Ci siamo astenuti sulla proposta di delibera per la Banca di Macerata. Il dibattito consiliare su questo argomento è stato denso, interessante e ricco di spunti, soprattutto in alcuni interventi. La Banca di Macerata è una realtà in crescita ed ha il diritto di pianificare e programmare al meglio il suo sviluppo; ma la politica ha il dovere di tutelare e di mettere al centro della sua azione l’interesse della collettività.
Abbiamo convintamente votato la proposta di delibera sull’eredità di Marcella Marchetti, che ha lasciato al Comune una collezione di oltre quaranta opere per un valore complessivo che si aggira sui quarantamila euro. Tali opere saranno esposte in una mostra specifica nei musei civici di Palazzo Buonaccorsi. Ci piace sottolineare, a questo proposito, il prezioso contributo dell’istituzione Macerata Cultura e delle persone che ne fanno parte, a cominciare dal suo presidente (Gildo Pannocchia). Tanto si è discusso di Macerata Cultura in questi mesi; questa vicenda è una rappresentazione chiara del suo valore, delle sue potenzialità e della sua capacità di costruire relazioni e legami. Il nostro auspicio è che, in futuro, all’istituzione possano essere affidati ruoli e funzioni più significativi.
Abbiamo, poi, parlato della Zona a Traffico Limitato e della pedonalizzazione del centro storico.
Stiamo, senza dubbio, vivendo tempi difficili. Si notano, tuttavia, piccoli segnali di ripresa: già da qualche settimana abbiamo ripreso la nostra vita sociale, ma non vanno mai dimenticate tutte le attenzioni e le precauzioni necessarie per prevenire un’eventuale seconda ondata del virus. L’economia soffre: a fine maggio circa venticinquemila persone non avevano ancora ricevuto l’assegno della CIG. Settembre è alle porte e le difficoltà potrebbero presentarsi nuovamente.
È proprio in queste fasi ed in questi momenti che la politica deve mantenere lucidità e razionalità, senza farsi trascinare dalle difficoltà del momento come una nave in tempesta.
Quella del commercio è una categoria non omogenea e che, ovviamente, si estende anche al di fuori del centro storico. E lo stesso centro storico non è abitato solo dai commercianti: ci sono i residenti, ci sono gli studenti universitari, ci sono le donne e gli uomini che lo frequentano per una tranquilla passeggiata.
La ZTL è la scelta fatta dall’amministrazione e dalla maggioranza per il nostro centro storico. È una scelta che A sinistra per Macerata Bene Comune condivide e sostiene e che muove da un presupposto: il centro vive con le persone e non con le automobili.
Ci si lamenta di un centro storico blindato ed inaccessibile. Esistono quattro parcheggi a supporto del centro, senza dimenticare gli stalli lungo le mura. Il Parcheggio Centro Storico è un esempio di recupero, riqualificazione e restituzione alla collettività di un luogo in precedenza poco utilizzato e consente di uscire con l’ascensore in via Crescimbeni. Il Parcheggio Garibaldi ed il Parcheggio Sferisterio sono anch’essi dotati di risalita meccanizzata, rispettivamente, fino ai cancelli ed a corso Cairoli. Infine, c’è il Parcheggio Centrale in via Armaroli.
Mi pare fuorviante, dunque, parlare di un centro inaccessibile. Il vero tema è avere un motivo per cui andare in centro storico. E la risposta non è l’apertura o meno alle macchine. La risposta, ad esempio, può essere un investimento su una cultura diffusa in grado di dare un senso all’accesso al centro storico. Da casa mia al centro, trovo numerosi bar lungo il tragitto. Eppure, ho piacere ad andare nel bar che sono solito frequentare perché i titolari rappresentano un valore aggiunto e sono, per me, un valido motivo per salire in centro.
La revisione della ZTL si sposa male con i maggiori spazi esterni concessi alle attività commerciali e mi sembra incoerente rispetto alla visione promossa dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di una mobilità non incentrata sulle autovetture.
La ZTL è la scelta fatta da molte città; piazza Conchiglia a Civitanova Marche è solo l’ultimo di molti esempi.
Il Covid ci costringe ad affrontare nuove sfide e nuovi problemi. Pensare di rispondere alle questioni del centro storico con più o meno ZTL mi sembra un tentativo di voler rimettere indietro le lancette del tempo.
Serve un motivo per andare in centro; ed il motivo non è una ZTL più o meno ampia.

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