16/12/15

"Libertà vò cercando": la laicità in festa a Civitanova Marche

Articolo pubblicato su Via Libera.


Un diritto è tale solo e soltanto riesce a garantire le medesime condizioni e le stesse opportunità a tutte le donne ed a tutti gli uomini.
Se così non è, non ha più senso parlare di diritti.
Se così non è, alcuni godono (molte volte ingiustamente) di privilegi che finiscono per alzare dei muri che impediscono di tutelare, rispettare e valorizzare le identità di ognuno di noi.
La strada verso il pieno riconoscimento dei diritti civili, nel nostro paese, versa in condizioni preoccupanti. Da un lato, vi è una classe politica che, almeno apparentemente, sembra incapace di leggere la realtà e di ascoltare le istanze che giungono dalla società. Dall'altro, stanno crescendo sempre più ideologie e fondamentalismi che nulla hanno a che vedere con la laicità che contraddistingue (o almeno dovrebbe) il nostro Stato.
Sabato 12 dicembre Roma ha ospitato la marcia dei diritti: un'iniziativa promossa da una rete di donne, uomini ed associazioni che vuole dimostrare la spiccata sensibilità e vicinanza della società sul tema dei diritti civili.
L'obiettivo degli organizzatori è una legislazione che tuteli le persone lesbiche, gay e bisessuali nel loro diritto di esprimersi, di scegliere, di amare e di essere felici costruendo i propri progetti di vita alla luce del sole; rispetti l'integrità dei corpi e delle identità delle persone transessuali e di quelle intersessuali; realizzi tutti gli impegni per garantire pari diritti e dignità alle donne e agli uomini e per contrastare la violenza di genere; riconosca, in primo luogo con il matrimonio egualitario, le nostre famiglie nella pienezza dei diritti e dei doveri che le rendono protagoniste dello sviluppo del nostro tessuto sociale; assicuri i diritti delle coppie eterosessuali non sposate; protegga le nostre figlie e i nostri figli garantendo il legame genitoriale con chi li ha desiderati, li cresce, li ama e garantisca un sistema di istruzione di qualità pubblico e laico, in grado di promuovere programmi educativi tali che il futuro di tutte e di tutti sia frutto della serena scoperta di sé e di libere scelte, non di imposizioni ideologiche e irrispettose delle differenze e dell'unicità delle singole persone.


All'iniziativa madre se ne affiancano altre gemellate in alcune città italiane. Nella nostra provincia, a Civitanova Marche, la Rete Chegender, con Donne di Mondo, Dirittoforte e Agedo Marche, grazie alla collaborazione di moltissime altre associazioni e realtà civili, ha promosso “Libertà vò cercando - Festa laica per i diritti civili”: un appuntamento in linea con la marcia dei diritti di Roma, una festa di piazza che ha celebrato il valore della laicità e dimostrato come l'attenzione verso queste tematiche, nella nostra società, non sia scarsa come credono molti nostri rappresentanti in Parlamento.
I diritti continuano ad essere in ostaggio. Il 12 dicembre è partita la marcia per liberarli!

21/11/15

#17now: giornata internazionale degli studenti

Articolo pubblicato su Via Libera.


Ottobre 1939, Cecoslovacchia: una manifestazione promossa da alcuni studenti finisce nel sangue. Pochi giorni dopo, un ragazzo (Jan Opletal) perde la vita in seguito agli scontri con le autorità naziste. Il suo corteo funebre, formato da numerosi studenti, diviene una manifestazione antinazista, cui seguono la chiusura di tutti gli istituti di istruzione superiore e l'arresto e la deportazione nei campi di concentramento di oltre mille studenti. Il 17 novembre, nove fra studenti e professori vengono giustiziati senza un giusto e regolare processo.
Per ricordare questi avvenimenti, il 17 novembre si celebra la giornata internazionale degli studenti.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, all'articolo 3, afferma che “ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.”
Sono concetti ed affermazioni che tornano anche nella nostra Costituzione, quando, secondo l'articolo 34, “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”
Eppure, le politiche messe in campo dagli ultimi esecutivi sul tema dell'istruzione sembrano allontanarsi sempre di più da questi obiettivi.
L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) fotografa un paese in cui le disuguaglianze sono sempre più forti, e racconta la storia di un'Italia in cui il 20% più ricco della popolazione italiana detiene più del 60% della ricchezza totale del paese; mentre il 20% più povero non arriva all'1%. La risposta italiana a questa situazione è sotto gli occhi di tutti: anno dopo anno, la spesa sociale è stata tagliata pesantemente, compresa quella per l'istruzione.
Scuole ed università, insomma, sono state private di numerosi fondi. Con quale risultato? Oggi, denuncia Alberto Irone, la scuola ha smesso di essere l'ascensore sociale che era fino a qualche tempo fa. La dispersione scolastica supera il 15% e la scuola superiore costa, mediamente, più di 1.500,00 €.
L'università non se la passa meglio: recentemente, Eurydice ha pubblicato il National Student Fee and Support Systems in European Higer Education per il 2015-2016, che descrive la situazione di tasse universitarie e forme di supporto agli studenti in Europa. L'Italia, afferma Jacopo Dionisio, occupa il terzo posto in Europa relativamente all'importo medio delle tasse universitarie: 1.220,00 €, contro i 40,00 € della Germania. Complessivamente, gli studenti versano 1,5 miliardi di euro nelle casse delle università italiane, mentre il finanziamento delle borse di studio non arriva neanche ai 500 milioni di euro: una cifra inadeguata, buona solamente a produrre la figura dello studente idoneo non beneficiario. Il diritto allo studio coinvolge soltanto l'8% degli studenti, con un supporto medio che si aggira attorno ai 3.000,00 €. Sono numeri che rendono crudele il paragone tra l'Italia e molti altri paesi europei, a partire dalla Germania (dove, mediamente, il contributo si attesta sopra i 5.000,00 € e viene garantito al 25% degli studenti). Come se tutto ciò non fosse sufficiente, ad aggravare ulteriormente la situazione sono arrivati i nuovi criteri da adottare nel calcolo dell'ISEE, che, denuncia la Link, hanno espulso, nella sola Puglia, circa 4.000 studenti dal sistema del diritto allo studio.
È difficile, allora, stupirsi quando si legge che le immatricolazioni alle università diminuiscono: è un dato, tra l'altro, tristemente coerente con un mercato del lavoro aperto a professioni che non richiedono un titolo di studio elevato (rapporto Svimez). Ed è un dato che racconta di un sistema produttivo che lascia fuori dalla porta conoscenza ed innovazione.
In un paese come l'Italia, dove il tasso di disoccupazione giovanile è alle stelle, mentre quello dei giovani laureati piange, servirebbe come il pane un'istruzione pubblica di qualità, gratuita, laica ed aperta. Tuttavia, la legge di stabilità di cui si discute in questi giorni continua ad andare in un'altra direzione, che è quella vanamente percorsa negli ultimi anni: il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) si riduce di 60 milioni complessivi per i prossimi tre anni; quello Enti di Ricerca (FOE) fa registrare un altrettanto preoccupante meno 14 milioni.
Insomma, se il compito dello Stato è quello di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana), la classe dirigente degli ultimi anni merita un'insufficienza.
Le piazze di ieri hanno ospitato gli studenti e le loro richieste.


“Più uguale” è la campagna promossa dall'Unione degli Universitari che chiede maggiori risorse per il diritto allo studio, politiche di contrasto alla dispersione scolastica, soluzioni all'emergenza ISEE e misure a sostegno di una vera cittadinanza studentesca.
La Rete della Conoscenza, invece, chiede un cambio di passo radicale rispetto alle politiche recenti: “tutto #pertutti, privilegi per nessuno”.
A Macerata, Officina Universitaria ha promosso un pomeriggio a misura di studente, con una lezione tenuta dal professor Marcello La Matina sull'evoluzione della figura dello studente e con un aperitivo tematico, intervallati da un flash mob, organizzato assieme ad Azione Universitaria, Obiettivo Studenti e Run Macerata, in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi.
“Anche l'operaio vuole il figlio dottore” è uno splendido passaggio di una nota canzone dei Modena City Ramblers che racchiude il senso e l'importanza dello studio e dell'istruzione. È, ormai, giunto il tempo che le politiche in materia di diritto allo studio e di istruzione pubblica, siano fatte a misura di figli di operai che abbiano la possibilità di diventare dottori.

