Troviamo positivo che il Consiglio comunale discuta di mobilità sostenibile.
Le modalità con le quali ci si muove all’interno della città sono aspetti che un Consiglio comunale ha il diritto ed il dovere di dibattere.
Un piano strategico ha la funzione di individuare una serie di linee guida che, negli anni successivi, saranno rese operative con le singole decisioni. Il PUMS, dunque, non vincola in alcun modo la prossima amministrazione, qualunque sarà il suo colore politico.
Alcune delle proposte di delibera, delle mozioni e degli ordini del giorno che stiamo discutendo e che discuteremo tra ieri e domani erano, in realtà, calendarizzati nell’ultimo Consiglio prima della quarantena. La proposta di delibera del PUMS rientra tra queste. La discutiamo oggi, a pochi giorni dall’ingresso nella fase 2. Riteniamo che l’emergenza non faccia venire meno l’importanza e l’utilità di questa proposta. Anzi, è proprio in questi momenti che la politica deve saper mettere in pratica pensieri lunghi in grado di guardare con lucidità un futuro in cui molte cose che abbiamo conosciuto cambieranno: la socialità, la fruizione degli spazi pubblici, la valorizzazione di Macerata nell’ottica di un turismo a chilometro zero.
Il PUMS è una visione futura della mobilità di Macerata, non un’ipoteca sul futuro di questa città.
Il nostro gruppo condivide pienamente l’idea che la mobilità debba essere ripensata attorno a principi e criteri di sostenibilità. Il Coronavirus, forse, impone una riflessione su come ci si potrà muovere in maniera sostenibile nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Il trasporto pubblico locale è un valore: riduce l’inquinamento, contribuisce a liberare la carreggiata ed a costruire una mobilità in cui i mezzi privati non siano gli assoluti protagonisti. Riteniamo che il TPL vada quanto più possibile sostenuto e valorizzato, anche – perché no? - riformulando il piano tariffario dell’abbonamento all’autobus e di quello ai parcheggi. Una cosa, però, va detta: il Parcheggio Centro Storico è quasi sempre pieno, questo significa che, nei fatti, la città ha apprezzato la decisione di accelerare i tempi del recupero di quel posto. Parlo sia del parcheggio che della galleria e degli ascensori che portano al centro: luoghi riqualificati e restituiti alla comunità, che utilizza molto spesso l’ex ParkSì.
Questo potenziamento necessario, però, dovrà tenere conto delle misure di prevenzione di nuovi contagi al Coronavirus. Come è già stato detto, questa può essere la fase storica giusta per un investimento forte (culturale prima che economico) nelle piste ciclabili, nelle biciclette elettriche e nel bike sharing.
Ogni discorso sulla mobilità si intreccia con argomenti legati alla sosta: se l’obiettivo è quello di recuperare spazi lungo le mura per una mobilità dolce, non si può non pensare alla necessità di avere parcheggi ad impatto zero, o che, comunque, consentano di raggiungere il centro in tempi relativamente brevi.
Gli spazi urbani vanno ripensati. È scritto nel PUMS, ma è un pensiero quasi obbligato nella programmazione e nella gestione della fase 2. La mozione sull’istituzione di un anello verde va in questa direzione: valorizzare i parchi, riappropriarsi degli spazi verdi è un tema che la nostra lista civica aveva inserito nel programma elettorale, ma è anche un argomento che, in questi giorni, ha ritrovato una nuova attualità. Siamo felici del sostegno del Movimento Cinque Stelle; io e Lina non eravamo in Consiglio quando è stata presentata la loro proposta, ma il nostro auspicio è che, questa volta, l’esito possa essere diverso.
Una battuta sul centro storico: pensare di affrontare questa questione riaprendo il dibattito sulla Ztl significa, a nostro avviso, non aver compreso bene i termini delle sfide che ci attendono nei prossimi mesi, ben oltre la scadenza di questo Consiglio: in centro storico devono andare le persone; sono le persone che rendono vivo e vitale un centro storico.

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