuola, almeno a Macerata.

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