14/11/15

"Un pittore maceratese": una mostra per Luigi Angeletti

Articolo pubblicato su Via Libera.


Gli Antichi Forni di Macerata si aprono all'arte ed al ricordo di Luigi Angeletti.
In occasione del centenario della sua nascita, un gruppo di esperti ed appassionati ha deciso di rendere omaggio alla figura di un uomo che, tuttavia, ha sempre fatto fatica ad indossare i vestiti dell'artista.
Abbiamo incontrato Chiara Bonotti, pronipote dell'artista, nonché una delle organizzatrici della mostra che aprirà i battenti sabato 14 novembre. “Angeletti era amante dell'arte”, ci dice, “tanto da farne la sua ragione di vita, la sua confidente, la sua amata e la sua musa. Ma, allo stesso tempo, come in quasi ogni storia d'amore che si rispetti, Angeletti amava definirsi come un semplice artigiano del pennello, per una sorta di pudore che lo spingeva a non ritenersi all'altezza della sua amata”.
Quella di Luigi Angeletti, prosegue Chiara, è “una storia fatta di immagini, quadri, acquarelli, schizzi ed appunti di viaggio, che racconta le tappe della sua vita attraverso i suoi ricordi e le sue emozioni”.
La mostra è organizzata dall'Associazione Culturale Le Casette, dall'Accademia dei Catenati, dall'Associazione culturale "Alberto e Umberto Peschi" per le Arti Visive e dalla famiglia dell'artista, con il Patrocinio del Comune di Macerata.
Aprirà i battenti sabato 14 novembre, alle ore 17:00, con la presenza del critico d'arte Lucio Del Gobbo e di Stefania Monteverde.
La cerimonia di chiusura, invece, si terrà sabato 21 novembre, sempre alle ore 17:00, sarà curata da Lucia Tancredi.
Sarà, poi, possibile visitare la mostra tutti i giorni, dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 17:00 alle 19:30.


Abbiamo chiesto a Chiara una piccola anticipazione di quello che potremo vedere agli Antichi Forni. La mostra, afferma, riguarderà “una buona fetta delle opere dipinte da Angeletti: nature morte (oggetti d'uso quotidiano, bottiglie, mele, strumenti musicali), schizzi di viaggio, acquerelli ed oli, con un piccolo occhio di riguardo per le opere che ritraggono i suoi numerosi viaggi (tra i quali, Cuba, Mosca, Giappone, Parigi e Londra) dei quali però si racconteranno solo le sue esperienze in giro per l'Italia: da Roma a Venezia, da L'Aquila ai trulli pugliesi, per arrivare alle zone di Macerata, con i suoi orizzonti, i suoi panorami, le sue campagne ed i suoi monumenti”.
Prima di salutare Chiara (che non ha mai conosciuto personalmente l'artista, se non dalle parole di suo padre), le chiediamo un ritratto di Luigi Angeletti: era, ci dice, “di carattere schivo e riflessivo, ed è sempre stato molto geloso delle sue opere d'arte”. Opere che, come ci ricorda Chiara, potremo osservare dal 14 al 21 novembre presso gli Antichi Forni.

13/11/15

Gestione dell’acqua: non tradire il referendum

Articolo pubblicato nel blog della Federazione Provinciale SEL Macerata.


Il dibattito sul riordino del sistema idrico nella nostra Regione interessa, da vicino, naturalmente anche la nostra provincia. In particolare, la nuova legge dovrà affrontare il nodo della gestione del sistema idrico integrato: chi cioè gestirà effettivamente le reti idriche, effettuerà gli investimenti per l’intero sistema: captazione, distribuzione ,depurazione. È una partita decisiva. Gli appetiti dei privati sono enormi e c’è il rischio che, in cambio di poche promesse di efficientamento delle reti, il sistema idrico delle Marche, i suoi acquedotti, la gestione delle fonti e della depurazione, finiscano in mano di società private, magari dietro lo scudo di società miste. Di questo, finora, non si è parlato.
Eppure, nel 2011 si è svolto un referendum che ha detto no ad ogni forma di privatizzazione del settore idrico e ha escluso dalla tariffa idrica qualsiasi forma di speculazione o utilità economica per il gestore. Dunque occorre partire da lì. L’acqua come bene comune deve essere sottratta a qualsiasi forma di gestione volta ad ottenere utili. Essa deve essere gestita in maniera efficiente eliminando tutte le diseconomie frutto di campanilismi e sprechi, ma attraverso un soggetto interamente in mano pubblica (Comuni e regione), che preveda la partecipazione diretta dei cittadini negli organi di controllo e di governo.
Solo in tal modo si darà seguito al referendum del 2011.

21/10/15

Verso la strategia a rifiuti zero: convegno all'Abbadia di Fiastra

Articolo pubblicato su Via Libera.


Quello della riconversione ecologica dell'economia è un tema difficilmente rinviabile.
Sono, oramai, quarantacinque lunghi anni che la popolazione terrestre consuma più risorse di quelle effettivamente disponibili. L'Overshoot Day, nel 2015, è caduto il 13 agosto: significa che abbiamo impiegato poco più di sette mesi per utilizzare le risorse che, in linea teorica, avremmo dovuto utilizzare nell'arco dell'intero anno. L'Italia non fa eccezione: il nostro giorno del sovrasfruttamento è arrivato, addirittura, il 6 aprile.
Tutto ciò significa che, nella parte mancante dell'anno, vengono sfruttate risorse in eccesso rispetto a quelle disponibili. Il nostro stile di vita, insomma, mette a rischio il futuro del nostro pianeta.
Si capisce, dunque, quanto sia urgente un cambio di rotta radicale nel modo in cui consumiamo e produciamo, oltre che nel nostro rapporto verso l'ambiente.


Marche a Rifiuti Zero – si legge nel sito web – è un’associazione che ha l'obiettivo di difendere l'integrità del territorio traendo ispirazione da una forte etica ecologica, con un approccio che si focalizza principalmente sullo studio e sul conseguente efficientamento dei cicli organici ed inorganici legati alla filiera del rifiuto solido urbano e industriale. In particolare, tale associazione intende fare maggiore luce sulla necessità di un progressivo sviluppo di sistemi locali capaci di ridurre, riusare e riciclare autonomamente i rifiuti che le comunità umane producono così da imitare i cicli ecologici e trasformare ulteriormente il rifiuto in risorsa.
A questo proposito, sabato 24 ottobre si terrà un incontro dal titolo “A piccoli passi verso la strategia rifiuti zero”.
Sarà presente Rossano Ercolini, Presidente dell'associazione Zero Waste Europe e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero, nonché vincitore, nell'aprile del 2013, del Goldman Environmental Prize, il maggior riconoscimento mondiale sui temi della sostenibilità e dell'ambientalismo ed autore del libro “Non bruciamo il futuro”.
A seguire, verranno presentati alcuni casi di attuazione di buone pratiche di economia circolare nel territorio marchigiano.
L'appuntamento, allora, è per sabato 24 ottobre, a partire dalle ore 9:30, presso l'Abbadia di Fiastra.

