L’intervento di Bruno Mandrelli su Cronache Maceratesi accende i riflettori sul destino di un centro storico provato dagli effetti del Coronavirus. Mai come in questi giorni le discussioni sul futuro di Macerata devono tenere assieme tutta la città – comprese le frazioni ed i quartieri – evitando di fossilizzarsi su dibattiti vecchi ed incapaci di rispondere alle mutate esigenze. Il Coronavirus ci impone una nuova progettazione della città.
Sul centro storico abbiamo sempre sostenuto che sia il luogo dove la comunità si incontra. Per questo condividiamo l’idea di aumentare gli spazi della socialità con la possibilità di concedere ai locali ulteriori aree all'esterno e recuperare quanto perdono all'interno a causa delle nuove normative.
Il centro storico ha bisogno della presenza delle persone. Per questo non si deve perdere il valore aggiunte della Ztl e delle aree pedonalizzate, dove studenti, cittadini, residenti si incontrano e vivono. Ma il centro storico deve essere raggiunto facilmente anche in auto. L’area di sosta a Rampa Zara ci appare una soluzione ormai superata. Si può ragionare su un’idea nuova: riconvertire un edificio vuoto ed inutilizzato in un parcheggio coperto per ottenere nuovi posti auto senza ulteriore consumo del territorio, utili anche per i residenti, così da liberare i parcheggi all'aperto per la sosta veloce e garantire una migliore fruibilità del centro. Un luogo ideale potrebbe essere l’ex cinema Corso: in questo modo si otterrà pure la riqualificazione di un’area degradata.
Il centro storico vive di cultura e socialità. È necessario un confronto tra Comune, Università, associazioni culturali e terzo settore da cui esca un nuovo progetto condiviso di iniziative, capaci di tornare a far vivere il centro in sicurezza. Costruiamo un progetto di cultura diffusa che si estenda a tutta la città, anche ai quartieri e alle frazioni.
Tra le scelte da fare subito occorre chiudere il capitolo della ricostruzione post sisma e restituire alla città luoghi come l’Auditorium San Paolo – spazio vitale per l’università e per la vita culturale della città – e il palazzo Costa, luogo di abitazioni e di uffici. La ripartenza dei cantieri, inoltre, significa lavoro e nuova economia.
Se è vero che ogni crisi nasconde un’opportunità lavoriamo per costruire una città sostenibile che metta al centro le persone.

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