03/05/20

Chiacchiere o numeri?


Un post pubblicato nella sua pagina Facebook da Nicola Fratoianni, deputato di Liberi e Uguali e portavoce nazionale di Sinistra Italiana, mi spinge ad una timida riflessione.
Sappiamo, purtroppo, che l’erogazione della cassa integrazione guadagni in deroga e del bonus dei 600,00 € per lavoratrici e lavoratori atipici ha subito (e sta subendo ancora) qualche intoppo e qualche ritardo di troppo.
Giuseppe Conte si è personalmente scusato, prendendosi delle responsabilità non del tutto sue. È innegabile, però, che questi ritardi rischiano di assumere risvolti che non devono assolutamente essere sottovalutati: la quarantena ha forzatamente ridotto i nostri redditi e le nostre entrate, ed a questa diminuzione, certe volte, è seguita la difficoltà materiale di mettere assieme due pasti al giorno. I 400 milioni in buoni spesa stanziati dal Governo sono terminati in pochi giorni. Le mancanze dello Stato, in tutte le sue articolazioni, divengono ancora più insopportabili ed ingiuste.
L’iter di richiesta della cig in deroga assegna un ruolo importante alle regioni. Un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore rielabora i dati forniti dall’INPS per offrire un quadro relativo all’andamento dello smaltimento delle domande ed all’erogazione del contributo.
I freddi numeri ci dicono che la Regione più efficiente, ad oggi, è il Veneto, mentre i fanalini di coda sono, in ordine alfabetico, Abruzzo, Lombardia, Molise, Sardegna e Sicilia.
Sono numeri a due cifre che, per onestà intellettuale, andrebbero probabilmente elaborati ulteriormente leggendoli, ad esempio, in relazione all’estensione territoriale della regione: il Molise smaltisce poche domande anche perché, banalmente, il Molise è piccolo. L’alibi territoriale viene meno per regioni quali Sicilia, Sardegna e, soprattutto, Lombardia.
Marco Marsilio (Fratelli d’Italia), Attilio Fontana (Lega), Donato Toma (Forza Italia), Nello Musumeci (#DiventeràBellissima) e Christian Solinas (Partito Sardo d’Azione) sono i presidenti delle regioni citate. Li accomuna la provenienza politica: tutte e cinque queste regioni, infatti, sono governate da maggioranza di centrodestra.
Non si vuole, con questo dire, che la sinistra è bella e buona, mentre la destra è brutta e cattiva. Il Veneto di Zaia, peraltro, sarebbe in prima fila a smentire questo discorso fragile e fazioso.
Il bello della politica è che molto, se non tutto, è opinabile. L’atteggiamento che Lega e Fratelli d’Italia stanno tenendo in queste settimane è sotto gli occhi di tutte e tutti noi. Io penso che Salvini e Meloni stiano cercando di approfittare di ogni scivolone, piccolo o grande che sia, della maggioranza e dell’esecutivo per lucrare qualche decimale percentuale di voto. È un comportamento, a mio modo di vedere, che non tiene minimamente conto della complessità del momento e che spero si rivelerà perdente quando torneremo alle urne.
Ad Ancona si dice che “a discore n'è fadiga”. Governare, invece, è un’attività complessa e farlo bene lo è ancora di più.
La dialettica ed il confronto tra maggioranza e minoranze sono il sale e l’essenza di una democrazia. Se qualcuno, oltre a lanciare ai quattro venti accuse e proclami confusi e contraddittori, pensasse ad esercitare al meglio le responsabilità di governo che hanno avuto nelle ultime elezioni regionali, vivremmo in un paese migliore. E, sono convinto, aumenterebbe pure la qualità della nostra democrazia.
Quale dovrebbe essere la priorità di un buon amministratore: la denuncia alla Cina per la diffusione del Coronavirus o l’erogazione della Cig?

Nessun commento:

Posta un commento