15/10/15

#SerieATIM: top & flop delle prime sette giornate


Sette giornate di campionato e la sosta per lasciare spazio agli azzurri di Antonio Conte: quale momento migliore per fare un primo punto della situazione sulla nostra Serie A?
Un po’ a sorpresa (ma con pieno merito), la Fiorentina guarda tutti dall’alto. Sono lontani i tempi del “Sousa gobbo di merda” con cui Firenze salutava il tecnico portoghese, ricordandogli i suoi trascorsi in maglia bianconera. Oggi, la Viola gioca (assieme al Napoli) il calcio più bello della Serie A. Ha condotto un mercato a luci spente, completando la squadra con innesti utili, anche se dal curriculum poco accattivante. Kalinic, ad esempio, sembra avere tutte le carte in regola per affermarsi tra gli attaccanti migliori del campionato: il croato ha già realizzato 5 reti, compresa la tripletta utile ad espugnare la metà nerazzurra di San Siro.
Fiorentina e Napoli dividono lo scettro del bel gioco. Sarri ha saputo cambiare, passando alle tre punte e mettendo in panchina un deludente Valdifiori, che ha pagato oltremodo l’impatto con la città di Napoli: al suo posto, è stato riproposto Jorginho, che, sotto la gestione Benitez, non ha saputo mantenere quanto di buono fatto a Verona. Il tridente, poi, esalta le qualità degli attaccanti partenopei. Gente come Callejon, Insigne e Mertens trova la collocazione naturale sulla fascia, e resta ingarbugliata nel 4-3-1-2 con cui Sarri si era presentato all’ombra del Vesuvio. Il Napoli, ora, si candida a recitare un ruolo di primo piano. Merito, anche, di una solidità difensiva che, ai tempi di Benitez, è sempre mancata, impedendo ai partenopei di compiere l’ultimissimo salto di qualità.
L'Inter di Roberto Mancini, invece, non ha lasciato praticamente nulla allo spettacolo. Prevedibile, quando rinunci alle geometrie di Kovacic ed Hernanes a vantaggio dei muscoli e della grinta di Felipe Melo. L'avvio è stato sontuoso: cinque vittorie su cinque, compreso il derby. Poi, la sberla casalinga contro la Fiorentina ed il pari di Genova contro la Sampdoria. Sarà molto interessante vedere su quali binari proseguirà la stagione dei nerazzurri, anche in virtù dell'assenza di impegni in Europa.
Chievo, Sassuolo e Torino, infine, rappresentano la classe operaia che va in Paradiso. Tutte e tre le squadre hanno dato continuità al progetto in essere, puntellando la squadra con innesti mirati. I granata, in particolare, si sono aggiudicati tre prospetti molto interessanti: Baselli, Belotti e Zappacosta.
Milan e Juventus aprono la lista delle delusioni di questo primo scorcio di campionato.
I rossoneri hanno cambiato tanto e speso molto. Ma, al momento, gli inserimenti dei vari Romagnoli, Bertolacci, Bacca e Luiz Adriano non hanno portato gli effetti sperati, ed il confronto tra Mihajlovic ed Inzaghi ride all'ex numero 9 rossonero. È tornato il figliol prodigo Balotelli: potrà essere lui l'uomo del riscatto?
Anche la Juventus, per motivi differenti, ha cambiato molto. Gli addii di Pirlo, Tevez e Vidal hanno, di fatto, chiuso il ciclo iniziato da Conte. Al loro posto, sono arrivati buoni giocatori come Cuadrado, Dybala (per cui Messi ha speso, giusto pochi giorni fa, belle parole) ed Hernanes. I campioni di ieri, però, erano altra cosa. Allegri avrà bisogno di tempo per plasmare una nuova squadra: ma penso che il ritorno dei bianconeri nei posti che competono loro sia una questione di poche settimane.
Falsa partenza anche per il Palermo e per l'Udinese: entrambe le squadre hanno raccolto meno del previsto. Iachini sembra già sulla graticola, mentre i friulani hanno tesserato Ciccio Lodi.
Dietro la lavagna, infine, le tre neopromosse che, anche a causa di un calendario poco favorevole, occupano le ultime posizioni della classifica. Stupisce negativamente, in particolare, il Bologna: gli innesti di calciatori esperti come Mirante, Giaccherini e Destro lasciavano presagire un campionato più tranquillo. La realtà del campo, invece, è diversa.

16/09/15

Stadio Helvia Recina: la "nuova" casa della Maceratese

Articolo pubblicato su Via Libera.


Negli ultimi mesi, il calcio è stato un argomento molto dibattuto nell'arena politica della nostra città. Merito della Maceratese, che, lo scorso 3 maggio, ha conquistato la promozione in Lega Pro, al termine di una cavalcata trionfale che ha visto i ragazzi guidati da Giuseppe Magi chiudere il campionato senza collezionare neanche una sconfitta.
Il ritorno della società biancorossa nel calcio professionistico ha aperto un confronto circa lo stadio Helvia Recina, non conforme alla norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi, alle norme CONI per l'impiantistica sportiva ed alle disposizioni emanate dalla Federazione Italiana Gioco Calcio relative al calcio professionistico.
Al termine della stagione sportiva passata, e sulla scia degli impegni presi durante la festa per la promozione in Lega Pro ed in campagna elettorale, sono partiti i lavori di messa a norma dell'impianto.
Il costo – si legge in una nota del comune – ammonta a 700.000,00 €. Nelle intenzioni del Sindaco, l'Helvia Recina tirato a lucido “non sarà solo lo stadio della Maceratese, bensì di tutta la città che, grazie a questo intervento di manutenzione straordinaria, avrà un impianto migliorato capace di ospitare incontri professionistici ed in cui sono state eseguite opere che si attendevano da oltre 40 anni”.


L’intervento ha toccato numerose parti dello stadio: dalle recinzioni alla cartellonistica pubblicitaria, dall'illuminazione all'accesso al terreno di gioco (compresi spogliatoi, infermeria ed antidoping), dalla tribuna stampa agli impianti sonori, elettrici e di estinzione degli incendi, fino ad arrivare alla videosorveglianza.
L'idea – prosegue la nota del comune – “è stata quella di dare ordine a tutta l’area dello stadio e di ripensarla, modificando l’intero profilo dell'Helvia Recina e rendendolo all'altezza del campionato che si accinge ad ospitare. Il piazzale rimarrà comunque a disposizione come area di sosta delle auto nei giorni in cui non si disputeranno partite. In corso di costruzione nell'area prima occupata alla sosta dei camper ed isola ecologica tre campi da beach volley coperti che insieme alla bocciofila ed al campo di calcetto esistenti, renderanno l’Helvia Recina un polo sportivo di tutto rispetto”.
Lo stadio sarebbe stato pronto per ospitare il debutto casalingo della Maceratese, previsto domenica scorsa contro il Savona. Tuttavia, in seguito al processo relativo all'ennesimo filone del calcio scommesse, la Corte d'appello della Figc ha accolto il ricorso presentato dal Forlì, sospendendo le partite del Teramo e del Savona.
La città di Macerata, pertanto, dovrà attendere ancora qualche giorno per salutare il ritorno tra i professionisti dei suoi nuovi beniamini: l'appuntamento è rimandato a sabato 19 settembre, quando, alle ore 15:00, la Maceratese di Cristian Bucchi sfiderà la Lucchese.

19/08/15

#sellKovacic


L'anno scorso ho avuto modo di vedere poche partite dell'Inter. Ho avuto, però, l'impressione che fossero davvero pochi i calciatori che avessero una vaga idea di quello che stessero facendo. Tolti Handanovic ed Icardi, faccio due nomi.
Il primo è quello di Gary Medel: un mediano tutta corsa e sostanza che faceva bene quel che era chiamato a fare.
Il secondo è quello di Mateo Kovacic: il fulcro attorno al quale, secondo me, si sarebbe dovuta ricostruire un'Inter vincente. Più di Handanovic, più di Icardi.
Mancini dice che Kovacic è stato sacrificato sull'altare del fair play finanziario. Ma pare che i nerazzurri impiegheranno il denaro in arrivo dalla Spagna per mettere a segno altri colpi di mercato (Coentrao? Perisic?) per completare una squadra che, al momento, sembra in difficoltà.
Perdendo Kovacic, la Serie A saluta un talento che non è riuscito, probabilmente, a dimostrare tutto il suo potenziale.
Certo, quando arrivano proposte indecenti, è (quasi) sempre difficile rinunciare a tanti soldi come quelli che sono in arrivo da Madrid.
Ma in campo, si sa, non va il denaro. E se Kovacic, alla fine della storia, fosse, per l'Inter, il Pirlo del terzo millennio? Ancora: Thohir sta a Kovacic come Moratti a Roberto Carlos.
Paragoni azzardati? Lo scopriremo solo vivendo!

07/08/15

#Paul10

Articolo pubblicato su CalcioSuper.


La maglia numero dieci della Juventus ha un nuovo padrone.
Fino al 2012, è stata sulle spalle di Alessandro Del Piero. Poi, quando la strada della Vecchia Signora e del suo Capitano si sono separate, la maglia numero 10 non è stata assegnata fino all'arrivo – l'anno seguente – di Carlos Tevez. Oggi, infine, è il turno di Paul Pogba.
Alla fine della stagione passata, sembrava che il ventiduenne francese dovesse essere sacrificato, per investire il ricavato della sua cessione sul mercato per rafforzare la squadra.
Invece, poi, le cose sono andate diversamente: Pirlo, Tevez e Vidal hanno salutato Torino, e Pogba si candida ad essere uno dei leader della nuova Juventus, che riparte senza tre pilastri delle ultime stagioni.
Quale modo migliore, allora, per consacrare la sua leadership, se non quella di indossare un numero “pesante” come il 10?

03/08/15

Parma: la roccaforte di un calcio sempre più raro

Articolo pubblicato su CalcioSuper.


Tempi bui per chi ama il lato romantico del calcio.
Quest'estate sono state ammainate altre tre bandiere: Steven Gerrard e Xavi hanno salutato Liverpool e Barcellona per spendere gli ultimi anni delle loro carriere al di là dell'Oceano. Il Manchester United, invece, ha sborsato poco meno di venti milioni di euro per aggiudicarsi le prestazioni di Bastian Schweinsteiger, che lascia la Germania dopo una vita (calcistica) nel Bayern Monaco.
Ogni estate sogniamo che la nostra squadra si rafforzi con l'acquisto di questo o di quel campione, alimentando – in piccolissima parte – un sistema che molto difficilmente produrrà storie d'amore come quelle, per fare solo un nome tra i tanti possibili, tra Alessandro Del Piero e la “sua” Juventus.
Mi piace, però, fare un esempio che va in controtendenza. Il nuovo Parma, chiamato a risorgere dalle ceneri della LND in seguito al crack della gestione Ghirardi, ripartirà affidandosi ad alcuni tra gli uomini che, negli anni novanta, lo hanno fatto grande: Nevio Scala alla presidenza, Lorenzo Minotti in società e Luigi Apolloni in panchina. Non solo: il capitano dell'ultima stagione in Serie A, Alessandro Lucarelli, chiuderà – con tutta probabilità – la carriera in Emilia e sarà la pietra sulla quale i ducali ricostruiranno la nuova squadra.
I tifosi hanno apprezzato, tanto che è stato battuto il record di abbonamenti della categoria. Cosa dirà il campo?

16/07/15

Quale Europa?

Articolo pubblicato su Via Libera.


L’Europa è ad un bivio.
La giornata del 5 luglio, con tutta probabilità, sarà ricordata nei libri di storia. Le settimane che stiamo vivendo potrebbero essere cruciali per il futuro del Vecchio Continente.
Le ragazze ed i ragazzi della mia generazione sono cresciuti avendo, nell’Europa, un riferimento quasi scontato. Siamo la generazione Erasmus, la prima che, grazie a questo progetto, ha potuto compiere una parte del percorso di studio all’estero. Molti di noi, probabilmente, si sentono cittadini europei, prima ancora che italiani, francesi, tedeschi o grechi.
Oggi, tuttavia, la narrazione dell’Europa unita è in crisi, piegata da una crisi economica alla quale la politica non ha saputo (o voluto) trovare le contromisure adeguate.
Se si provasse a fare un giro per un mercato cittadino, chiedendo quali parole si assocerebbero al termine “Europa”, le risposte andrebbero da “crisi” ad “austerità, passando per “pareggio di bilancio” fino ad arrivare a “Merkel” e “troika” (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea), per chiudere con un “no Euro”. Sono risposte lontane anni luce dal sogno europeo di Altiero Spinelli.
La politica ha accettato il pensiero unico dell’austerità, voluta dai popolari ed accettata acriticamente dai socialisti (o, almeno, da una larghissima parte). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la crisi non è stata affatto superata, ed in molti paesi stanno acquistando sempre più consenso forze politiche che si battono, più o meno apertamente, per la fine dell’Europa.
L’Europa, dunque, deve cambiare per non morire. Oggi, la spinta più forte in questa direzione arriva dalla Grecia. Syriza aveva già vinto le elezioni dello scorso gennaio con un programma radicalmente alternativo al memorandum imposto dalla troika. Il referendum dello scorso 5 luglio ha ribadito il “no” del popolo greco all’austerità: la Grecia – per bocca di Alexis Tsipras – è stanca di essere la cavia di un esperimento che non ha assolutamente fornito gli esiti che il popolo greco si sarebbe atteso.


La Grecia – e questo è un aspetto da tenere bene a mente, per non fare la fine di un Beppe Grillo, di un Matteo Salvini, o di una Giorgia Meloni qualunque – si è opposta all’Europa dell’austerità e dell’alta finanza.
L’”oxi” del referendum del 5 luglio è, in realtà, un bel “nei” ad un’Europa solidale, ad un’Europa che metta al primo posto della sua agenda le persone ed i loro diritti inalienabili. È il grido di speranza di chi, nonostante tutto, continua a credere che un’altra Europa sia davvero possibile.
Tuttavia, è innegabile che l'esito delle trattative che Tsipras ha condotto con l'Eurogruppo abbia lasciato un po' di amaro in bocca. Era lecito attendersi qualcosa di diverso? Probabilmente sì, ma la Grecia si è trovata a combattere, da sola, una battaglia enorme, ampiamente al di sopra delle sue forze e delle sue possibilità.
Insomma: la partita che sta giocando Alexis Tsipras è delicatissima, e rappresenta uno snodo cruciale per il futuro dell’Europa. Che, a mio avviso, continuerà a vivere solo se il vento greco inizierà a soffiare anche negli altri paesi dell’unione.

05/07/15

#OXIgeNO per la Grecia

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.

No.
Quello di oggi in Grecia non è un referendum pro o contro l'Europa. Non è un referendum per l'Euro o per la Dracma.
Quello di oggi in Grecia è un referendum per l'Europa. Quale Europa vogliamo? Quella dell'austerità e del pareggio di bilancio? O quella delle persone e dei popoli che la abitano e che vogliono raggiungerla?
Beh, a chi ci chiede se questa Europa (quella di BCE e FMI, che fanno il bello ed il cattivo tempo anche con la complicità delle socialdemocrazie europee) ci piace, non possiamo che rispondere... #OXI!

30/06/15

Bene, bravo, bis!


Romano Carancini ha ufficializzato la #giuntaCaranciniBis.
Quattro volti vecchi, quattro volti nuovi. Quattro donne, quattro uomini.
In bocca al lupo a tutte e tutti, con un pensiero particolare e di parte a Stefania Monteverde per i suoi secondi #5AnniAssessore.

#orailfuturo

22/06/15

Assemblea di A sinistra per Macerata Bene Comune


Domani si riunisce l'assemblea di A sinistra per Macerata Bene Comune​.
Dopo il bel risultato delle elezioni comunali, è giunta l'ora di guardare al futuro.
L'appuntamento è alle ore 21:15 al Glicine, con il seguente ordine del giorno:
  • identificazione delle azioni programmatiche da avviare dall'amministrazione come prioritarie;
  • formulazione delle richieste di MBC, sia in termini di rappresentanza che di patto politico della coalizione;
  • definizione dei criteri per la composizione della rosa di MBC che verrà richiesta dal sindaco;
  • proposta di strutturazione di MBC nella fase post elettorale e nomina dei rappresentanti politici e organizzativi;
  • resoconto delle spese sostenute per la campagna elettorale e pianificazione del recupero delle risorse da parte degli eletti/nominati;
  • varie ed eventuali.
L'assemblea sarà preceduta da una cena, sempre presso il Glicine. Info: maceratabenecomune@gmail.com

21/06/15

Romano Carancini (nuovo) Sindaco di Macerata


Sette giorni fa, queste erano ore attraversate da un filo di tensione.
Il tempo che scorre lentamente, l'affluenza alle urne che non sale. Ce la fa? Non ce la fa?
Alla fine, Romano Carancini ce l'ha fatta; sarà ancora una volta il Sindaco della nostra città.
Credo sia giusto così: nei cinque anni che si sono appena chiusi, Romano e la sua giunta hanno fatto, tra mille difficoltà, un buon lavoro, cresciuto molto bene negli ultimi mesi.
Il risultato del ballottaggio, tra l'altro, fa scattare il secondo consigliere ad A sinistra per Macerata Bene Comune: così, Stefania Monteverde andrà a far compagnia ad Enzo Valentini. Sono felice per loro e per tutti noi, che abbiamo contribuito al piccolo grande risultato di questo progetto.
La nuova storia, insomma, si comporrà di un secondo capitolo.
Bene così!
#orailfuturo

10/06/15

#Cinquantuno


“Giorni lunghi tra ieri e domani, giorni strani”.
Già, i giorni che hanno preceduto e seguito l'appuntamento di domenica 31 maggio sono stati davvero giorni strani. Giorni carichi di impegni, e la verità è che solo ora trovo il tempo di scrivere queste righe sul risultato delle elezioni comunali.
La lista A sinistra per Macerata Bene Comune​ ha ottenuto un risultato di cui sono soddisfatto ed orgoglioso: abbiamo sfiorato gli ottocento voti, attestandoci di poco sotto al 4%. Un risultato che ci consente di eleggere un consigliere comunale; due se Romano Carancini​ vincerà il ballottaggio di domenica.
Se qualcuno, sabato 30 maggio, mi avesse detto che avrei preso cinquantuno preferenze, risultando la quinta persona più votata nella mia lista, lo avrei preso per pazzo, o giù di lì. Invece è andata proprio così.
Ringrazierei una ad una le persone che, due domeniche fa, hanno scritto il mio cognome sulla scheda, ma non credo di farcela.
Per cui, faccio solo tre ringraziamenti cumulativi.
Il primo va a chi, tra sabato e lunedì, ha speso una parte del suo tempo per incoraggiarmi: a volte, basta un semplice messaggio di testo per capire che c'è qualcuno che crede in te.
Il secondo va alle compagne ed ai compagni del Circolo Sel Macerata​, che, in questi due anni di coordinamento, non mi hanno mai fatto mancare la loro fiducia ed il loro sostegno.
Il terzo ed ultimo va a Gabriella Di Giovanni: un'amica ed una compagna con cui ho condiviso un viaggio bello ed entusiasmante. Un viaggio che ha visto nelle elezioni di domenica 31 maggio la prima tappa di un percorso che, speriamo, sia lungo e fruttuoso.
Tuttavia, non è ancora finita. Domenica 14 Giugno, dalle 7:00 alle 23:00, arriva l'appuntamento con il ballottaggio.
#iotornoavotare.
Tu?

24/05/15

Macerata Città Universitaria


L'assemblea di Officina Universitaria (associazione che, oggi, rappresenta la maggioranza della comunità studentesca dell'ateneo di Macerata) fornisce spunti di riflessioni interessanti per quella che sarà la città dei prossimi anni.
Impegni di lavoro ci hanno impedito di partecipare alla conferenza stampa di giovedì, ma ci sentiamo di dire la nostra sulle proposte emerse in quella sede.
È innegabile che l'Università sia una delle principali ricchezze della nostra città; ed il prossimo consiglio comunale dovrà attivarsi affinché le studentesse e gli studenti che si trasferiscono a Macerata si sentano a casa.
Va detto che l'attuale maggioranza ha già affrontato alcune delle criticità poste da Officina Universitaria. Pensiamo, in particolare, alla pedonalizzazione del centro storico: corso Matteotti è già chiuso alle macchine. E riteniamo che il tempo abbia già dimostrato come le scelte portate avanti dalla giunta uscente (che hanno esposto, in particolare, Stefania Monteverde a molte critiche) stiano andando nella direzione giusta: la riqualificazione del centro storico non può che passare per la valorizzazione delle persone. Meno macchine, più donne, uomini e bambini.
Ci batteremo affinché il nuovo consiglio comunale introduca, quanto prima, la figura del consigliere comunale aggiunto. Può sembrare un provvedimento formale, ma riteniamo, invece, che sia sostanziale: le istanze e le proposte degli studenti (ad iniziare da quelle – che sentiamo nostre – sui trasporti) contribuiranno sicuramente a fare di Macerata una città migliore.

11/05/15

La mia candidatura alle elezioni comunali di Macerata


Sono nato e cresciuto a Macerata; questa città mi ha dato tantissimo. Ho sempre ritenuto che questa sia casa mia, il luogo che amo ed in cui voglio continuare a vivere.
Alle soglie dei trent'anni, è giunta l'ora di restituire una parte di quello che Macerata mi ha dato e per questo mi candido: per portare il mio contributo alla vita della mia, della nostra città.

10/05/15

SEL Macerata con "a sinistra per Macerata Bene Comune"

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Macerata del prossimo 31 maggio, il circolo di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà ha lavorato, assieme ad altre realtà della nostra città, alla nascita della lista “A sinistra per Macerata Bene Comune”.
Riteniamo che questa sia la scelta più coerente rispetto ai primi cinque anni dell'amministrazione Carancini ed alle elezioni primarie volute da una parte della maggioranza uscente.
È un progetto che parte dal buon lavoro che alcune persone del consiglio e della giunta uscenti hanno fatto in questi anni e che, in qualche modo, vuole esserne la prosecuzione e l'evoluzione.
Ambiente, cultura e solidarietà sono le linee guida di questo progetto.
Avremo modo di parlarne dettagliatamente nelle prossime settimane.

06/04/15

Laura Boldrini a Recanati

Post pubblicato nel blog della federazione provinciale SEL Macerata.


Salutiamo con piacere ed affetto la visita di Laura Boldrini nelle nostre terre.
Tra le tappe della giornata recanatese della Presidentessa della Camera dei Deputati, vi è il passaggio al museo dell'Emigrazione Marchigiana di Villa Colloredo Mels: un luogo che raccoglie i ricordi di molti marchigiani che, in passato, hanno lasciato le Marche per cercare fortuna altrove.
Insomma: vi è stato un tempo in cui i migranti eravamo noi.
Oggi, il tema dell'immigrazione continua ad essere al centro del dibattito politico. Crediamo sia fortemente connesso alla costruzione di un'Europa politica, prima ancora che economica.
Alcune tra le forze anti europeiste che si stanno affermando in questi mesi veicolano messaggi razzisti e xenofobi. Messaggi che dovrebbero, che devono indignarci e che devono essere respinti con forza.
La globalizzazione muove il denaro in tempo reale, ma sembra aver paura che le donne e gli uomini possano compiere analoghi percorsi.
Chiediamo a Laura Boldrini che il Parlamento approvi quanto prima la legge sullo ius soli, che attribuisca la cittadinanza italiana alle persone che nascono in Italia. È una questione di civiltà.
Ma il razzismo e la xenofobia vanno combattuti anche sul territorio. Non più tardi di qualche settimana fa, a Macerata alcuni ignoti hanno dato fuoco ad un negozio gestito da una coppia di nigeriani. Alle prossime elezioni comunali, è annunciata la partecipazione (anche sotto le false spoglie di liste civiche) di Casa Pound (in coalizione con il centrodestra) e di Forza Nuova.
Si capisce, allora, come la sinergia tra l'azione locale e quella nazionale sia fondamentale per affermare i valori della pace, dell'accoglienza, della solidarietà. Sono i valori della Resistenza, di cui ci apprestiamo a festeggiare il settantesimo anniversario.
“Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare al tuo vicino
di essere straniero.”

03/04/15

L'impatto sociale di un progetto di microcredito


Durante il mio percorso di studi, ho analizzato le operazioni ed il mondo dell'economia (e della finanza) avendo riguardo dell'aspetto tecnico della questione. 
Una buona operazione è quella che ha un rendimento economico positivo, e viceversa. 
Quando ho iniziato a ragionare sulla mia tesi, ho pensato che sarebbe stato interessante provare ad osservare le cose da un'altra prospettiva. Ho iniziato ad informarmi e mi sono imbattuto ben presto nel microcredito. 
La prima definizione è stata fornita nel 1997 in occasione del Primo Summit del Microcredito: programmi che estendono il credito a soggetti molto poveri per finanziare progetti di attività ed auto impiego che generano un reddito e che danno la possibilità a chi ne usufruisce di prendersi cura di sé e della famiglia. 
Le operazioni finanziarie devono essere direttamente strumentali rispetto a scelte di natura reale. 
L'esperienza più popolare è senz'altro la Grameen Bank di Muhammad Yunus, ma i primi progetti sono partiti in Brasile (ACCION) ed in Africa. 
Nei paesi occidentali, il microcredito è arrivato in relativo ritardo. Le cause sono essenzialmente due: la presenza di uno stato assistenziale e la difficoltà nel reperimento dei fondi. 
In Italia i soggetti più attivi nella promozione del microcredito sono stati le Mutue AutoGestione e, in un secondo momento, la Banca Etica. Una normativa inadeguata ne ha frenato lo sviluppo. Nel 2010 la riforma del Testo Unico Bancario ha provato a mettere ordine, prevedendo due tipologie di microcredito (per attività imprenditoriali e sociale, articolo 3). 
Il successo che il microcredito ha conosciuto è stato tale che oggi si è arrivati a parlare di microfinanza, con l'idea di soddisfare il microcliente a trecentosessanta gradi. 
Il consenso che il microcredito ha riscosso è dovuto ad una serie di concause di varia natura (aumento del reddito disponibile, aumento della coesione sociale, garanzia di una maggiore integrazione della comunità). 
L'attenzione che il microcredito presta all'ambito socio – ambientale non può far passare in secondo piano l'evidenza che siamo, comunque, di fronte ad un'operazione economica. 
Il capital budgeting offre una serie di indici grazie ai quali è possibile misurare il rendimento di un investimento, consentendo di individuare i progetti da implementare al fine di aumentare il valore creato. 
VAN, TIR, criterio del periodo di recupero, indice di profittabilità ed EVA sono indicatori utilissimi ai fini precedentemente illustrati. 
Si è visto come il microcredito presti attenzione in parti eguali all'aspetto economico ed a quello socio – ambientale. Premesso ciò, è opportuno domandarsi se il capital budgeting sia idoneo a misurare il rendimento di un progetto di microcredito al trecentosessanta gradi. 
La risposta è negativa: il capital budgeting tradizionale non è sufficiente né idoneo. 
Negli ultimi anni, la dottrina ha elaborato un nuovo indicatore: il Social Return on Investment (SROI). Può essere definito come un processo volto a misurare il valore creato da un'organizzazione dal punto di vista sociale, ambientale ed, ovviamente, economico. Il procedimento è sostanzialmente analogo a quello seguito tradizionalmente; questa somiglianza lo rende unico, se confrontato con gli altri indicatori sociali. Si ispira a sette principi: coinvolgimento degli stakeholder, analisi dei cambiamenti, valorizzazione degli aspetti maggiormente significativi, veridicità dei contenuti, rivendicazione dei risultati, trasparenza e verifica del risultato. L'analisi SROI prevede sei fasi: definizione dello scopo ed individuazione degli stakeholder, studio degli esiti della mappatura, determinazione degli indicatori, definizione dell'impatto, calcolo dello SROI e report. 
Il vantaggio più grande dello SROI sta nella sua capacità di misurare e, soprattutto, quantificare dati che il capital budgeting ordinario non considera. 
Lo svantaggio maggiore, invece, riguarda il fatto che siamo di fronte ad un indicatore molto recente. La letteratura sul tema è in divenire; molti sono gli aspetti da affrontare ed approfondire per migliorare la qualità e l'attendibilità dello SROI. 
Secondo the Roberts Enterprise Development Fund (REDF), sono tre gli aspetti da analizzare per arrivare allo SROI di nuova generazione: il collegamento tra le informazioni relative ai dati finanziari ed a quelli sociali, la valutazione del rendimento sia in termini monetari che non monetari e l'individuazione degli obiettivi da raggiungere in maniera più efficiente ed appropriata. 
A mio avviso, la sfida maggiore è il trattamento delle informazioni non monetarie. La conversione economica è necessaria, ma pericolosa a causa della possibile perdita di dati importanti.

14/03/15

Il mio intervento all'assemblea regionale del Cantiere Altre Marche Sinistra Unita


Cinque anni fa eravamo un'anomalia: era il tempo del bipolarismo; ed all'improvviso è arrivato il modello Marche: il Partito Democratico si è alleato con il centro; e la sinistra ha corso da sola.
In questi cinque anni, abbiamo visto che il modello Marche è stato esportato nella provincia di Macerata. Ed abbiamo visto che al governo nazionale sono arrivate le larghe intese.
Il centrosinistra è esistito lo spazio di una campagna elettorale, quella delle elezioni politiche del febbraio del 2013.
Dico queste cose, con grande affetto e stima, alle compagne ed ai compagni (amministratori di alcuni comuni della provincia di Macerata) che hanno promosso un documento in cui si chiede, in sostanza, di non chiudere le porte ad un'alleanza con il Partito Democratico. Non si tratta di rinnegare le pratiche di buon governo del territorio che abbiamo messo (e stiamo ancora mettendo) in campo. Penso, però, che non possiamo essere sempre e solo noi a difendere queste esperienze. Sarebbe bene che, ogni tanto, anche il PD spendesse due parole a tutela di questi governi, se ci tiene.
Oggi siamo qui per avviare un progetto che dovrebbe portarci verso le elezioni regionali, ed, auspicabilmente, oltre.
Forse siamo indietro, forse no. Ma questo non è il tempo delle recriminazioni e dei rimpianti. È il tempo della costruzione.
Noi, oggi, dobbiamo uscire da qui. Ma non dobbiamo raccontare che la sinistra si è unita, o si sta unendo: rischierebbe di essere l'ennesimo buon proposito che, tra qualche mese, potrebbe naufragare.
La crisi morde nei termini che sono stato ricordati da molti compagni che hanno preso la parola prima di me. E la risposta non può essere l'unità della sinistra.
Servono risposte concrete; e noi, allora, dobbiamo raccontare le nostre idee “altre” per una regione “altra”: le nostre proposte per l'ambiente, per il territorio, per l'economia, per il lavoro.
“Alternativa” è stata una delle parole più pronunciate negli interventi che mi hanno preceduto. Io la declinerei in due modi. Il primo, senza dubbio, è nei confronti del governo regionale di questi ultimi anni. Ma il secondo è nei confronti di una cosa complessa, spesso semplificata col termine di antipolitica, che – noto – sta entrando anche nel nostro campo. Procediamo tutti assieme: partiti, associazioni, movimenti, donne e uomini che hanno tempo e voglia da dedicare a questo progetto. C'è bisogno del contributo di tutte e di tutti.
Chiudo con un breve resoconto dell'assemblea del comitato provinciale che si è riunita mercoledì scorso. Sono emerse due questioni.
La prima riguarda la necessità e l'urgenza di procedere lungo la strada della costruzione di questo spazio politico. I recenti risultati elettorali di Emilia Romagna e Calabria ci dicono che, a sinistra del PD, c'è spazio per una sola formazione politica. E pure in Liguria e, da ultimo, in Toscana si sta procedendo lungo questa direzione.
Infine, si è discusso sulla figura del candidato alla presidenza. Si è ritenuto di indicare alcuni criteri da seguire nella scelta del nostro presidente (e, a cascata, in quella dei consiglieri): serve una figura che garantisca il percorso in atto e che sia presente anche dopo le elezioni: un garante di oggi e di domani. Serve, inoltre, un candidato pronto a spendersi attivamente e con forza in una campagna elettorale che si preannuncia tutt'altro che semplice. In questo senso, il comitato maceratese propone una rosa di tre nomi: oltre a quelli di Edoardo Mentrasti e Roberto Mancini, è emerso il nome di Riccardo Piacciafuoco, ambientalista già attivo nei comitati a difesa dell'acqua pubblica.

10/03/15

SEL e Rifondazione: "la nuova storia iniziata nel 2010 merita un secondo capitolo"

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Le primarie che si sono concluse ieri sera hanno certificato quello che avevamo già detto nelle settimane scorse.
Il governo di Romano Carancini, la sua persona, possono aver suscitato qualche perplessità nelle assemblee e nelle stanze di questo o di quel partito.
I dati reali, invece, dicono il contrario, e raccontano di un’affluenza che ha superato ogni più rosea aspettativa e di un risultato chiaro ed incontrovertibile: Romano Carancini sfiora i tremila voti (oltre 400 in più di Bruno Mandrelli), raggiungendo il 53,93% dei consensi.
La città ha affidato anche questa volta (come già cinque anni fa) a Romano Carancini il compito di guidare la coalizione di centrosinistra in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo maggio. Lo ha fatto sulla base di proposte programmatiche che mirano a completare il lavoro iniziato in questo mandato. Ci piace ricordare, a questo proposito, alcuni degli impegni assunti dal Sindaco uscente: la prosecuzione della riqualificazione del centro storico, lo stop al consumo del territorio e l’attenzione al settore della scuola.
Non appena il risultato è stato ufficializzato, sui giornali sono apparse polemiche strumentali sulla composizione del voto: alcuni rimarcano come abbia pesato il voto della destra, altri si concentrano sul voto cattolico.
Noi ci limitiamo a ricordare il contributo portato da Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista in un successo che, in prima battuta, appartiene a tutte le donne e tutti gli uomini che, senza una struttura alle spalle, hanno creduto che la nuova storia iniziata nel 2010 sia un bel libro che merita un secondo capitolo.

08/03/15

#MacerataCredici

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Giovedì, assieme a Roberto Muscolini e Pierpaolo Tartabini, abbiamo ufficializzato il sostegno di SEL e di Rifondazione Comunista a Romano Carancini al ballottaggio di oggi.
Perché? Perché abbiamo ottenuto le risposte che cercavamo relativamente alla coalizione e, soprattutto, ai programmi: avanti con la riqualificazione del centro storico, stop al consumo del territorio e maggiore attenzione alla scuola.
Ne segnalo altre due, che prendo dal programma di Romano.
Il consigliere comunale aggiunto, per valorizzare, finalmente e definitivamente, il ruolo della comunità studentesca nella nostra città.
Ed i 100.000,00 € da destinare annualmente alla creazione di cinque start up che sostengano l'occupazione giovanile.
Noi ci crediamo. Per questo, vi invitiamo ad andare a votare Romano Carancini al ballottaggio delle ‪primarie del centrosinistra‬.
I seggi sono aperti fino alle 22:00 e non si deve versare alcun contributo.
Macerata, credici‬!

07/03/15

Sinistra Ecologia Libertà con Romano Carancini

Post pubblicato nel blog del circolo SEL Macerata.


Domenica si chiude il percorso delle primarie del centrosinistra. Un percorso che, a nostro avviso, è nato male ed è proseguito peggio: basta leggere gli articoli della stampa locale per capire in quali condizioni si sta arrivando al ballottaggio di domenica 8 marzo. SEL non ha partecipato a questa competizione: a suo tempo, abbiamo posto al Partito Democratico ed agli altri partiti della coalizione che sostengono l'amministrazione uscente due questioni: qual è la cornice programmatica entro la quale i candidati possono muoversi? Qual è la coalizione che promuove la scelta del candidato sindaco? Abbiamo ricevuto risposte molto vaghe; a nostro giudizio insufficienti. Per cui, abbiamo deciso di non partecipare alle primarie. Martedì 3 marzo, Romano Carancini ci ha convocato per un confronto. Gli abbiamo esposto le criticità che ci hanno spinto a restare fuori dalle primarie e gli abbiamo chiesto la sua posizione in merito a tali questioni. Romano Carancini ha accettato le nostre tre priorità programmatiche: gli abbiamo chiesto di proseguire la riqualificazione del centro storico e la pedonalizzazione di piazza della Libertà, di prestare maggiore attenzione alle scuole (con particolare riferimento agli edifici scolastici) e di fermare, come già fatto in questi cinque anni, il consumo del territorio. Ha, inoltre, ribadito di voler ripartire dalla coalizione uscente, valorizzando il ruolo ed il contributo della sinistra ed opponendosi ad ingressi di persone e liste che snaturerebbero la natura del centrosinistra. Le sue risposte ci hanno convinto; così ieri – in una conferenza stampa convocata unitariamente a Rifondazione Comunista – abbiamo annunciato il nostro sostegno a Romano Carancini. Per questi motivi, vi invitiamo, domenica 8 marzo, a votarlo al ballottaggio delle primarie del centrosinistra. A questo link, trovate il suo programma. Ricordiamo, infine, che può votare anche chi non ha partecipato al primo turno.

06/03/15

Col pareggio ci perdi: proposta di legge popolare per abolire il pareggio di bilancio in Costituzione

Articolo pubblicato su Via Libera.


È possibile che il Parlamento dichiari illegale una certa politica economica?
Il buon senso porterebbe a rispondere di no: vi sono, infatti, differenti scuole di pensiero che si confrontano sul ruolo che lo Stato dovrebbe giocare in campo economico.
Eppure, nel 2012, il Parlamento italiano ha modificato l'articolo 81 della nostra Costituzione, inserendo nella carta fondamentale il principio del pareggio di bilancio. Erano i tempi del governo Monti, e si credeva che l'unica via uscita dalla crisi fosse l'adesione acritica alle disposizioni della troika.
Le camere hanno licenziato, a larga maggioranza, la legge costituzionale n.1 del 2012 che, in buona sostanza, impegna lo Stato italiano a spendere solo e soltanto quanto incassa.
Si tratta di una decisione assolutamente errata, che certifica l'impossibilità di indebitarsi per fronteggiare una fase recessiva come quella che stiamo vivendo ormai da molti anni e determina la perdita di uno strumento di politica economica estremamente efficace per impedire che una crisi possa produrre gli effetti che stiamo vivendo: disoccupazione, precarietà, assenza di reddito e di diritti.
Colpisce ancora di più come una simile idea sia arrivata addirittura nel testo che raccoglie i principi ispiratori e fondanti di uno stato. È accettabile che la scelta netta e chiara di una politica economica venga messa sullo stesso piano del principio di uguaglianza (formale e sostanziale) e del riconoscimento della pubblica istruzione, per fare un paio di esempi?
Le politiche di austerità hanno aggredito la democrazia italiana fino alle sue radici. Ed è da qui che si deve ripartire.


Alcuni mesi fa si è costituito un comitato che promuove la raccolta delle firme necessarie per invertire la rotta delle attuali politiche europee e costruire un modello diverso di Europa, in cui le persone non siano variabili subordinate alla contabilità ed alla finanza. Tale comitato è presieduto da Stefano Rodotà ed è composto, tra gli altri, da don Vinicio Albanesi, Giorgio Airaudo, Andrea Baranes, Leonardo Becchetti, Fausto Bertinotti, Francesca Chiavacci, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni, Luciano Gallino, Maurizio Landini, Giulio Marcon, Norma Rangeri, Marco Revelli e padre Alex Zanotelli.
Va detto che, dalla nascita di questo comitato, si sono un po' spenti i riflettori su questa iniziativa. Ed il tempo stringe: le firme andranno consegnate entro il 15 Aprile.
Nelle prossime settimane, anche a Macerata saranno organizzati alcuni banchetti: l'appuntamento è in corso Matteotti, il mercoledì mattina ed il sabato pomeriggio.
Con il pareggio ci perdiamo. Ed è il tempo di vincere.

02/03/15

Provincia: risparmi sui precari, ma non sugli assessori

Post pubblicato nel blog della federazione provinciale SEL Macerata.

 

Abbiamo già denunciato le condizioni di difficoltà in cui versa la provincia di Macerata, in seguito all'approvazione della riforma Delrio. 
Difficoltà di carattere politico: l'ente sta lentamente perdendo le sue funzioni e le sue competenze; e sembra attendere passivamente il 2016, quando scadrà il consiglio attualmente in carica.
Ma le difficoltà hanno anche una natura prettamente economica e finanziaria. Non sono, evidentemente, sufficienti iniziative estemporanee, anche quando apprezzabili (si veda la rinuncia di Esildo Candria ai gettoni di presenza di sua competenza). E pure scelte poco più che folkloristiche (ha senso spegnere i termosifoni a dicembre, quando nevica?) lasciano il tempo che trovano.
In questo quadro, dispiace che la provincia abbia deciso di non prolungare la collaborazione in essere da alcuni anni con alcune lavoratrici ed alcuni lavoratori che, dall'oggi al domani, si sono trovati senza lavoro.
Dispiace perché, ancora una volta, i problemi vengono scaricati sulle spalle degli ultimi.
Lungi da noi la volontà di cavalcare l'antipolitica che, da qualche anno a questa parte, sta trovando terreno fertile nella nostra società; non possiamo, tuttavia, fare a meno di notare che restano inalterati gli impegni finanziari verso consiglieri ed assessori che, per loro stessa ammissione, si limitano a svolgere attività di ordinaria amministrazione.
Le istituzioni provinciali non possono essere l'ufficio di collocamento di chi prepara il terreno agli imminenti appuntamenti elettorali.
Auspichiamo, ancora una volta, che si apra un dibattito franco e serio su quanto la provincia possa dare alle donne ed agli uomini del territorio maceratese da qui al 2016.

01/03/15

Macerata, credici


La passione per la politica mi ha spinto fino al punto in cui mi trovo oggi.
Mi ha portato a diventare coordinatore del circolo locale e ad entrare nel coordinamento provinciale di Macerata di Sinistra Ecologia Libertà.
Per questo, avverto la (piacevole e bella) responsabilità di rappresentare una comunità, magari non grandissima. Ma sento, in qualche modo, di non essere un cane sciolto: politicamente, alcune persone identificano in quello che faccio ed in quello che dico le parole e le scelte di SEL.
Vorrei provare, giusto il tempo di scrivere queste parole, a spogliarmi di questa responsabilità e parlare delle primarie cittadine per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra.
SEL non partecipa; qui è possibile leggere le motivazioni di tale decisione.
Ho seguito la campagna elettorale dei due sfidanti principali.
Ho avuto modo di (ri)apprezzare le cose buone che ha fatto l'amministrazione uscente. Ed ho (ri)notato, con una punta malcelata di orgoglio sellino, quello che di positivo è riuscito a fare Stefania Monteverde.
Ho ascoltato le proposte di Romano Carancini e di Bruno Mandrelli, da cui emergono due punti di rottura che mi hanno colpito.
Il primo punto riguarda il parcheggio a servizio del centro storico: tra chi propone di riqualificare il ParkSì e di costruire una nuova struttura a Rampa Zara, io sto con il primo (se n'era già discusso qui). Credo che la riqualificazione dell'esistente sia sempre da preferire alla costruzione di nuove opere. E poi, diciamolo chiaramente: Macerata non ha bisogno che altro cemento cada sulla sua testa.
Il secondo, se vogliamo, è meno immediato. Riguarda l'università e tocca il mio passato nel sindacato studentesco. Tra chi si spende per l'introduzione della figura del consigliere comunale aggiunto e chi per quella di un assessorato specificatamente dedicato all'università, io sto, ancora una volta, con il primo. Perché risponde all'idea di partecipazione che coinvolge in prima battuta la platea interessato (in questo caso, le studentesse e gli studenti dell'Università degli Studi di Macerata: una ricorda di questa città che, troppo spesso, passa in secondo piano). Temo, invece, che l'assessorato possa finire per rappresentare un ulteriore filtro tra rappresentanti e rappresentati. Anche se, va detto, le due proposte non sono necessariamente alternative. Ma, dovendo scegliere, scelgo la prima.
Per questi (e per altri che evito di elencare per non dilungarmi troppo) motivi, credo che la nuova storia iniziata cinque anni fa meriti un secondo capitolo. Non tutto, evidentemente, è andato bene; ed ogni cosa è perfettibile.
Ma, oggi, ho deciso di crederci.
Insieme a Romano Carancini.

21/02/15

#dallapartegiusta: la Grecia chiama, l'Italia risponde

Articolo pubblicato su Via Libera.


Quella del 25 gennaio è una data che, un giorno, potrebbe essere ricordata come lo spartiacque nella storia dell'Europa.
Le elezioni greche hanno lanciato un segnale chiaro ed inequivocabile: il nostro continente potrà avere un futuro politico soltanto se saprà trasformarsi in qualcosa di diverso da una maestra severa che infligge punizioni ai suoi allievi più o meno indisciplinati.
L'Europa sta morendo sotto i colpi dell'austerità inferti dalla Germania (supplente di una politica comunitaria di fatto inesistente), dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale.
Ma la lotta alla troika, di per sé, non dice tutto. Nelle elezioni dello scorso giugno per il rinnovo del Parlamento europeo, il fronte anti europeista ha ottenuto un risultato da non sottovalutare. Ma la stampa, in quel raggruppamento, ha inserito un po' tutti: da chi chiede l'uscita dalla moneta unica ed il ritorno alle valute nazionali (MoVimento 5 Stelle, Lega Nord, Front National) a chi, invece, chiede un'Europa “altra”, più giusta, che metta al centro i popoli, e non la finanza. Tra gli altri, si inseriscono in questo filone Podemos e Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras che è uscito vincitore dalle ultime elezioni greche.
I primissimi provvedimenti del governo ellenico sono significativi: stop alle privatizzazioni, reintegro dei dipendenti pubblici illegittimamente licenziati, elettricità gratuita per i 300.000 poveri a cui era stata tagliata ed aumento del salario minimo a 751,00 € netti.
Altrettanto significativa è stata la reazione di Bruxelles.
Risulta evidente, allora, come la Grecia stia combattendo una battaglia molto più importante di quello che possa apparentemente sembrare, una battaglia che non può lasciare indifferenti.


Per questo motivo, le giornate di mercoledì 11 e sabato 14 febbraio sono state dedicate a manifestazioni di solidarietà con il popolo greco che, puntualmente, da alcune settimane sta scendendo in piazza per sostenere Tsipras, la sua squadra di governo e le sue scelte.
Mercoledì pomeriggio, circa trenta persone si sono trovate in via Gramsci a Macerata per un presidio a sostegno del popolo greco.
Sabato, poi, è stata indetta una grande manifestazione nazionale a Roma, animata e popolata da circa ventimila persone.
Con l'occasione, è ripartito il dibattito sulla necessità di creare una nuova soggettività politica della sinistra italiana.
In piazza a Roma c'era tutto lo stato maggiore della frastagliata sinistra di casa nostra: da Sinistra Ecologia Libertà a Rifondazione Comunista, dai comitati de L'Altra Europa con Tsipras al mondo dell'associazionismo, fino ad arrivare alle tante ed ai tanti che, molto semplicemente, non rappresentano che se stessi ed attendono qualcosa di nuovo e diverso per mettersi in gioco.
Il cammino è iniziato: l'assemblea nazionale de L'Altra Europa con Tsipras e la conferenza programmatica di Sinistra Ecologia Libertà si sono chiuse riconoscendo l'urgenza di procedere in questa direzione.
Syriza – è bene ricordarlo - nasce nel 2004 come coalizione aperta di partiti di area socialista democratica, gruppi ambientalisti di sinistra, maoisti, trotskisti e organizzazioni eurocomuniste. Solo nel 2012 si arriva ad un partito unico, che celebra l'anno successivo il congresso fondativo.
Nichi Vendola, chiudendo Human Factor, ha lanciato la proposta di un coordinamento delle sinistre aperto a “compagni e compagne di tutte le compagnie in cui sia consentito che ciascuno tenga la propria tessera”.
È il primo passo che dovrebbe, oggi, unire quello che ieri si è diviso. Un passo, a mio avviso, positivo, che – senza voler celebrare (fin quasi a venerarle) le esperienze di altri paesi difficilmente esportabili – sembra strizzare l'occhio alle modalità con cui è nata Syriza.Intervenendo ad un'iniziativa ad Ancona, Argiris Panagopoulos (corrispondente dalla Grecia de il Manifesto e membro del Dipartimento di Politica Europea di Syriza) ha ricordato come il modo migliore di dimostrare vicinanza e solidarietà al popolo ellenico sia quello di ricostruire la sinistra in Italia. Mettiamoci in cammino. Ce lo chiede la Grecia.